Il cinque di cuori: un ritratto intimo di Henry Adams e dei suoi amici dal 1880 al 1918

Questo fine settimana niente mercato dei libri ma essendo dicembre non può mancare un invito alla lettura. Sapete che leggere è importante e ancora di più lo è in questo periodo di festività: regalate o regalatevi un libro.

Come già vi ho anticipato siamo agli ultimi appuntamenti con le biografie e autobiografie più vendute al mondo, dopo questo articolo ne restano ancora un paio prima di passare a un altro argomento. 

Oggi parliamo di una biografia ambientata in uno dei miei periodi storici preferiti: il 1800. Siamo negli Stati Uniti e l’autrice ci racconta le vicissitudini di un gruppetto di amici. L’opera è disponibile solo in lingua originale sul mercato dell’usato. 
Henry Adams 

Due coppie sposate e uno scapolo che vivono nel mondo di fine ‘800 dei privilegiati e che percepiscono la loro amicizia come un legame così forte e importante da dargli un nome: il cinque di cuori. A volte amano metterla in
mostra al punto da indossare spille smaltate fatte fare apposta per celebrarla o osano utilizzare carte da
lettera con una carta da gioco rappresentata oppure scolpiscono
l’immagine della carta su di una roccia sulle Rockie Mountains durante una escursione. Questa
è la descrizone in poche righe della relazione tra Henry e Clover Adams, John e
Clara Hay e Clarence King.

La signora Adams 

Tra i maschi, Henry Adams fu bis nipote del secondo presidente
degli Stati Uniti John Adams che fu esso stesso un autore di successo anche se
spesso restava anonimo. John Hay era segretario di Abramo Lincoln e
segretario di stato di Theodore Roosvelt. Clarence King, geologo,
posseditore di Miniere, collezionista d’arte, divenne il primo capo
del dipartimento di Sorveglianza geologica degli Stati Uniti. Le
donne, in accordo con i tempi vivevano vite più riservate, ma
entrambe provenivano da famiglie molto benestanti. Clover, che teneva
feste da tè leggendarie a Washington pensava di sé stessa come ad
una fotografa amatoriale, di Clara sappiamo meno.

Quelli di noi che idealizzano l’amicizia, quella relazione che deriva da una scelta piuttosto che da una imposizione, vorrebbero questa biografia molto più
allegra e spensierata ma purtroppo per loro resteranno delusi. L’autrice Patricia O’Toole, scrittrice talentuosa, non intendeva descrivere una
fotografia di gruppo durante una scampagnata, ma questa è un’opera che sottolinea la negatività della natura umana. 

La narrazione viene terminata con una lode verso i protagonisti e ne sottolinea gli sforzi che furono necessari per
chiudere “la grande breccia nella natura”, il gap tra una mente e
l’altra che l’amicizia può arrivare a esasperare. 

L’autrice è anche una abile ricercatrice ed è stata in grado di riportare alla luce documenti storici rilevanti per portarci un ritratto realistico. Qui alcuni dei fatti
mostrati. Clover Adams – molto intelligente, senza figli e non
religiosa, e Clara Hay – placida madre di quattro bambini e
convenzionalmente una pia donna– non avevano alcuna affinità tra loro.
Clover Adams si uccise nel 1885 tramite ingestione di potassio
cianide, una sostanza chimica che utilizzava nella fotografia. John
Hay ebbe una lunga storia con Anna Lodge, moglie di Henry Cabot
Lodge. Henry Adams iniziò ad approfondire la sua conoscenza di
Lizzie Cameron, moglie di un senatore della Pennsylvania, ancora
prima della morte della moglie. Clarence King, preoccupato per la sua
relazione con Ada Coeland, una afro-americana più giovane di
vent’anni che divenne la madre dei suoi cinque figli, passò la vita
a raccontarle bugie facendole credere di essere un ferroviere di nome James Todd e facendo la parte dello sposo in una cerimonia molto poco
religiosa.

John Hay

Un recensore disse a Patricia O’Toole che il suo libro è poco più di un racconto banale, e un altro lo definì “seducente”. Non è così. La definizione “ritratto intimo” presente nei
sottotitoli è accurata nel denotare gli elementi cui l’autrice ha posto la sua attenzione ma un
libro ambientato a Washington avrà per forza a che fare con le
elezioni politiche, gli appuntamenti formali e il gusto tutto americano per
l’imperialismo.

I personaggi non sono particolarmente amabili, ma sono
affascinanti. E’ divertente seguire la figura centrale di Adams ricoprire le sue cariche pubbliche a ogni età con grande dignità, egli classifica sé stesso (soprannominandosi con il nomignolo Hay) come un “rettile del paleozoico non necessario”. Similarmente quelli che conoscono la
statua di Saint Gaudens commissionata da Adams per la tomba della
moglie sono deliziati di sapere e vedere rappresentato un lavoro meno
noto del famoso scultore Done, su commissione di Hay, un
medaglione di bronzo con una caricatura di Herny Adams in parte
angelo e in parte porcospino. Forse questa creatura ibrida è una
immagine più adatta rispetto a quella della carta da gioco per
rappresentare l’unione di questi cinque strani personaggi.

La tomba di Clover Adams 

E per oggi è tutto. 

Buona lettura, ci sentiamo prestississimo con un articolo dedicato alla letteratura fantascientifica e alcuni dei nomi più famosi del passato.

