La Magia e i Miti Europei: Un Viaggio Intrigante🚀

Lettori del mistero e dell’ignoto oggi tutto ha inizio da questa parola: Magia. Da sola evoca incantesimi affascinanti, malie e mondi fantastici immateriali pieni di seduzioni di ogni genere. Basta buttare questa parola dentro una conversazione, un articolo o un post per accorgersi che tutti credono in qualche forma di magia o cercano di non crederci aggrappandosi alla razionalità e alle evidenze scientifiche.

La definizione di magia è difficilissima. La migliore è quella meno dettagliata: magia o magie sono le forze che non rientrano nelle nostre strette categorie e definizioni. Vi basta?

Probabilmente no. Forse per trovare le vera definizione di magia bisogna saper guardare dentro sè stessi e non fuori. E non andare a caccia di certezze o di verità definitive.

Credere nella magia vuole dire accettare divinità di epoche pagane, quando l’ uomo adorava ancora la natura, i suoi simboli, le sue differenti manifestazioni. L’elemento che ha maggiormente attirato l’attenzione nei secoli è stato il sole, fonte di calore, luce, vita, la cui sconfinata energia utilizziamo anche per risolvere parecchie delle nostre necessità. Tutte le epoche, tutte le culture hanno fatto del sole un dio, adorato con molti nomi e diversi riti, tutti legati al fuoco, alle eterne battaglie tra giorno e notte e tra luce e buio.

Per gli uomini preistorici bisognava pagare un tributo a chi garantiva la loro vita. Ma c’erano anche invocazioni per ottenere risposte dalle divinità? Noi ora utilizziamo l’energia solare per i nostri scopi ma forse gli antichi con le loro invocazioni intendevano raggiungere scopi che per noi oggi sono intellegibili? Non lo sapremo mai.

Anche la luna è sempre stata adorata come dea, la versione femminile del sole e il fatto che gli uomini ci siano sbarcati decenni fa non ha cambiato nulla. La luna influenza le maree e il flusso del sangue nel corpo, ormai è assodato anche dalla scienza. Gli antichi almanacchi ricordavano anche l’importanza di scegliere le fasi giuste per seminare, piantare e fare incantesimi. E se le prime due influenze oggi sono universalmente e scientificamente riconosciute e non sono più considerate magiche, la modernità ci fa dubitare della veridicità della terza che rimane roba da “appassionati di giardinaggio” e che consideriamo parte del folklore ma chi può sapere se tra cent’anni la penseremo ancora così.

Il viaggio che vi propongo parte proprio da qui, prenderemo in mano testi che parlano di occulto e di storia e visiteremo i luoghi antichi del mito e del mistero, quelli di cui si parla nelle leggende e dove la presenza del divino era data per certa. È un viaggio avventuroso nello spazio ma anche nel tempo, limitato da quello che oggi ci resta di alcuni di questi posti, ma noi siamo degli avventurieri e partiamo ugualmente.

●Iniziamo dalle radici della nostra cultura, dalla magia dei greci che incontra quella orientale, unione che sta alla base della filosofia occidentale. Approdiamo quindi a Efeso in Turchia. Luogo in cui oggi vedremo solo una manciata di resti archeologici ma che in passato fu la culla del misticismo e della magia. Qui si trovava una della meraviglie del mondo antico, qui si trovavano studiosi e studenti delle arti magiche provenienti da ogni parte del mediterraneo, qui Giuliano l’apostata morì nel IV secolo e il cristianesimo divenne la religione di stato in una società apparentemente cristianizzata dove però le conoscenze occulte, gli antichi riti, e i miti trovarono un nascondiglio tra le pieghe della cultura popolare. Viaggiate con me a Efeso: nascita di una città misteriosa tra culti mistici, magie e leggende. #1, Viaggio nella Storia di Efeso: Dai Templi agli Scavi #2, La caduta di Efeso tra magia, misteri e tradizioni: simbologia e misticismo alla fine dell’impero romano. #3.

●Proseguiamo il nostro viaggio tra le isole dell’ Egeo alla ricerca di fatti e notizie tra le leggende che riguardano Pitagora, Ippocrate, Platone e Atlantide, terra del mito per eccellenza. Ci siamo quindi fermati sull’isola di Samo, la partia dei numeri e della musica dove nacque e visse una parte della sua vita il maestro Pitagora. Con lui abbiamo approfondito le influenze della matematica e della musica sul misticismo, abbiamo visto come veniva utilizzata la magia della musica per curare le malattie e costruire le città. La Magia dei Numeri: Pitagora e Samo #1, Pitagora: Misticismo e Creatività a Samo #2 🏛️.

