La Criptozoologia nel mio nuovo romanzo: un viaggio tra realtà e leggenda

Caro lettore del mistero, per molti, la scrittura è un atto di volontà. Ma per me, è stato diverso. Il mio romanzo ha scelto me. O almeno a me piace pensarla cosi.

Per anni, volevo parlare di ecologia, ma non trovavo il modo. Cercavo il bandolo della matassa, una storia che fosse meno una lezione e più un’esperienza. Ho lottato, ho riscritto intere parti, specialmente il secondo atto, perché i miei personaggi si perdevano. Non riuscivo a guidarli verso la consapevolezza che volevo per loro.

Poi ho visto quel video. Un filmato in bianco e nero, muto. L’ultimo tilacino, solo, abbandonato e lasciato morire di freddo. Ho sentito un brivido. In quel momento, ho capito. Non stavo scrivendo solo una storia di fantascienza, ma un monito, un’occasione per onorare ciò che abbiamo perso. La storia non mi ha più lasciato.

Mi sono immersa nel mondo della Criptozoologia, una materia strana e affascinante che mescola realtà e leggenda. Ho scoperto che bisogna approcciarsi con cautela, perché a volte la verità è più sfumata di quanto pensiamo. Ho capito che il mio romanzo doveva fare lo stesso: doveva unire il reale e il fantastico per esplorare ciò che il nostro mondo è diventato.

E così, la storia ha preso vita. Ha preso per mano i miei personaggi, li ha spinti dove non avrei mai pensato di portarli e li ha messi di fronte a una domanda cruciale: cosa siamo disposti a fare per ciò che abbiamo perso per sempre?

Alice Tonini

Una risposta a “La Criptozoologia nel mio nuovo romanzo: un viaggio tra realtà e leggenda”

  1. Avatar Vincenza63

    I miei complimenti per la tua sensibilità, cara Alice

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Storie di Perseveranza: L’Arte di Non Arrendersi

Cari lettori del mistero e dell’ignoto, nel turbinio quotidiano, tra i sussurri del folklore e le trame dei misteri che studiamo, raramente ci fermiamo a riflettere sui nostri traguardi personali. Ma oggi voglio condividere con voi non un segreto di Eleusi o un incantesimo di Gilead, bensì il mio orgoglio più grande.

Non è legato al denaro o alla fama. È legato alla scelta di non arrendersi, di trasformare i miei strumenti in armi affilate.

Per molti di noi, la lettura non è un passatempo, ma un rifugio, un santuario sacro. È il luogo dove la mente può esercitare i suoi poteri più grandi, dove incontriamo eroi, dee e streghe che ci insegnano la perseveranza. Per me, quell’amore per la carta si è trasformato in scrittura.

Scrivere è dare forma a ciò che altrimenti rimarrebbe un’energia inespressa, un incantesimo silenzioso. Scrivere è l’atto di creare mondi in un mondo che a volte sembra troppo rigido e banale.

Ma l’orgoglio, non nasce dal talento in sé. Nasce dalla lotta per dargli vita. Già ne avevamo parlato ma posso candidamente riammetterlo, nel vasto oceano editoriale, mi sento spesso un pesce piccolo. Non ho alle spalle grandi macchine promozionali, ma la mia unica e tenace forza di volontà. Uso gli strumenti che ho, imparo, sbaglio e ricomincio.

L’industria editoriale può essere un labirinto pieno di creature mitologiche e porte chiuse, ma l’orgoglio che provo non è per essere arrivata alla fine del labirinto; è per aver affrontato il viaggio. Sono orgogliosa di aver pubblicato i miei libri, di averli visti prendere vita, sapendo che ogni singola copia è un trionfo della tenacia sulla tentazione di mollare. E non mi sono arresa. Nonostante le difficoltà, le incertezze e la sensazione di nuotare controcorrente, le mie armi sono ancora affilate e il mio inchiostro non si è seccato.

Ma l’orgoglio più profondo è legato a ciò che la mia scrittura e il mio blog mi permettono di fare: dare voce.

* Dare voce a quelle storie, quei misteri e quelle leggende che rischiano di essere dimenticati. * Dare voce, nei miei libri, a personaggi che lottano con le loro ombre e trovano la loro forza. * Dare voce a tutti coloro che, come me, sono piccoli nell’ecosistema, ma grandi nel cuore.

Sono orgogliosa di essere arrivata fino a qui e di essere ancora pronta a condividere la mia passione con voi. Perché ogni volta che leggete un mio articolo, che aprite un mio libro, la mia voce si unisce alla vostra, e in quel momento, la nostra piccola comunità diventa un’entità forte, quasi magica.

E voi? Qual è l’impresa che vi ha resi più orgogliosi, quella che ha affilato le vostre armi contro ogni previsione? Fatemi sapere sotto nei commenti e alla prossima.

Alice Tonini

2 risposte a “Storie di Perseveranza: L’Arte di Non Arrendersi”

  1. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Sono orgogliosa del tuo coraggio. BRAVA!

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Esplorare il confine tra scienza ed etica nel mio nuovo romanzo

Lettori, siete pronti? Perché ormai ci siamo, il romanzo è pronto.

Questo non è solo un romanzo di fantascienza, sarà un viaggio nel cuore di un uomo e nel destino dell’intera umanità.

Mi ha sempre affascinato il potere della fantascienza, la sua capacità di costruire mondi alternativi per rispondere alle domande più complesse sul nostro futuro. Non volevo solo raccontare una storia, volevo esplorare il confine tra ciò che è tecnologicamente possibile e ciò che è eticamente giusto.

