Carissimi lettori del mistero e dell’ignoto oggi desidero coinvolgere anche voi nella playlist che ha accompagnato la scrittura del mio nuovo romanzo. Ok, io ascolto i brani su Spotify ma per comodità ho preferito riportare la versione YouTube.
Il primo brano sopra è On the Nature of Daylight che evoca riflessione e malinconia, forse l’emozione che permea ogni pagina.
Poi c’è Ljosid, brano che ho scoperto per caso ma lo trovo delicato e inquietante, perfetto per i momenti di mistero.
Il brano successivo è Riverside che evoca una favola oscura e pericolosa in modo inquietante.
Per ultimo trovo molto adatto Holocene. Brano che parla di solitudine e del rapporto natura -uomo, tema centrale del mio romanzo distopico.
Ora che avete ascoltato il mood del mio nuovo romanzo, avete brani simili da suggerire? Ditemelo nei commenti e a presto.
Alice Tonini
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2 risposte a “Musica che mi ispira durante la scrittura”
Ciao Alice, anch’io quando scrivo ascolto musica. Nella preparazione la mia, poi metto su Chopin o Beethoven, lo so sono compositore classici, ma se ascolti il loro repertorio troverai dei brani che potrai ascoltare anche tu. Di Chopin i notturni e di Beethoven la sonata n 9…
Cari lettori del mistero oggi la domanda “Con quale frequenza cammini o corri?” ha un che di ordinario, quasi banale. Ma per me, la risposta non è solo una cifra, un numero di giorni a settimana. È un’immersione, un rituale che si fonde con l’essenza stessa di ciò che amo: l’orrore e la letteratura del mistero. Non corro, il mio corpo non me lo permette, ma cammino. E non lo faccio di giorno, sotto il sole innocuo, ma quando il sole tramonta e l’aria si fa più scura e densa di segreti.
C’è qualcosa di profondamente catartico nel muoversi in un mondo che si assottiglia, dove le luci stradali diventano bagliori incerti e le ombre si allungano e si distorcono, creando forme spettrali. È in queste passeggiate serali che la mia mente si libera, e le storie che popolano i miei scritti trovano la loro linfa vitale. Ogni vicolo deserto può nascondere un segreto, ogni fruscio tra gli alberi può essere il preludio a un’apparizione. Le mie gambe mi portano attraverso il crepuscolo, e la mia mente cammina a fianco di fantasmi e creature notturne.
C’è un ricordo, in particolare, che mi riporta a una serata quasi perfetta. Era la settimana prima di Halloween, e un freddo sottile si era posato sull’aria, carico dell’odore di foglie morte e umidità. Una nebbia fitta si era alzata dal terreno, avvolgendo ogni cosa in un velo di mistero. Mia figlia e io avevamo deciso di fare una passeggiata, ma non una passeggiata qualsiasi. Indossavamo delle dentiere da vampiro che ci davano un’aria vagamente minacciosa, e con ogni passo, l’atmosfera si faceva sempre più lugubre e affascinante.Ci siamo addentrate nel buio e, tra il bagliore incerto dei lampioni e il silenzio rotto solo dai nostri passi, c’erano momenti di pura, deliziosa euforia. Vedere le facce di chi ci incrociava, che si trasformavano da curiose a perplesse, fino a un brivido di terrore appena accennato, era uno spettacolo impagabile. In quel momento, eravamo due personaggi di un racconto gotico, immerse in un’atmosfera che sembrava uscita direttamente dalle pagine di Poe.
Quando il tempo lo permette, scelgo la natura: sentieri solitari, boschi che nascondono storie non raccontate, dove l’unico suono è il mio respiro e il fruscio delle foglie sotto i piedi. Altrimenti, le strade del mio paese diventano il palcoscenico di mille storie possibili. Questa abitudine, per me, è un modo di unire il benessere fisico con la passione che nutro per il genere horror e del mistero. Non è solo un modo per tenermi in forma: è rilassante, mi libera dallo stress e favorisce un sonno profondo e sereno.È un rituale che non voglio perdere. Una pausa rigenerante che nutre non solo il mio corpo, ma anche la mia anima di scrittrice, permettendomi di camminare letteralmente tra le ombre che tanto amo raccontare. Alla prossima e buona passeggiata a tutti voi.