●La nostra barca ha proseguito il viaggio verso l’isola di Kos, patria di Ippocrate e luogo dove la tradizione vuole che sia stato fondato uno dei primi ospedali. Il corpo e l’anima erano considerati una cosa sola e la medicina era considerata una forma di magia. Ci siamo quindi aggirati per l’isola alla ricerca delle tracce di questa antica sapienza. Kos: Il Luogo di Nascita della Medicina Moderna #1🚑, La Magia della Medicina Antica a Kos #2. Lascio giudicare a voi quello che abbiamo trovato, io mi sento solo di aggiungere che si tratta di un luogo davvero stupendo.

●Ci siamo persi, la navigazione è stata particolarmente difficile e siamo finiti sulle spiagge di Atlantide. Isola perduta tra le nebbie del tempo abbiamo provato a capire dove si trovasse e chi fossero gli abitanti. Purtroppo trovare una risposta è stato difficile, abbiamo potuto fare solo ipotesi ma siamo ripartiti con la sensazione di aver toccato, anche solo per un minuto, la magia delle leggende. Riscoprire Atlantide: Tra Mito e Verità #1, Civiltà Scomparse: Il Fascino di Atlantide #2

Il viaggio continua…⛵

3 risposte a “La Magia e i Miti Europei: Un Viaggio Intrigante🚀”

  1. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Bel modo per aiutarmi a ricordare i precedenti argomenti. Brava!

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  2. Avatar Incantesimi e Testi: La Magia nell’Antichità | Alice Tonini

    […] Per trovare le prove di questa “magia bassa” dobbiamo cercare documenti proibiti: i Papiri Magici Greci (PGM). Scoperti in Egitto (che è stato un crocevia culturale perenne), questi papiri sono ricettari veri e propri, pieni di istruzioni dettagliate per: • Creare filtri d’amore (spesso macabri). • Invocare demoni per consultare gli oracoli. • Lanciare maledizioni (i defixiones). La Magia e i Miti Europei: Un Viaggio Intrigante🚀 […]

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  3. Avatar sottoilcielo

    le foto sono meravigliose mi fa invidia. complimenti davvero

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Miti e Leggende dalle Foreste Nordiche ❄️

Benvenuto lettore del mistero, oggi parliamo di folklore e di miti e di come questi siano indissolubilmente legati alla natura. Da sempre le foreste hanno affascinato e terrorizzato l’ uomo. Avvolte da un area di mistero sono state considerate luoghi sacri, dimore di spiriti e creature fantastiche. In particolare l’inverno, con le sue lunghe notti e i suoi paesaggi innevati, ha amplificato questo senso di meraviglia e di paura.

Le antiche culture sparse in tutto il mondo hanno popolato i boschi invernali di creature leggendarie. Queste entità, spesso legate agli elementi naturali, proteggevano o minacciavano gli abitanti dei villaggi. Dalle profondità delle foreste nordiche, dove i troll e gli elfi oscuri regnavano sovrani, fino alla remota taiga siberiana, popolata da spiriti della natura, ogni cultura ha sviluppato i propri miti e le proprie leggende.

Ma perché proprio le foreste invernali? Il freddo, l’oscurità e l’isolamento tipici di questa stagione hanno favorito la nascita di miti e credenze popolari in cui la natura, spesso ostile e imprevedibile, viene animata da forze soprannaturali. Le creature leggendarie con i loro poteri misteriosi diventavano così una spiegazione per i fenomeni naturali incomprensibili, e un modo per affrontare le paure e le incertezze dell’ uomo di fronte alla natura.

La mitologia norrena è ricca di creature affascinanti e misteriose che popolano le foreste innevate. Tra queste i Troll sono senza dubbio i più noti. Esseri brutti e goffi, ma dotati di una forza straordinaria, si dice che abitino nelle grotte e nelle caverne più profonde. Un altra figura ricorrente è quella del Draugr, uno spirito maligno che si alza dalla tomba per seminare il terrore tra i vivi. Nelle notti più buie, si dice che i Nisser, piccoli spiriti domestici, escano dalle loro tane per compiere scherzi e proteggere le fattorie e non dimentichiamo le Valchirie, guerriere al servizio di Odino, che cavalcavano i loro destrieri alati nel cielo e sceglievano i valorosi guerrieri caduti in battaglia per portarli nel Valhalla.

Avevi mai sentito parlare di queste creature?

I Nisser, piccoli spiriti domestici della mitologia norrena, sono profondamente legati alla natura e all’ ambiente che li circonda. Si dice che abitino nelle fattorie, nelle stalle e nei boschi dove si prendono cura degli animali e delle colture. Nonostante le loro piccole dimensioni, sono dotati di forza straordinaria e sono in grado di compiere lavori incredibili durante la notte mentre gli uomini dormono. I Nisser sono particolarmente legati alla terra e alle sue risorse, e si dice che proteggano i raccolti e gli animali dai parassiti e dalle malattie. In cambio gli uomini devono offrire loro rispetto e piccoli doni come del latte fresco o del porridge. Tuttavia se vengono offesi o trascurati, possono diventare molto vendicativi, nascondendo oggetti, rovinando i raccolti o causando incidenti domestici.

