La Montagna Incantata: Viaggio tra Amore e Filosofia

Lettori del mistero ben trovati, oggi vi racconto una storia. Nel 1913. Thomas Mann ha un’idea per un racconto breve, un semplice corollario a Morte a Venezia. Ma il mondo sta per crollare e con l’arrivo della Grande Guerra, anche la sua visione si trasforma. Quel breve racconto diventerà La montagna incantata, un’opera monumentale di settecento pagine, pubblicata nel 1924, che gli varrà il Premio Nobel per la Letteratura cinque anni dopo.

Mann stesso, con ironia, suggeriva che per comprendere l’opera a fondo bisognerebbe leggerla due volte. Il suo non è uno scherzo, ma un invito a perdersi in una storia che è un vero e proprio caleidoscopio di saperi: medicina, politica, teologia, biologia, psicoanalisi, occulto. Un’esperienza letteraria che non si limita a essere letta, ma che va vissuta.

Il protagonista è Hans Castorp, un giovane orfano di Amburgo destinato a diventare ingegnere. Prima di iniziare la sua carriera, fa visita al cugino Joachim Ziemssen, un soldato che si sta curando dalla tubercolosi in un sanatorio sperduto tra le vette di Davos. Per Hans, dovevano essere solo tre settimane.

Ma il sanatorio non è un semplice ospedale. È un “reame” a parte, un mondo chiuso, sospeso nel tempo, con le sue regole e la sua magia sinistra. Si entra nel regno del “Bei uns hier oben” – di noi quassù. E una volta varcata quella soglia, il tempo si dilata, i confini si confondono. Hans, da visitatore, diventa paziente. Indossa la sua “divisa” di lino, prende la temperatura più volte al giorno e porta orgogliosamente le sue lastre ai raggi X come fossero medaglie al valore. Le tre settimane diventano sette anni.

Solo lo scoppio della guerra, un evento che distrugge il mondo esterno, riesce a strapparlo da questa prigione dorata. Ma prima di precipitarsi nel fango e nella violenza della battaglia, Hans vivrà un’educazione unica, fatta di vita, morte e amore, offerta da un luogo che è tanto seducente quanto letale.

La sua iniziazione all’amore arriva da Claudia Chauchat, una russa dal fascino selvaggio, descritta come un “gatto caldo”. Claudia sbatte le porte, si morde le unghie e incarna la mancanza di rigore dell’Europa dell’Est, un contrasto affascinante con la disciplina teutonica di Hans. I suoi occhi “kirghizi” e i fianchi stretti risvegliano in lui un ricordo della giovinezza e di un compagno di scuola per il quale provava un’attrazione complessa. Questo è uno degli indizi che ci fa capire le turbe irrisolte sull’identità sessuale di Hans, che più tardi si innamorerà persino dell’amante di Claudia.

La sua dichiarazione d’amore avviene in una lingua che è di per sé un incantesimo: il francese. Parlare francese, dice Hans, è come parlare in sogno, senza freni. Le sue parole si fanno audaci, erotiche, surreali: “Tu sei il Tu della mia Vita” e persino il grottesco “fammi baciare la tua arteria femorale”. Il narratore all’inizio sembra sminuire la serietà di queste parole, ma pian piano ci accorgiamo che sotto la superficie si nascondono verità più profonde e inquietanti.

L’istruzione di Hans non si ferma all’amore. Il sanatorio è un teatro di duelli verbali tra due figure opposte, quasi archetipiche:

* Settembrini, l’umanista razionalista che a tratti è la voce di Mann stesso, a tratti una sua parodia.

* Naphta, il gesuita comunista ed ebreo, che vede nel terrore un desiderio intrinseco della società.

Da questi dibattiti, Hans impara a conoscere sé stesso. Ma la vera rivelazione arriva durante una sciata. Si perde in una tormenta di neve, dove le allucinazioni prendono il sopravvento, mostrandogli visioni di delizie arcadiche e terrore macabro. Resiste alla tentazione di addormentarsi per sempre nella neve, risvegliandosi “invalido” e trasformato.