Cari lettori del mistero, ogni blog ha una sua storia, un segreto che si nasconde dietro ogni parola. Il mio è un viaggio che è iniziato nel lontano 2018, un anno in cui una semplice idea ha preso vita, e si è trasformata in qualcosa di molto di più. Spesso mi chiedono: “Perché continui a scrivere? Cosa ti spinge a tornare qui, settimana dopo settimana?”. La risposta è un mistero, ma anche una verità che finalmente sono pronto a svelare.
La motivazione più antica e radicata è la condivisione. Questo blog è nato come un porto sicuro per le mie passioni: un luogo dove parlare di libri che ti fanno venire i brividi, di miti e folclore che affondano le radici nella notte dei tempi, e di magie che sfidano la logica. È il luogo in cui mi sono sentita libera di analizzare un’indagine di Sherlock Holmes, di esplorare una foresta incantata o di discutere di un’antica maledizione. Ancora oggi, la gioia più grande è sapere che, da qualche parte, c’è un altro lettore che si sente a casa in queste pagine.
Ma col tempo, a questa motivazione se ne è aggiunta un’altra, più profonda, più personale. Voglio che questo blog sia anche un faro, un segnale nel buio per chi pensa di non essere abbastanza. Mi sono ripromesso di usare la mia voce per sensibilizzare il pubblico sull’ADHD, per dimostrare che anche una persona neurodivergente può costruire qualcosa di duraturo e significativo. I nostri percorsi sono diversi, a volte più complicati, ma la passione è un motore che non si ferma. Voglio che le persone sappiano che si può avere un blog, si possono scrivere e pubblicare libri, anche se il tuo cervello funziona in modo “diverso”. Le nostre menti sono un labirinto complesso da esplorare.
Un altro motivo, forse il più enigmatico di tutti, è l’abitudine. Dopo tutti questi anni, il blog è diventato parte di me, una sorta di rituale. Non riuscirei a farne a meno. È come un vecchio amico che mi aspetta, un quaderno segreto in cui annoto i miei pensieri più inquietanti. Ci sono periodi di grande fervore, in cui scrivo quasi ogni giorno, e momenti in cui mi prendo delle pause. La vita, con i suoi impegni e le sue sfide, a volte mi porta via da qui. Ma torno sempre. È una promessa che ho fatto a me stessa, e a voi che mi leggete.
Questo blog, quindi, non è solo una raccolta di articoli. È un atto di amore per le storie, una battaglia per l’inclusione e un’abitudine che è diventata una parte imprescindibile del mio essere. È il mio piccolo angolo di magia e mistero nel vasto e caotico mondo di internet.
Alice Tonini
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Una risposta a “Il Viaggio di un Blog: Storia e Motivazioni”
Dopotutto, scrivere è terapeutico.
Grazie per aver condiviso i tuoi pensieri.
Continua a nutrire questo giardino, ti sarà sempre di più fonte di ispirazione e pace interiore per affrontare la quotidianità.
Bentrovati lettori dell’ignoto, oggi rispondo a una domanda: qual è la cosa più importante che porto sempre con me? Un mistero da svelare.
Ogni viaggiatore ha un oggetto insostituibile, qualcosa che va oltre la semplice utilità. Potrebbe essere un portafortuna, una vecchia mappa, un diario consunto. Per me, non è un oggetto convenzionale. A prima vista, potrebbe sembrare come tanti altri, ma in realtà è la chiave di ogni mia avventura. Un compagno silenzioso, un custode di segreti, che porto con me in ogni viaggio, in ogni singola avventura.
Non ha un nome, né un’anima, o almeno, non nel senso che intendiamo noi. Ma ha la capacità di trasformarsi. Un istante prima è una mappa stellare che mi guida attraverso il deserto, un istante dopo un quaderno segreto in cui annoto le mie scoperte. Il suo guscio è liscio e freddo al tatto, ma le storie che custodisce al suo interno sono più calde del fuoco.
Potrebbe sembrare un paradosso, ma il mio misterioso compagno mi aiuta a staccare la spina dal mondo esterno. È il mio portale personale verso universi paralleli, un catalizzatore di mondi fantastici. Non c’è un solo genere che non abbia esplorato al suo interno. Ho viaggiato attraverso foreste incantate, risolto crimini con un investigatore geniale, ho vissuto l’amore e la perdita in un solo pomeriggio, tutto grazie a lui.