I Troll, creature massicce e rocciose, sono indissolubilmente legati alle montagne. Si dice abitino nelle caverne più profonde e nelle fessure delle rocce, mimetizzandosi perfettamente con l’ ambiente circostante grazie alla loro pelle dura e di colore grigio o marrone. La loro forza è leggendaria, tanto da permettergli di scavare tunnel tortuosi o di sollevare massi enormi. Si narra che i Troll abbiano un forte legame con la terra e le pietre e che siano in grado di comunicare con le rocce stesse. Tuttavia sono lenti e goffi e la luce del sole li tramuta in pietra. Per questo motivo preferiscono uscire di notte o durante le giornate più nuvolose, nascondendosi nelle montagne quando il sole sorge. I Troll spesso fungono da antagonisti per gli dei e gli eroi della mitologia norrena e compaiono in miti e leggende antichissimi.

I Draugr sono creature maligne e putrescenti che risiedono nelle tombe dei defunti. Questi esseri tornati dalla morte, sono legati indissolubilmente ai luoghi in cui sono stati sepolti. Le loro tombe situate in luoghi isolati e oscuri, diventano la loro prigione e allo stesso tempo il loro regno. I Draugr sono creature notturne che emergono dalle sepolture per seminare terrore e devastazione tra i vivi. Si dice che siano in grado di controllare il tempo, provocare tempeste e persino di fare risorgere i morti. La loro forza è sovrumana, le loro unghie e i denti sono affilati come rasoi. Si racconta che i Draugr siano in grado di allungare e contrarre il proprio corpo a piacimento, strisciando attraverso fessure e passaggi impossibili per gli umani.

Le Valkirie, guerriere alate al servizio di Odino, sono figure centrali nella mitologia norrena. Volano sui campi di battaglia vestite delle loro armature scintillanti e con i loro elmi cornuti. Osservano il combattimento con occhi vigili e scelgono i guerrieri più valorosi, destinati a cadere in battaglia, per condurli nel Valhalla, la magnifica sala banchetti di Odino. Le Valchirie toccano con le loro lance scintillanti le tempie dei guerrieri scelti, infondendo loro un sonno profondo e portandoli via sui loro destrieri alati. Nel Valhalla i guerrieri si preparano per il Ragnarok, la battaglia finale che porrà fine al mondo. Le Valchirie oltre a essere delle messaggere degli dei sono anche abili guerriere, pronte a combattere al fianco di Odino durante l’ ultima battaglia.

Le creature della mitologia norrena con la loro aura di mistero e potenza hanno lasciato un impronta indelebile sulla letteratura, il cinema e l’ arte contemporanea. Dai giganti e i troll che popolano le terre di Tolkien, alle Valchirie che ispirano le eroine dei fumetti fino ai draghi e alle creature marine che fanno la loro comparsa in innumerevoli film fantasy, l’immaginario nordico continua a stimolare la creatività degli artisti. È una mitologia che ispira con un ricco repertorio di archetipi, simboli e storie che risuonano nell’ animo umano, offrendo spunti di riflessione sulla vita, sulla morte, il destino e il potere della natura. In questo modo le antiche leggende si rivelano attuali e continuano ad affascinare un pubblico sempre più vasto.

I temi ricorrenti, sono elementi che hanno profondamente influenzato la cultura popolare. Il concetto del destino, incarnato dalle Norne, intreccia le vite degli dei e degli uomini in un complesso arazzo di eventi preordinati. L’ onore inteso come coraggio in battaglia e fedeltà agli dei è un valore centrale nella società Vichinga e continua a ispirare personaggio eroici nella letteratura e nel cinema. La forza della natura, personificata dai giganti e dai mostri marini, rappresenta sia una minaccia che una fonte di meraviglia, riflettendo la consapevolezza degli antichi riguardo la potenza degli elementi naturali.

Caro lettore dell’ ignoto, la natura in questi miti è una forza distruttrice e creatrice. Gli elementi personificati in giganti e divinità plasmano il mondo e influenzano il destino degli uomini. Questa profonda connessione con la natura, presente nelle antiche saghe, risuona ancora oggi, in un epoca in cui l’uomo cerca di ritrovare un equilibrio con l’ ambiente che lo circonda.

Ora caro lettore non ci resta che salutarci, al prossimo articolo e buona lettura.

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Le profezie di Nostradamus: mito o realtà?

Lettore del mistero e dell’ignoto bentornato. Oggi ti dedico un articolo che racconta di un personaggio tra i più misteriosi al mondo. Ti avevo già scritto del mistero del libro di Urantia, e se ve lo siete persi tornate a rivedere anche il vecchio articolo sul manoscritto di Voynich.