Carissimi lettori del mistero, se le storie fossero sport, questo romanzo sarebbe un triathlon: una prova estenuante, ma la cui ricompensa per la mente è immensa. Non a caso i figli di Mann lo chiamavano Z per “Zauberer”, il mago. Ed è proprio questo che è La montagna incantata: un’opera che, con il suo mix di mistero, magia e folklore dell’anima umana, incanta e ti rapisce.

Alice Tonini

3 risposte a “La Montagna Incantata: Viaggio tra Amore e Filosofia”

  1. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Tanti libri che tu presenti io non li leggerò mai per questo leggo volentieri le tue “recensioni”,che trovo sempre interessanti. CIAO!

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  2. Avatar La tana dei libri

    Ho impiegato un anno per finirlo, ma non rimpiango un solo minuto e una sola parola. In effetti sarebbe proprio da rileggere, però tra un po’ di tempo 😄

    Bella recensione!

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  3. Avatar Giganti della Letteratura: Dialoghi tra Sogni ed Illusioni | Alice Tonini

    […] Il contrasto tra la lotta per il riconoscimento (l’Anonimo), la ricerca dell’essenziale (Thoreau) e la contemplazione della morte (Castorp) ha creato un momento di rara, e a tratti surreale tensione. Per leggere il resoconto completo della loro indagine esistenziale, clicca qui: Razzismo e identità in L’uomo invisibile 📚, Riflessioni su Walden: Un Viaggio di Crescita Personale, La Montagna Incantata: Viaggio tra Amore e Filosofia. […]

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Rallentare e Leggere: La Magia dei Libri

Carissimi lettori dell’ignoto se potessi esprimere un desiderio, se potessi cambiare anche solo una piccola cosa, la mia scelta ricadrebbe su questo: vorrei che il mio blog diventasse un’alternativa concreta, un porto sicuro per chi vuole rallentare.

In un mondo che corre sempre più veloce, fatto di feed infiniti, serie TV da “binge-watching” e notifiche continue, il mio sogno è che questo spazio possa diventare una guida per trovare un nuovo ritmo, un’alternativa allo schermo del computer o della televisione.

So che spesso, dopo una lunga giornata di lavoro, la cosa più semplice e immediata è accendere la TV e lasciarsi trasportare da una serie. È un gesto automatico, una consolazione che richiede poco sforzo. Ma quanti di noi finiscono per sentirsi ancora più stanchi, con la sensazione di aver sprecato tempo prezioso? Questo blog vuole essere un invito a fare una scelta diversa, a sostituire la passività di uno schermo con l’azione di aprire un libro.

Immaginate di spegnere lo schermo e, invece, di accendere una candela. Di lasciarvi avvolgere dal silenzio della vostra casa e, lentamente, di aprire un libro. Non c’è fretta, non c’è una “prossima puntata” che vi aspetta in modo compulsivo. Ci siete solo voi e la storia che avete tra le mani. È un viaggio che inizia nella vostra mente, dove voi siete registi, costumisti e, a volte, anche sceneggiatori. Un’esperienza incredibilmente personale e gratificante.

Voglio che questo blog ti faccia riscoprire il piacere della scoperta lenta. Non solo ti suggerirò libri originali da leggere, ma ti accompagnerò alla scoperta di nuove narrazioni, di autori che non conoscevi, di mondi letterari inesplorati. Sarà come avere un amico che ti consiglia un libro in libreria, condividendo la passione per le storie, ma senza la pressione di dover “recuperare” chissà quante stagioni.

Il mio desiderio è proprio questo: che il mio blog diventi un luogo dove sentirsi a casa, ma anche un trampolino di lancio per avventurarsi in mondi sconosciuti. Vorrei aiutarti a trovare quel genere di romanzo che non hai mai provato, quel saggio che ti cambierà la prospettiva, quella poesia che ti farà emozionare. Non c’è un algoritmo che ti suggerisce cosa ti potrebbe piacere; ci sono solo i miei consigli, frutto di una passione genuina e di letture senza fine.

Il mio blog, quindi, non vuole essere solo una lista di recensioni. Vuole essere un manifesto, una dichiarazione d’amore verso la carta e l’inchiostro. Un appello a rallentare, a immergersi in mondi diversi, a riscoprire la magia di una storia che non ha bisogno di effetti speciali per catturarti. Spero davvero che tu decida di unirti a me in questo viaggio. Spegniamo la TV e apriamo un libro. Sei con noi?