Il mio protagonista, ad esempio, si trova proprio su questo confine. Bernard è un brillante scienziato, desideroso di farsi notare dai suoi superiori, ma è anche un uomo che ama profondamente gli animali e la natura. Questo conflitto interiore è il motore della sua storia. Deve scegliere: l’ambizione e il progresso o il rispetto per la vita e la natura?

Vi assicuro che, tra le pagine, viaggerete in un mondo in cui ogni risposta porta a una nuova domanda e in cui il mistero del passato si intreccia in modo indissolubile con il futuro. Siete pronti a esplorare questo confine con me?

Alice Tonini

2 risposte a “Esplorare il confine tra scienza ed etica nel mio nuovo romanzo”

  1. Avatar wwayne

    In bocca al lupo per le vendite! 🙂

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  2. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Prontissima! Augurissimi!

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Musica che mi ispira durante la scrittura

Carissimi lettori del mistero e dell’ignoto oggi desidero coinvolgere anche voi nella playlist che ha accompagnato la scrittura del mio nuovo romanzo. Ok, io ascolto i brani su Spotify ma per comodità ho preferito riportare la versione YouTube.

Il primo brano sopra è On the Nature of Daylight che evoca riflessione e malinconia, forse l’emozione che permea ogni pagina.

Poi c’è Ljosid, brano che ho scoperto per caso ma lo trovo delicato e inquietante, perfetto per i momenti di mistero.

Il brano successivo è Riverside che evoca una favola oscura e pericolosa in modo inquietante.

Per ultimo trovo molto adatto Holocene. Brano che parla di solitudine e del rapporto natura -uomo, tema centrale del mio romanzo distopico.

Ora che avete ascoltato il mood del mio nuovo romanzo, avete brani simili da suggerire? Ditemelo nei commenti e a presto.

Alice Tonini

2 risposte a “Musica che mi ispira durante la scrittura”

  1. Avatar Emyly Cabor

    Ciao Alice, anch’io quando scrivo ascolto musica. Nella preparazione la mia, poi metto su Chopin o Beethoven, lo so sono compositore classici, ma se ascolti il loro repertorio troverai dei brani che potrai ascoltare anche tu. Di Chopin i notturni e di Beethoven la sonata n 9…

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Il Viaggio di un Blog: Storia e Motivazioni

Cari lettori del mistero, ogni blog ha una sua storia, un segreto che si nasconde dietro ogni parola. Il mio è un viaggio che è iniziato nel lontano 2018, un anno in cui una semplice idea ha preso vita, e si è trasformata in qualcosa di molto di più. Spesso mi chiedono: “Perché continui a scrivere? Cosa ti spinge a tornare qui, settimana dopo settimana?”. La risposta è un mistero, ma anche una verità che finalmente sono pronto a svelare.

La motivazione più antica e radicata è la condivisione. Questo blog è nato come un porto sicuro per le mie passioni: un luogo dove parlare di libri che ti fanno venire i brividi, di miti e folclore che affondano le radici nella notte dei tempi, e di magie che sfidano la logica. È il luogo in cui mi sono sentita libera di analizzare un’indagine di Sherlock Holmes, di esplorare una foresta incantata o di discutere di un’antica maledizione. Ancora oggi, la gioia più grande è sapere che, da qualche parte, c’è un altro lettore che si sente a casa in queste pagine.

Ma col tempo, a questa motivazione se ne è aggiunta un’altra, più profonda, più personale. Voglio che questo blog sia anche un faro, un segnale nel buio per chi pensa di non essere abbastanza. Mi sono ripromesso di usare la mia voce per sensibilizzare il pubblico sull’ADHD, per dimostrare che anche una persona neurodivergente può costruire qualcosa di duraturo e significativo. I nostri percorsi sono diversi, a volte più complicati, ma la passione è un motore che non si ferma. Voglio che le persone sappiano che si può avere un blog, si possono scrivere e pubblicare libri, anche se il tuo cervello funziona in modo “diverso”. Le nostre menti sono un labirinto complesso da esplorare.

Un altro motivo, forse il più enigmatico di tutti, è l’abitudine. Dopo tutti questi anni, il blog è diventato parte di me, una sorta di rituale. Non riuscirei a farne a meno. È come un vecchio amico che mi aspetta, un quaderno segreto in cui annoto i miei pensieri più inquietanti. Ci sono periodi di grande fervore, in cui scrivo quasi ogni giorno, e momenti in cui mi prendo delle pause. La vita, con i suoi impegni e le sue sfide, a volte mi porta via da qui. Ma torno sempre. È una promessa che ho fatto a me stessa, e a voi che mi leggete.

Questo blog, quindi, non è solo una raccolta di articoli. È un atto di amore per le storie, una battaglia per l’inclusione e un’abitudine che è diventata una parte imprescindibile del mio essere. È il mio piccolo angolo di magia e mistero nel vasto e caotico mondo di internet.

Alice Tonini

Una risposta a “Il Viaggio di un Blog: Storia e Motivazioni”

  1. Avatar Julius (Sons Of New Sins)

    Dopotutto, scrivere è terapeutico.
    Grazie per aver condiviso i tuoi pensieri.
    Continua a nutrire questo giardino, ti sarà sempre di più fonte di ispirazione e pace interiore per affrontare la quotidianità.

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