Oggi ti parlo del profeta più famoso dei nostri tempi, anche se Nostradamus è morto parecchio tempo fa, nel 1566 per essere precisi. Ma torniamo indietro di qualche passo.

Quella di Nostradamus è una storia che mescola realtà e mito, fantasia e leggenda. In tutto quello che lo riguarda è difficile distinguere dove l’uomo diventa profeta e viceversa. Le storie giunte fino a noi raccontano che Nostradamus iniziò la stesura del suo misterioso libro di profezie nella notte del venerdì santo del 1554 e pubblicò il testo definitivo l’anno successivo nel 1555.

Partiamo dal principio o meglio, da quello che siamo riusciti a sapere dalle fonti storiche. Il nome di battesimo di Nostradamus è Michel de Nostredame, che divenne Nostre Dame o italianizzato Michele di Nostradama. A sua discolpa possiamo dire che all’ epoca era normale firmarsi (chi sapeva farlo, ovvio) in modo diverso a seconda della lingua che si parlava nella zona di residenza. Anche la data di nascita è incerta, si ritiene che sia venuto al mondo il 14 o il 21 dicembre 1503 in un paesino della Provenza. Oggi è considerato uno tra i più famosi profeti della storia grazie al suo libro Le Profezie. L’ opera raccoglie gruppi di cento quartine in rima che negli intenti dell’autore dovrebbero prevedere il futuro.

Della sua infanzia non si sa nulla, le voci sono discordanti e le fonti non chiare. Abbiamo sue notizie certe a partire dagli anni degli studi ad Avignone dove all’ epoca c’era una conosciuta università. Purtroppo a causa della peste riuscirà a completare gli studi solo nel 1532.

Fu un grande viaggiatore del suo tempo. Nonostante il pericolo costante della peste, le rivalità religiose e le guerre che al tempo flagellavano l’Europa, visitò tutta la Francia e l’Italia, e grazie ai suoi oroscopi e agli almanacchi vide aumentare a dismisura le sue entrate e la sua popolarità sia nelle corti reali che tra le persone comuni. Non brillava certo di modestia, amava paragonarsi ai grandi profeti biblici, diceva di essere in grado di predire il futuro e i suoi sostenitori sono certi che le sue profezie si sono avverate più e più volte.

Per prevedere il futuro le fonti ci dicono che utilizzava un catino colmo di acqua annerita con l’inchiostro, prendeva della noce moscata che ha effetti simili all’anfetamina e con un panno scuro sulla testa scrutava nel catino. E’ una pratica chiamata teurgia, evocava spiriti celesti tramite la medianità. Si racconta che anche Platone, Pitagora e Archimede la praticassero. Nostradamus diceva di udire una voce che lo penetrava e scuoteva le sue membra dal di dentro. Secondo le sue stesse parole non è possibile prevedere ogni cosa del futuro ma solo sporadici eventi che solo lui e altri tre profeti del passato erano stati in grado di vedere. Diceva di discendere dalla linea mistica di Issacaar, una tribù ebraica di rabbini con il dono della profezia scomparsi dagli annali della storia secoli fa e mescolava questa sua abilità profetica innata con le conoscenze astrologiche che aveva appreso in anni di studio.

Lo studio dell’influenza di stelle e pianeti era molto popolare nel 1500 e fin da giovane Nostradamus si diletta nella pubblicazione di almanacchi contenenti le previsioni del tempo e l’oroscopo. Elenca dati riguardanti le maree, il tempo atmosferico e i cicli di semina e raccolto che all’epoca erano considerati eventi misteriosi e divini.

Purtroppo per lui nel 1552 pubblicherà un almanacco senza autorizzazione del vescovo. Per questo verrà imprigionato, lui stesso ci racconta che da quel momento deciderà di utilizzare un codice criptico per le sue opere proprio per impedire che chiunque le potesse decifrare. In quel periodo aveva già iniziato l’elaborazione di un libro “sul futuro del mondo” e aveva già deciso di chiamarlo Les phrophecies o Le profezie. Il libro verrà scritto contemporaneamente agli almanacchi che nel frattempo hanno sempre più successo e diventano sempre più popolari. Nostradamus beneficerà non solo di un vasto pubblico “regale” formato da nobili e aristocratici ma anche dell’invenzione della stampa. La sua opera facilmente riprodotta si diffuse in tutta Europa accrescendo a dismisura la sua fama di profeta. All’ epoca la tiratura delle sue opere fu seconda solo alla Bibbia.

