L’attesa: preparati alla nuova genesi (e perchè settembre non sarà rassicurante) 🧨

C’è un motivo se le antiche civiltà guardavano all’autunno non come alla morte della natura, ma come l’inizio del nuovo anno. Settembre è il mese dei bilanci forzati, delle ripartenze meccaniche, ma per chi sa guardare oltre la superficie, è il momento in cui i fili del destino si tendono di nuovo.

Nelle ultime settimane, mentre il blog ha osservato il suo silenzio strategico, le luci della ribalta si sono spente. Ma dietro le quinte, nell’oscurità del mio laboratorio di scrittura, il lavoro non si è mai fermato. Il mio silenzio non era assenza; era preparazione.

Sono state cucite nuove trame. E quello che sta per manifestarsi non ha l’obiettivo di intrattenervi, ma di destabilizzarvi. La letteratura moderna ha ridotto la scrittura a un bene di consumo: storie rassicuranti, trame prevedibili, risposte preconfezionate per menti pigre che cercano solo una fuga momentanea dalla noia. Ma per noi, la parola scritta conserva la sua natura originaria, terapeutica e spaventosa al tempo stesso.

Scrivere è un atto di evocazione. Significa dare un nome ai mostri che la società cerca di nascondere sotto il tappeto del perbenismo, significa dare forma all’anomalia. I racconti che hanno preso vita in questi mesi nascono da una discesa senza filtri negli abissi della psicologia collettiva e del mito oscuro. Non ci saranno eroi da manuale, né consolazioni finali. Ci sarà lo specchio. Quello specchio brutale che i diversi hanno imparato a non temere. Per ora non vi svelerò le trame, né vi darò i dettagli tecnici. L’attesa è parte della disciplina. Ma posso darvi dei segnali di fumo, le coordinate di ciò che sta per travolgere questo spazio: una serie di narrazioni oblique dove il confine tra sanità mentale e delirio, tra ordine sociale e caos interiore, viene sistematicamente raschiato via. Storie nate per chi ha fame di verità e rigetta la narrazione edulcorata del mondo.

Il nucleo duro di tutto il lavoro di questi mesi si troverà in un’architettura di pensiero e parola pensata per rimanere, per incidere il segno, dedicata a chi ha fatto dell’essere “diverso” non un limite, ma una posizione di dominio intellettuale.

Siete pronti a salire di livello?

A fine agosto la massa si trascina verso l’autunno sperando che sia il meno doloroso possibile. I diversi, invece, si schierano sulla linea di partenza sapendo che è il momento di attaccare. Nelle prossime settimane riceverete le prime chiavi d’accesso per questo nuovo mondo. Chi è abbonato al blog saprà prima degli altri dove guardare e avrà una anticipazione del racconto.

Il tempo della transizione è finito. I motori sono caldi. Preparatevi, perché settembre non sarà affatto rassicurante. E va benissimo così. I segnali di fumo sono stati lanciati. Siete pronti a scoprire cosa si nasconde dietro il velo della nuova genesi? Lasciate un segno del vostro passaggio nei commenti: l’autunno dei Diversi comincia adesso.

Alice Tonini

Lascia un commento