Alice Tonini

6 risposte a “Rallentare e Leggere: La Magia dei Libri”

  1. Avatar Keep Calm & Drink Coffee

    Eccomi!
    Eccome se sono d’accordo! Innanzitutto: keep calm 🙂 😉
    Scherzi a parte io AMO leggere.

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  2. Avatar Massimiliano Pesenti

    Un bellissimo posto questo blog, soprattutto perché parli di libri e di letture e poi c’è questa libreria antica che mi piace moltissimo.

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  3. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Bello. Bello e basta!

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  4. Avatar Giovanna Foresio

    sono con te, un libro ha la capacità di portarti in un mondo altro, di vivere altre vite, ma anche e soprattutto ti dona la capacità di conoscerti meglio e di crescere. verrò spesso a trovarti

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    1. Avatar Alice Tonini

      Grazie per aver condiviso le tue riflessioni con noi

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La Custode dei Segreti: Viaggio negli Universi Paralleli

Lettori del mistero bentrovati, oggi ci addentriamo nei miliardi di universi paralleli alternativi per calarci nella quotidianità di una sacerdotessa; un antica setta che ha come compito quello di custodire la memoria dell’universo.

Una figura oscura, avvolta in un nero mantello si aggira per i corridoi di una immensa biblioteca. Non un’eroina, non una maga. Qualcosa di più antico, più silenzioso, più terribilmente necessario. La custode.

Il mio nome non ha importanza, perché il mio ruolo supera la persona. Sono l’ombra che preserva, la chiave che apre e il sigillo che tiene a bada l’oscurità e mantiene l’equilibrio del tutto. Per me non esiste passato o futuro ma il tutto si svolge in un eterno presente.

La mia giornata inizia quando il sole tramonta, perché la memoria ha bisogno dell’oscurità per rivelarsi. La prima cosa che faccio è percorrere i corridoi infiniti della mia sezione della biblioteca. Non sono fatti di pietra, ma di storie non ancora scritte, di segreti non ancora rivelati. Ogni passo risuona in un silenzio che sa di polvere e di saggezza. Ho un solo compito: assicurarmi che ogni volume resti al suo posto, che nessun ricordo si smarrisca o, peggio, cada nelle mani sbagliate.

La mia veste nera, cucita dalle Sorelle Penitenti dell’Ava Falena durante le loro interminabili notti insonni, con i fili stregati dalla magia della luna, mi avvolge. Non è un costume, ma un simbolo del mio impegno eterno.

Spesso, mentre cammino, sento un brivido. È la storia che mi chiama. Un volume che trema sullo scaffale, un ricordo che vuole disperatamente emergere. Potrebbe essere la caduta di un impero, la nascita di una costellazione, o anche solo un amore perduto. Il mio tocco è il solo che possa calmare la sua ansia.

A volte, la notte porta ospiti indesiderati. Non sono ladri di libri comuni. Sono echi di memorie dimenticate, che cercano di tornare nel mondo dei vivi. Li sento strisciare, piccoli sussurri che si perdono nel vento. So come affrontarli: offro loro un posto sicuro tra le mie pagine, le mie storie, così che possano riposare in pace.

Il momento più pericoloso della giornata è l’alba. È quando le storie diventano più vulnerabili. Devo eseguire il Rituale del Sigillo, un canto antico che protegge la biblioteca per tutto il giorno. Le mie mani non tremano mai, il mio sguardo non vacilla. Siamo in molte ma è un lavoro solitario, la biblioteca non ha fine e la solitudine mi ha insegnato a essere forte.

Non mi chiedete se mi diverto. Non è il mio compito. La mia gioia non è nella risata o nel divertimento, ma nella certezza che, grazie a me, l’universo ha un passato e, di conseguenza, un futuro. L’equilibrio va preservato ad ogni costo.

Alice Tonini

3 risposte a “La Custode dei Segreti: Viaggio negli Universi Paralleli”

    1. Avatar Alice Tonini

      Grazie mille, buone vacanze 👍👋

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  1. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Io ssempre in ritardo, scusa. Mi è piaciuto! Bello! Brava!