Le profezie divennero subito famose perchè secondo l’interpretazione popolare si avveravano puntualmente. La profezia più famosa, che lo consegnerà alla storia come grande profeta sarà quella sulla morte di Enrico II re di Francia. In una quartina Nostradamus racconta di aver visto un giovane leone sfidarne uno più vecchio e quest’ ultimo morire. Alla morte del re Enrico II a seguito di un duello Nostradamus verrà indicato come colui che aveva predetto il fatto. Secondo la tradizione popolare Nostradamus predisse anche il grande incendio di Londra del 1666 con descrizioni straordinarie:

Centuria 2, quartina 51:

Il sangue del giusto sarà assente da Londra

Che brucerà di colpo per volere divino

nell’ anno che si conclude con 666.

L’antica dama cadrà dal suo piedistallo

e molte altre chiese protestanti saranno distrutte.

Ha predetto l’avvenuto del nazismo.

Centuria 2, quartina 24:

Guaderanno i fiumi con la voracità delle bestie selvagge.

Gran parte del paese si opporrà a Hipster.

Il grande uomo sarà fatto sfilare in una gabbia di ferro.

Nulla vedrai figlio germanico del Reno.

Si dice che i gerarchi nazisti fossero grandi ammiratori di Nostradamus e che Hitler avesse tratto grandi vantaggi dalle profezie, anche a livello strategico e militare. Durante i primi giorni di campagna militare contro la Francia Hitler fece lanciare sulle città centinaia di volantini con stampate le profezie di Nostradamus che prevedevano la fine della Francia per turbare l’ animo delle truppe inglesi e francesi.

Ma poteva davvero leggere la storia prima che accadesse? Ci sono studiosi che sostengono di avere decriptato il codice segreto che diceva di utilizzare nella composizione delle sue quartine e di sapere esattamente quando si avverranno le sue profezie. Ma potremmo impedire i disastri prima che avvengono? Le sue opere sono ancora oggi oggetto di studio con a speranza che possano aiutare a fare luce sul nostro futuro.

Le profezie diventarono un best-seller del suo tempo, ne vennero pubblicate diverse edizioni, alcune delle quali postume. Come ho già accennato in precedenza il libro è composto da centurie. Ogni centuria contiene cento quartine. Le quartine furono 942, solo una centuria non è di cento quartine ma qualcuna in meno. Quasi tutte le quartine descrivono eventi nefasti che coinvolgeranno l’umanità. Forse predice gli attacchi dell’ undici settembre 2001?

Centuria 6, Quartina 97:

A quarantacinque gradi i cieli divamperanno.

Il fuoco si avvicinerà alla grande città nuova

e all’ improvviso si solleverà una densa muraglia di fiamme.

Quando ne renderanno conto agli uomini del nord.

Nella Francia dell’epoca di Nostradamus l’uso di codici segreti, delle macchine per la crittografia e di simbologie occulte erano d’uso comune, soprattutto nello spionaggio. Secondo gli studiosi delle profezie Nostradamus li usa per inserire indizi, ad esempio la cifratura di ogni quartina non sarebbe casuale ma conterrebbe una datazione indicizzata. Egli le avrebbe messe in un ordine specifico che riporterebbe all’anno in cui ad ogni data indicizzata corrisponderebbe una data reale. Individuando il numero della quartina si sarebbe in grado di ricostruire una cronologia dei fatti catastrofici indicati nel libro delle profezie.

Nostradamus aveva una originale visione spiralidale del ciclo del tempo. Su questa spirale passato e futuro occasionalmente si incontrano e l’umanità secondo lui è imprigionata in questo ciclo eterno che la condanna a ripetere gli stessi errori e a rivivere le stesse catastrofi ancora e ancora. Siccità, carestie, epidemie che nel tempo sono destinate a ripetersi all’ infinito. Ma le quartine sono criptiche ed è difficile individuare a quale evento storico facciano esattamente riferimento, a volte si ha l’ impressione che si tiri ad indovinare. Proprio perchè una stessa quartina può essere riferita a più eventi storici molti dubitano del reale potere profetico di Nostradamus. Si dice che i versi siano una dimostrazione di quella che viene chiamata “chiaroveggenza postuma”, cioè sono profezie in grado di avverarsi dopo che i fatti sono accaduti e quindi comprensibili solo a posteriori. Altri dicono che data la vaghezza di quanto scritto nel libro, si tratta solamente di frasi messe li a caso e che ognuno poi può interpretare a suo piacimento.

Insomma sia come si voglia i misteri legati al libro delle profezie di Nostradamus sono molti e probabilmente non ne verremo mai a capo. Possiamo credere o meno al suo potere profetico ma questo non significa che il suo messaggio di ammonimento per l’umanità sia vano, egli ci mette in guardia dai pericoli che stiamo correndo e ci dice che siamo ancora in tempo per porvi rimedio e per sopravvivere alle minacce e ai disastri che ci attendono.