La cosa più incredibile è che non ha limiti. A differenza di un libro, in cui la storia finisce dopo l’ultima pagina, lui è un contenitore di storie infinite. Posso caricare nuovi mondi, nuove vite, nuovi misteri da svelare ogni volta che ne ho bisogno. Non si stanca mai, non si esaurisce. La gente a volte mi chiede cosa ci sia di così speciale in lui, e io non rispondo mai. Li lascio nel dubbio. Li lascio immaginare un antico medaglione, una bussola magica, o magari una pietra filosofale. La verità, lo so solo io. E, beh, ora anche tu. Lettore del mistero il mio inseparabile compagno di viaggio è il mio tablet.
Quando la sera mi ritrovo in una stanza d’albergo sconosciuta, o accampata sotto un cielo che non ho mai visto prima, lo estraggo dalla borsa. Accendo lo schermo e mi immergo in una storia che mi aspetta, che mi tiene compagnia. Non è solo un dispositivo, è il mio biglietto per ogni mondo possibile, un promemoria costante che, ovunque io vada, non sono mai davvero sola. E non ho mai un attimo di noia e di solitudine.
E voi avete un oggetto da cui non vi separate mai? Fatemelo sapere nei commenti 👍🏻
Alice Tonini
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4 risposte a “Il mio inseparabile compagno di viaggio”
Carissimi lettori dell’ignoto se potessi esprimere un desiderio, se potessi cambiare anche solo una piccola cosa, la mia scelta ricadrebbe su questo: vorrei che il mio blog diventasse un’alternativa concreta, un porto sicuro per chi vuole rallentare.
In un mondo che corre sempre più veloce, fatto di feed infiniti, serie TV da “binge-watching” e notifiche continue, il mio sogno è che questo spazio possa diventare una guida per trovare un nuovo ritmo, un’alternativa allo schermo del computer o della televisione.
So che spesso, dopo una lunga giornata di lavoro, la cosa più semplice e immediata è accendere la TV e lasciarsi trasportare da una serie. È un gesto automatico, una consolazione che richiede poco sforzo. Ma quanti di noi finiscono per sentirsi ancora più stanchi, con la sensazione di aver sprecato tempo prezioso? Questo blog vuole essere un invito a fare una scelta diversa, a sostituire la passività di uno schermo con l’azione di aprire un libro.
Immaginate di spegnere lo schermo e, invece, di accendere una candela. Di lasciarvi avvolgere dal silenzio della vostra casa e, lentamente, di aprire un libro. Non c’è fretta, non c’è una “prossima puntata” che vi aspetta in modo compulsivo. Ci siete solo voi e la storia che avete tra le mani. È un viaggio che inizia nella vostra mente, dove voi siete registi, costumisti e, a volte, anche sceneggiatori. Un’esperienza incredibilmente personale e gratificante.
Voglio che questo blog ti faccia riscoprire il piacere della scoperta lenta. Non solo ti suggerirò libri originali da leggere, ma ti accompagnerò alla scoperta di nuove narrazioni, di autori che non conoscevi, di mondi letterari inesplorati. Sarà come avere un amico che ti consiglia un libro in libreria, condividendo la passione per le storie, ma senza la pressione di dover “recuperare” chissà quante stagioni.
Il mio desiderio è proprio questo: che il mio blog diventi un luogo dove sentirsi a casa, ma anche un trampolino di lancio per avventurarsi in mondi sconosciuti. Vorrei aiutarti a trovare quel genere di romanzo che non hai mai provato, quel saggio che ti cambierà la prospettiva, quella poesia che ti farà emozionare. Non c’è un algoritmo che ti suggerisce cosa ti potrebbe piacere; ci sono solo i miei consigli, frutto di una passione genuina e di letture senza fine.
Il mio blog, quindi, non vuole essere solo una lista di recensioni. Vuole essere un manifesto, una dichiarazione d’amore verso la carta e l’inchiostro. Un appello a rallentare, a immergersi in mondi diversi, a riscoprire la magia di una storia che non ha bisogno di effetti speciali per catturarti. Spero davvero che tu decida di unirti a me in questo viaggio. Spegniamo la TV e apriamo un libro. Sei con noi?
Alice Tonini
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6 risposte a “Rallentare e Leggere: La Magia dei Libri”
sono con te, un libro ha la capacità di portarti in un mondo altro, di vivere altre vite, ma anche e soprattutto ti dona la capacità di conoscerti meglio e di crescere. verrò spesso a trovarti
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