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Scrivere per Amore: Passione e Mistero

Carissimi lettori del mistero bentrovati.

In un mondo in cui l’ombra danza e il mistero si annida dietro ogni angolo, c’è un’abitudine, una scintilla, che irradia una felicità singolare. Non è la frenesia effimera di una corsa sfrenata o l’euforia di un traguardo raggiunto, ma il brivido costante, quasi un sussurro arcano, che mi lega indissolubilmente all’atto della scrittura.

Perché, vedete, per me la vera gioia non risiede nel semplice assemblare parole, ma nel dare vita a entità che respirano l’aria torbida del sovrannaturale e si muovono tra le pieghe più oscure dell’animo umano. Quando le mie dita danzano sulla tastiera, o la penna scivola sul foglio, non sto semplicemente “scrivendo un blog” o “creando una storia”. No. Sto aprendo un portale.

Sto evocando personaggi dalle nebbie del subconscio, creature che pulsano di vita propria, con segreti inconfessabili e destini che si intrecciano come radici contorte sotto una terra maledetta. Che sia l’investigatore tormentato che brancola nel buio di un caso irrisolto, o la banshee che ulula la sua disperazione tra le rovine di un castello dimenticato, ogni figura prende forma, acquista profondità, e diviene parte di un affresco più grande.

E non c’è gioia più pura che quella di vedere queste narrazioni prendere vita, dispiegarsi come antichi manoscritti svelati da una luce fioca. Ogni capitolo è un passo in più in un labirinto di suspense e orrore, ogni dialogo un sussurro che risuona negli angoli più reconditi della mente. Il processo è un incantesimo, un rituale solitario in cui la realtà svanisce e lascio che l’immaginazione, con le sue sfumature più cupe e affascinanti, prenda il sopravvento.

Ma la vera epifania, la rivelazione più potente, giunge quando decido di condividere questi mondi con voi. C’è una magia intrinseca nell’offrire agli altri una parte di ciò che è nato nell’oscurità della mia mente. Che sia attraverso le pagine del mio blog, dove svelo frammenti di racconti e riflessioni sul genere, o nelle trame intricate dei miei romanzi e racconti, l’atto della condivisione secondo me è un invito. Un invito a esplorare l’ignoto, a sentire il freddo tocco della paura, a perdersi nelle profondità del mistero.

È un legame invisibile che si crea con chi legge, un’eco delle mie storie che risuona nelle vostre menti. E in quell’eco, in quel contatto silenzioso, risiede la più profonda delle felicità. Perché scrivere, per me, non è solo un’abitudine; è una necessità, una pulsione irrefrenabile a tessere ragnatele di parole, ad accendere lanterne nelle tenebre, e a condividere il mio amore per l’orrore, la magia e la fantascienza.

È una felicità intrisa di mistero, un’abitudine che illumina le ombre, e che spero possa continuare a stregare me e chiunque si avventuri tra le pagine che nascono da questa oscura, meravigliosa passione che richiede tanto sacrificio e a volte è arida di soddisfazioni.

Quali sono le vostre passioni? Quelle attività di cui proprio non potete fare a meno per ritrovare un po’ di benessere? Alla prossima.

Alice Tonini

Una risposta a “Scrivere per Amore: Passione e Mistero”

  1. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    BELLISSIMO!!!

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Rivoluzionare la Società Moderna: Cosa Cambiare?

Che cosa cambieresti della società moderna? Se c’è una domanda che mi assilla, notte e giorno, tra le spire di trame oscure e le bozze di incubi letterari, è proprio questa. E mentre la mia mente, spesso un labirinto caotico a causa di un’ADHD con cui danzo ogni giorno, cerca una risposta, emergono scenari che non sempre possono trovare un confine tra le pagine di un romanzo horror o sci-fi.

La verità è che il mistero più grande non è celato tra creature d’ombra o futuri distopici, ma si annida nelle pieghe della nostra realtà quotidiana. I miei romanzi, lo sapete, sono un eco distorto e amplificato delle ingiustizie che vedo, delle voci che non vengono ascoltate. Ho esplorato il disagio giovanile: quella nebbia che avvolge le nuove generazioni; la soffocante morsa delle differenze sociali ed economiche che creano abissi invalicabili, la repressione e l’isolamento che relegano individui in margini invisibili. E non è solo finzione. È un riflesso di ciò che vivo, di ciò che molti di noi vivono.