2 risposte a “Le profezie di Nostradamus: mito o realtà?”

  1. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Interessante! Bella spiegazione. Io trovo sempre incomprensibili questi scritti antichi in quartine o terzine o altro che sia e ci sono diversi libri e poemi e miti raccontati così che io fatico a leggere per cui grazie dei chiarimenti su questa opera e delle altre già pubblicate. Grazie mille!

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  2. Avatar Russell1981

    Articolo molto interessante, così come il soggetto di cui ne è il fulcro.

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Vampiri e Storia: Scopri la Rassegna di Grazzano Visconti

Ebbene si, cari lettori dell’ ignoto, questo fine settimana ho avuto il coraggio di andare in mezzo ai vampiri. Veri o semplici travestimenti? Non sempre è facile distinguere la realtà dalla finzione.😏

Grazzano Visconti (PC), piccolissimo borgo conosciuto per lo splendido castello, il negozio di Harry Potter, i negozietti irresistibili e i golosissimi ristoranti il 5 e il 6 di ottobre ha ospitato Vampiria, rassegna nazionale sul vampirismo patrocinata dal museo delle torture (date un’ occhiata al sito che vi indico con il link, è davvero spettacolare).

Giornata perfetta per una passeggiata tra le bancarelle. Incantesimi, malie, gioielli e arte dark-ghot per accompagnare i visitatori in una passeggiata tra le case tipiche e lo splendido castello. Ho assistito alla sfilata dei vampiri partita di fronte al castello e allo straordinario spettacolo dei rapaci che hanno incantato grandi e piccini. Inoltre l’ evento è accompagnato da convegni, concerti e spettacoli divertenti da non perdere.

Durante l’evento ho potuto visitare i musei. Nel piccolo borgo hanno attirato la mia attenzione il museo delle cere e il museo internazionale delle torture, piccoli ma con una esposizione curata e storicamente ben ambientata. Credo che valga la pena dedicare a questi un post a parte per raccontarvi nel dettaglio cosa ne penso e cosa potrete trovare. E ora da parte di tutti i vampiri d’italia un saluto a te lettore del mistero e dell’ignoto e l’invito a raggiungerli nell’oscurità.

Alice Tonini

Una risposta a “Vampiri e Storia: Scopri la Rassegna di Grazzano Visconti”

  1. Avatar Unabiondaconlavaligia

    Che bello, non la conoscevo. Potrei metterla in lista magari per un weekend fuori porta! 🙂

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Viaggio nella Storia di Efeso: Dai Templi agli Scavi #2

Benvenuto lettore dell’ignoto, oggi continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei misteri di Efeso, una delle più antiche città costruite dall’uomo. Punto d’incontro tra le tradizioni magiche d’oriente e d’occidente nei secoli ha attirato a sè centinaia di migliaia di fedeli e studiosi di esoterismo grazie al tempio dedicato ad Artemide e alla sua biblioteca. 

 

 

La scorsa volta abbiamo visto come è nata e abbiamo parlato della magnificenza del tempio, una delle meraviglie del mondo antico. Oggi parliamo degli scavi archeologici e dei vari templi che si sono succeduti nel tempo.

La comprensione della planimetria di una città che doveva avere più di 100.000 abitanti è stata resa più facile dalla scoperta di un sarcofago che conteneva una mappa della città risalente al V secolo, con la maggior parte delle strade e degli edifici bene in chiaro. Questo ha aiutato gli archeologi a indirizzare gli scavi.

 

 

Scavi che da più di un secolo ormai squassano la regione e continuano tutt’ora distrurbati solamente dai frequenti terremoti che colpiscono le montagne circostanti. Le scoperte più recenti comprendono un elegante villa con mosaici e pitture alle pareti dai colori così vivi che si vedono chiaramente ancora oggi le immagini di alberi e pavoni.

La maggior parte di quel che sappiamo del meraviglioso tempio di Artemide a Efeso ci viene dal lavoro di  J.T.Wood, un ingegnere inglese che ottenne il permesso di scavare nel 1863 e che continuò per oltre un decennio, tra difficoltà e frustrazioni continue dovute perlopiù alla scarsa collaborazione delle autorità locali. 

 

 

La sua descrizione del paesaggio che circonda i resti della città, e dei luoghi nei quali gli antichi efesini avevano costruito le strutture più sacre ci mostra come avessero veramente a cuore la maestà, la grandiosità naturale legata al sacro e alla divinità. Egli scrive:

La grande bellezza di Efeso non può certo essere esagerata da noi. La città è circondata da montagne, che, comunque le si guardino, formano sempre un orizzonte spezzato, mosso, variegato. In primavera l’angelica, con i suoi boccioli giallo acceso, copre il monte Coresso, dandogli un grande rilievo da qualsiasi parte lo guardiate. Nonostante io sia rimasto nella zona quasi sempre per undici anni, non mi sono mai stancato di quel panorama che mi circondava. Le montagne sulle quali l’occhio cadeva ogni giorno cambiavano di ora in ora mentre il sole faceva il suo corso, e la desolazione del posto non abitato era più che compensata dalla sua bellezza, che non veniva mai meno.

