Chaucer e la modernità: una riflessione necessaria 🪔

Lettori del mistero, voi le ricordate le novelle di Chaucer nei Racconti di Canterbury?

“Qui c’è Dio in abbondanza”, diceva John Dryden nel XVII secolo guardando a quest’opera. Ma non è un Dio rassicurante. È il Dio che osserva, divertito e cinico, una sezione trasversale di umanità corrotta in cammino verso la salvezza.

Se a scuola vi hanno insegnato che Chaucer è la risposta inglese a Boccaccio, vi hanno detto solo metà della verità. I Racconti di Canterbury (1386) sono un atto di ribellione linguistica e sociale. Scritti in un inglese medio che mescola il fango germanico alla seta francese, sono il primo vero specchio deformante della società moderna.

La premessa è un colpo di genio narrativo: ventinove pellegrini si ritrovano alla locanda Tabard Inn, a Southwark. Sono diretti al santuario di Tommaso Becket, ma il viaggio è lungo, sessanta miglia a dorso di cavallo. L’oste Harry Bailly lancia la sfida: chi racconterà la storia migliore vincerà un pasto omaggio.

Chaucer non finì mai l’opera, ma i ventitré racconti completati sono sufficienti a mappare l’intero spettro dell’animo umano. Non c’è solo il cavaliere nobile; c’è il monaco corrotto, il frate avido, l’indulgenziere che vende falsi resti sacri e la sarta di Bath, una donna che ha avuto cinque mariti e non ha intenzione di fermarsi.

Chaucer è un artista del contrasto. Se siete in vena di ascesi, potete leggere il sermone del Parroco sui sette peccati capitali. Ma la vera vita scorre altrove:

 * Il Sogno del Gallo: Nel racconto del Cappellano delle Monache, il gallo Chanticleer (unghie lilla e dita azzurre) discute di destino e premonizioni, solo per sentirsi consigliare un lassativo dalla sua gallina preferita, Pertelote. È la satira definitiva sulla pretenziosità intellettuale maschile.

 * L’Eversione di Pasolini: Non è un caso che Pier Paolo Pasolini abbia scelto queste novelle per il suo cinema. Egli vide in Chaucer la stessa verità brutale della carne che Hollywood, ancora oggi, ha paura di toccare.

 * Lo Scabroso Proibito: Il racconto del Mugnaio (Miller) e quello del Fattore (Reeve) sono capolavori di commedia fisica e “sporca”. Tra cambi di letto accidentali, flatulenze usate come armi e sesso orale imprevisto (con l’ombra di un attrezzo agricolo rovente sullo sfondo), Chaucer distrugge ogni pretesa di decoro medievale.

Perché leggere Chaucer oggi? Perché non è cambiato nulla. Gli “indulgenzieri” moderni vendono ancora miracoli su Instagram, e i “cavalieri” continuano a mascherare l’ambizione con la virtù. Chaucer ci insegna a guardare oltre l’abito del pellegrino per trovare l’uomo, con tutte le sue puzze e i suoi desideri.

I classici non sono “sorprese divertenti”. Sono specchi che ci costringono a ridere di noi stessi per non dover piangere. Se avete il coraggio di affrontare il viaggio verso Canterbury, preparatevi: il fango sulla strada è reale, ma la risata è l’unica cosa che vi salverà.

Alice Tonini

2 risposte a “Chaucer e la modernità: una riflessione necessaria 🪔”

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    👏🏻👏🏻👏🏻

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    Bello! Mi piacee! Non ricordavo neanche più l'esistenza di questo libro ha fatto bene a proporlo.

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2 pensieri su “Chaucer e la modernità: una riflessione necessaria 🪔

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