Essere un “pesce piccolo” nel vasto oceano dell’editoria, un’autrice che naviga con una mente che corre su mille binari contemporaneamente, significa spesso essere confinati in un angolo. È un mondo dove l’investimento è misurato in profitto immediato, non in potenziale, non in originalità, non in voci “diverse”.

Ma immaginate per un istante, cari lettori, un mondo differente.

Immaginate un mondo dove l’inclusività non è una parola vuota, ma un tessuto connettivo che lega ogni individuo. Un mondo dove il valore di ciò che facciamo non è misurato da un unico, rigido metro, ma da una serie di strumenti adatti a ognuno di noi. Perché non siamo tutti uguali, e questa non è una debolezza, ma la nostra più grande forza. Vorrei un mondo dove la diversità non è un ostacolo, ma un coro di voci uniche che risuonano, finalmente, senza timore.

E se potessi riscrivere il presente, dipingerei una gioventù meno prigioniera degli schermi e più libera di costruire vere community. Meno post effimeri e più libri tra le mani, dove le storie prendono vita non in 280 caratteri, ma in pagine dense di significato. Sogno viaggi che non siano solo vetrine di perfezione, ma percorsi di scoperta, di sé stessi e del mondo, lontano dall’ossessione del “vedere ed essere visti”.

Forse è un sogno utopico, un’eco di un mondo che non esiste se non nelle trame che creo. Ma c’è un sottile filo di mistero che unisce questi desideri. Il mistero di cosa potremmo diventare se solo osassimo sfidare le convenzioni, se solo concedessimo spazio all’ignoto che è in ognuno di noi. Se solo permettessimo a ogni voce, anche la più inaspettata, di narrare la propria storia.

Carissimi lettori del mistero e dell’ignoto voi, cosa cambiereste? L’attesa e la speranza che accompagnano in silenzio le risposte a questa domanda, per me, sono il vero inizio di ogni possibile futuro. A presto 😘

Tonini Alice

3 risposte a “Rivoluzionare la Società Moderna: Cosa Cambiare?”

  1. Avatar Il Viandante Nero

    La prima cosa ce cambierei, sarebbe insegnare alle persone ad usare la loro MENTE. Attualmente, a scuola ci insegnano a ripetere la lezione, ad imparare alcuni concetti amemoria, ma senza insegnarci verametne come utilizzare questi concetti. Sembra che tutto sia demandato: la famiglia si aspetta che certe cose le faccia la scuola o lo sport, la scuola e lo sport si aspettano che le stesse cose le faccia la famiglia…
    E nel caos di fretta e vite condotte tra un impegno e l’altro, riflesso di ciò che sono ora i social network, i giovani imparano a trovare ogni risposta negli schermi e nei motori di ricerca e non hanno più lo spattimento di cercarla in sé stessi.
    Una volta disse: la mente è come un paracadute, funziona solo se è aperta. Io aggiungo: vedo molti che postano lamentele o insinuano dubbi sull’efficacia dei paracaduti proprio mentre stanno precipitando, invece di fermarsi un secondo e capire che devono tirare una cordicella…

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    1. Avatar Alice Tonini

      Grazie per la riflessione. Sono d’accordo, sarebbe bello poter insegnare alle persone anche il valore del bello e della creatività come esperienze uniche e arricchenti. Magari invece di saltare subito con il paracadute per poi lamentarsi ci si potrebbe sedere a guardare per un po’ il panorama e sentirsi un po’ più liberi.

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  2. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Ben scritto ma parlando del “lasciarsi andare” tengo a precisare che non è per nulla facile, che bisogna aver coraggio, ecc. Ma sopratutto fidarsi della propria “parte oscura, ignota” ; parte della quale io ho paura, quasi mi terrorizza, e per questo la tengo sotto controllo e preferisco uniformarmi.

    Detto questo voglio precisare che a me i tuoi libri piacciono proprio perché un po’ diversi, non uniformi, alla ricerca di soluzioni diverse, di mondi non scontati……

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