 

Parte di una colonna. 

La desolazione del luogo di cui Wood ci parla è solo una parte dell’esperienza esacerbante degli scavi condotti lassù. Nel suo lunghissimo libro Le scoperte di Efeso l’ingegnere ci racconta di solitudine, scorpioni, di ruberie perpetrate da lestofanti i quali poi nel villaggio vicino gli offrivano in vendita gli stessi pezzi che lui stesso aveva rinvenuto, e problemi continui e asfissianti con le autorità turche per ottenere i permessi e i rinnovi.

Nel suo primo anno a Efeso ci fu una grande siccità e Wood vide un giorno 2000 turchi tutti vestiti di bianco salire sul vicino monte Pago e pregare, braccia levate al cielo, per invocare la pioggia (che venne poco dopo). Negli anni seguenti si susseguirono temporali e piogge, senza interruzione. I problemi con la mano d’opera locale erano continui: un uomo morì soffocato dal crollo di una trincea appena scavata, altri furono imprigionati per il furto di un agnello. Aveva arabi, turchi e greci, più o meno in egual numero e che non smettevano di scontrarsi tra loro. I greci in particolare avevano un sacco di festività religiose, e in quei giorni indossavano gli abiti migliori e si mettevano a bere fino a diventare ubriachi e aggressivi. A un certo punto erano circa un centinaio gli uomini che lavoravano contemporaneamente per lui, e spesso gli domandavano 15 piastre al giorno invece di 10 (circa 21 centesimi). Queste richieste crearono grossi buchi al budget di 16.000 sterline che Wook aveva ottenuto dal British Museum di Londra.

 

Parte di una colonna. 

Un giorno un mercante di Smirne, città distante una ottantina di chilometri, si presentò allo scavo e gli disse di aver sognato un tesoro; convinse Wood a cedergli i suoi lavoranti per scavare e cercarlo. Non trovarono nulla ma il mercante tentò di scaricare il conto del lavoro sull’inglese il quale comprensibilmente fece obiezione. Il sogno del mercante si realizzò un paio di anni dopo quando venne ritrovato un vaso di coccio contenente 2.000 monete risalenti al periodo fra il 1285 e il 1315 a.C.. Le autorità locali snobbarono il ritrovamento ritenendolo di nessun valore e il reperto finì al British Museum.

Alla fine Wood ebbe il successo che la sua pazienza meritava. Da un’iscrizione frammentaria ritrovata non lontano dal vaso di coccio gli fu possibile stabilire che ogni volta che aveva luogo uno spettacolo nell’antico teatro, le immagini sacre esposte nel tempio di Artemide venivano portate al teatro ed esposte al pubblico, successivamente venivano restituite al termine degli spettacoli. Il percorso in processione delle immagini sacre passava per la porta detta della Magnesia. E infatti il nostro archeologo 15 metri sotto terra ritrovò la porta e la strada di marmo larga oltre 10 metri che da questa partiva e arrivava sino al tempio che risultò essere il quinto da quando la città era stata fondata e l’ultimo costruito.

 

Come vi ho mostrato nelle scorse immagini della struttura e dei fregi sono restati solo frammenti.  Questo che vedete è un monumento funebre. Questi si sono conservati perché chiunque li danneggiava era maledetto e multato.

Il quinto tempio era colossale, lungo più di 100 metri e largo 50, dipinto di colori vivaci e luccicante di ornamenti di bronzo, oro e argento. Wood individuò anche sezioni della struttura costruite da Creso ma incontrò delle grosse difficoltà legate al terreno paludoso e ai pochi resti rimasti. In ogni caso rinvenne 23 vasi e 63 blocchi di marmo che portò in inghilterra dove si possono ammirare ancora oggi al British Museum. Tra questi si trova un pezzo di colonna di marmo con le istruzioni in greco per la divinazione del volo degli uccelli. Eccovene un estratto:

Volando da destra a sinistra, se l’uccello così vien visto sparire dalla vista, allora è buon auspicio, ma se alza l’ala sinistra, e se la alza o la nasconde il segno è infausto; e se volando da sinistra a destra, sparisce in volo dritto, allora è segno infausto, ma se solleva l’ala destra

 

Uno splendido gioiello ritrovato nel sito. 

 

All’inizio del secolo scorso D.G. Hogarth, anch’egli sponsorizzato dal British Museum, continuò il lavoro iniziato da Wook, e scoprì i resti di templi precedenti all’ultimo, con una quantità incredibile di statuette in oro e avorio della dea Diana e dei suoi animali selvaggi.