Alice Tonini

Viaggiamo insieme nel passato per approfondire le memorie di Benjamin Franklin

 Torniamo a parlare delle biografie più vendute e torniamo a parlare di un presidente degli Stati Uniti (per essere più precisi di uno dei padri fondatori). 

E’ un personaggio che si ama o si odia e faceva discutere di sé già ai suoi tempi. Sappiamo che D.H.Lawrence lo odiava e nelle sue lettere si riferisce a lui come al “dottor Franklin color tabacco” (era un modo spregiativo per paragonarlo agli schiavi, non dimenticate che nacque nel 1706 e morì nel 1790). Norman Rockwell per prendersi gioco di lui lo ha dipinto mentre legge circondato da donne francesi vestite in modo succinto, tre delle quali si strusciano sulla sua persona e una quarta inginocchiata ai suoi piedi lo osserva estatica. 

Era un uomo poliedrico, dai molteplici interessi e dalle infinite passioni. Ha inventato uno strumento musicale, l’armonica di vetro, per la quale Mozart e Beethoven scrissero pezzi, e praticava nuoto, dicendo che gli serviva per sviluppare i muscoli delle braccia. 

Chi era Benjamin Franklin, il pittore che trascinava le sue povere provviste in una carriola attraverso le strade di Philadelphia e che divenne uno dei più potenti uomini delle colonie del nord America? 

La sua autobiografia intitolata L’autobiografia di Benjamin Franklin, di 170 pagine circa e disponibile anche in italiano lo chiarirà a tutti giusto?

Sbagliato, ovvio. 

E’ senza dubbio un’opera affascinante ma al tempo stesso oscura, illuminante ma fuorviante.

Se vogliamo saperne di più sul suo lavoro perché vogliamo approfondire la nostra conoscenza della Dichiarazione di indipendenza e della Costituzione americana qui non troverete assolutamente niente, il libro si interrompe nel 1760. (Sappiamo che avrebbe voluto finire di scriverla, in più di una occasione si riferisce a questo libro come alle sue “memorie” ma è morto prima di poterlo fare).

La questione dell’accuratezza dei ricordi della sua giovinezza resta: lui scrive le tre sezioni principali all’età di 65 anni, 78 anni e 82 anni (c’è una quarta parte frammentaria scritta a 84 anni, l’anno della sua morte). 

Oltre la questione della memoria, si mette in dubbio anche quanto lui abbia deliberatamente modificato alcune immagini di sé stesso da lasciare ai posteri. Problema che già abbiamo affrontato quando abbiamo approfondito le memorie di altri presidenti.

Scholar Robert F. Sayre chiama le prime tre parti “tre separate esplorazioni della scoperta di sé e dell’ auto promozione”. Dove finisce l’uomo e dove inizia la maschera? 

Andare a letto presto e alzarsi presto rende un uomo in salute, forte e saggio. Andare a letto tardi e alzarsi tardi ci fa avere una vita sociale migliore.

Se leggiamo la lettera introduttiva del 1771 indirizzata suo figlio illegittimo William, noi possiamo immaginare un padre desideroso di istruire il giovane su come trovare il proprio sentiero nella vita. Ma ci sorprenderemo quando verremo a sapere del fatto che William non solo ha circa quarant’anni al tempo ma è il governatore del New Jersey! (I due uomini diventeranno estranei in modo permanente durante la Rivoluzione quando il figlio resterà fedele all’Inghilterra.)

Perché dobbiamo leggere questa roba scritta centinaia di anni fa oggi? 

Una ragione è perché è divertente avere una impressione di prima mano degli aneddoti della vita giovanile di Franklin che fanno oggi parte della mitologia e della cultura statunitense. Abbiamo il Ben teenager appena arrivato a Philadelphia che acquista “tre grandi involtini” mangiandone uno e tenendo gli altri sotto braccio mentre si aggira per le strade.

Una seconda ragione e più profonda può essere quella di capire la lezione che questo “uomo archetipico in crescita”, per citare le parole di uno degli editori, ci insegna su come diventare un uomo che si fa da sé. Le sue dettagliate ed elaborate istruzioni completate con schede grafiche su come passare da mendicante a riccone ispirano anche lavori più tardi come i libri della serie di Horatio Alger. Per chi di voi no lo sapesse quest’opera è servita anche come modello per le pagine del Grande Gatsby: un giovane James Gatz che non solo ha come obiettivo il benessere in generale come la salute e la saggezza ma studia l’elettricità e non manca di ideare invenzioni, omaggi morti all’idea di Franklin che esiste nella mente di Fitzgerald.

Come è meraviglioso quest’uomo che amò i suoi dieci anni a Londra e costruì nei suoi otto anni a Parigi l’immagine per i posteri di essere stato il primo vero americano e di avere aiutato la sua nazione a crearsi una identità nazionale.

Per saperne di più su questo uomo intrigante dai mille volti leggete Walter Isaacson la sua biografia generale: Benjamin Franklin an american life, e anche l’opera di Gordon S.Wook: The americanization of Benjamin Franklin, uno studio affascinante che ci mostra come quest’uomo che una volta era ben lontano dall’aristrocrazia europea ha raggiunto i suoi obiettivi giocando a mettersi la parrucca dell’americano, non pensando neppure lontanamente di essere un ciarlatano con indosso vestiti eleganti e l’etichetta di “persona semplice”. L’autobiografia è il vostro punto d’inizio.

E anche per questo appuntamento è tutto. Auguro a tutti voi una serena pasqua e buona lettura a tutti.

Alice Tonini

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