La caratteristica principale della dea, e forse la ragione della sua deificazione nei tempi passati era la sua abilità nell’addomesticare le creature selvagge. Nel corso della storia e anche ai giorni nostri leggiamo di persone che sembrano avere questa capacità straordinaria: saper comunicare con gli uccelli e con gli altri animali. Si può facilmente immaginare quanto una simile dote fosse rispettata nei tempi antichi, quando il rapporto tra uomini e animali era molto più stretto, e l’esistenza nomade dipendeva dal successo della caccia. Anche oggi che la caccia è considerata solo uno sport, le persone che, misteriosamente, sanno mettersi nella pelle degli animali e intuirne i movimenti incontrano un grande rispetto presso i colleghi cacciatori. Il singolare rapporto tra cacciatore e preda è stato spesso studiato, nella realtà e in letteratura. La Diana cacciatrice che è anche la protettrice delle creature selvagge forse rappresenta il primissimo esempio di questa ambivalenza.

 

Una piastra d’oro. 

 

Il primo tempio, o altare d’albero, innalzato in suo onore fu distrutto dai cimmeri nel 650 a.C. Fu ricostruito due volte, ed entrambe saccheggiato. Il quarto tempio fu finanziato da Creso di Lidia e il suo splendore era pari alla sua fama. Ci vollero 120 anni per completarlo. Era di marmo bianco, circondato da colonne ioniche e abbellito da una serie di ornamenti non comuni per l’epoca. Quando Erodoto lo visitò nel 450 a.C. Ne fu estasiato. Ma un secolo dopo il tempio era distrutto un altra volta. In una notte di ottobre del 356 a.C. Notte in cui si dice sia nato Alessandro il Grande, un certo Erostrato, che evidentemente covava la strana ambizione di rendere il suo nome immortale, commise il grave crimine di dare fuoco ai recinti lignei.

Il suo nome, ironicamente, fu eternato proprio a causa dell’universale denuncia del suo delitto: il concilio pubblico d’asia aveva infatti decretato che egli fosse considerato il peggiore e più vile degli uomini, il più malvagio di tutti e quindi immeritevole d’esser ricordato, anzi “non doveva nemmeno esser menzionato”.

Questa volta una popolazione indignata si unì nella ricostruzione del tempio profanato. Vi furono donazioni da parte di ricchi e di poveri, e i re delle vicine regioni fecero a gara per avere l’onore di offrire tesori preziosi.

Alessandro il Grande passando da Efeso nella sua spedizione verso oriente, offrì una somma ingente a condizione che il tempio venisse dedicato al suo nome. Gli efesini se la cavarono con molto tatto e diplomazia: “Come può un dio dedicare un tempio a un altro dio?”, gli fecero sapere che declinavano l’offerta. 

 

Un altro monumento funebre.  Si vede che le maledizioni funzionavano….

 

Nel 323 a.C. Il tempio era finito. Si trattava del quinto, quello che Filone definì la più grande delle sette meraviglie del mondo. Le sue 127 colonne alte 20 metri si stagliavano verso il cielo e per Plinio il Vecchio era pieno del genio di Grecia: le staute le aveva scolpite Prassitele, e le pitture erano meravigliose. Plinio il cui trentesimo libro è dedicato alla magia e include una lista di negromanti che comincia con Mosè, spiega come le massicce colonne vennero innalzate in grandi cesti di sabbia, che furono poi gradualmente svuotati, così da permettere alle colonne di poggiarre sul fondo, L’architrave era così enorme che l’architetto Dinocrate disperava di poterla sistemare a dovere, ed era praticamente sull’orlo del suicidio quando Diana in persona gli apparve nel sonno assicurandogli che l’elemento era al suo posto, la dove doveva essere. E al suo risveglio Dinocrate la trova infatti al suo posto.

Magia? Mistero o forse fede?

Probabilmente tutte e tre.

Ma per la seconda parte del nostro viaggio è tutto

Caro lettore dell’ignoto la prossima volta, che sarà anche l’ultima dedicata a Efeso, parliamo della figura della dea Artemide e della sua rappresentazione, della fine del tempio e della morte della città.
Fino ad allora buona lettura a te, la compagnia di un buon libro è importante.
 
Alice Tonini
 
In collaborazione con Carla Broglia, autrice del blog “Più sai più sei” – La bancarella del libro.
 
Ps. Questa domenica ci sarà il mercatino dei libri a Castel Goffredo (mn). Purtroppo per impegni personali non sarò presente ma vi invito comunque a partecipare. Per chi di voi fosse interessato all’acquisto di un cartaceo dei miei romanzi raggiungetemi su instagram per una promozione interessante. 
Grazie 

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