What if… fantascientifico: sviluppiamo idee per nuovi mondi!!

 

Avete preso nota delle vostre idee e
degli spunti che avete trovato in giro?

Ok, perfetto, oggi vediamo insieme un
esempio di come un’ idea qualsiasi può essere trasformata in una
possibile storia fantascientifica. Ricordatevi però di leggere
spesso le annotazioni che avete preso. Questo vi aiuterà a trovare le parti più interessanti e a utilizzarle come punto di partenza per
le vostre storie.

Il maestro è di nuovo con noi per assicurarsi che mettiate insieme idee che abbiano un senso. 

Per il nostro esempio di annotazione
fingiamo di utilizzarne una presa nel corso di un pomeriggio qualsiasi, durante un viaggio in metropolitana, in autobus o in treno.
Potrebbe essere:

Due donne sul treno indossano lo
stesso profumo. Alcuni odori richiamano alla mente posti e persone.
Immagino qualcuno che non mi piace e indossa il profumo del mio
fidanzato. Come mi farebbe sentire? L’uomo vicino a me ha il
raffreddore. Le sue mani sono coperte di anelli d’oro e continua a
strofinarsi le dita. I suoi anelli sono grandi, forse hanno un
significato per lui? Si morde le unghie, si soffia il naso. Mi da
fastidio perchè non voglio prendermi quello che ha lui.

Una nota del genere sembra non avere
nessun senso ma con i collegamenti giusti può facilmente essere
sviluppata in un pezzo di fantascienza giocando con il famoso What
if…?
.

Leggendo la nota sopra potremmo
chiederci: e se il profumo fosse usato per creare artificialmente
emozioni? E se le emozioni o i ricordi potessero essere tolti dalla
memoria umana e archiviati in oggetti di uso comune?

Lasciatevi guidare dai vostri pensieri
e dalle vostre idee.

Scrivete i punti che secondo voi sono
più importanti, le idee e i collegamenti che più vi entusiasmano ed
espandeteli con maggiori dettagli esplorando tutte le direzioni che
ritenete più originali, in fondo sarete gli unici a leggere queste
note, non devono essere perfette e ordinate. Sperimentate, seguite
anche le direzioni più assurde e vedete dove vi portano. Tenetevi
strette quelle più strane, non importa quanto possano essere
oltraggiose o diverse. Se sentite che una scena si sta sviluppando o
se l’immaginazione va in una specifica direzione seguitela!

Accumulate le idee e le annotazioni e
create un archivio.

Le piccole note, i brevi lampi di un
momento, solitamente portano le idee migliori.

Continuiamo con il nostro esempio. La nota sulla memoria umana archiviata
negli oggetti può essere sviluppata in molti modi. Si può
costruire una storia breve riguardo un nuovo tipo di oggetto/composto
bio-metallico dove si immagazzinano i ricordi delle persone. Con un
metallo del genere potrebbero essere fatte le fedi del matrimonio per
condividere i ricordi, con tutte le conseguenze del caso. Oppure
potremmo mostrare lo sviluppo segreto di questa tecnologia da parte
di uno scienziato pazzo che la utilizzerà per vendetta o per
arricchirsi Forse quest’uomo vendendo gli anelli da lui creati ruba
la memoria delle persone.

Io ho messo anelli d’oro ma possono essere di qualsiasi colore. 

Quest’idea da sola ovviamente non
basta, dobbiamo portarla oltre con altri collegamenti. Ad esempio se
l’oggetto può immagazzinare i ricordi, le persone potrebbero essere
disposte a venderli? Oppure le persone potrebbero diventare
dipendenti dal passato? Ci potrebbe essere un mercato nero per i
gioielli della memoria? Le persone potrebbero confondere il proprio
passato con quello di qualcun altro?

Inoltre non possiamo evitare di
affrontare problemi come da dove viene il bio-metallo e di come
possiamo inserire la memoria dentro, come possiamo controllare il
processo?

Ricordiamoci che stiamo creando una
intera nuova realtà, un mondo immaginario che sarà abitato da
persone, dove ci sarà una economia una religione e uno stile di
vita. Il luogo dovrà essere perfetto per ambientare la nostra
storia.

Osservate il mondo e immaginate quanto
poco possa bastare per renderlo diverso, in questo modo creerete e
svilupperete idee valide non solo per la fantascienza ma anche per il
fantasy.

Che il vostro sia un mondo futuro, un
pianeta alieno o una realtà alternativa con draghi e nani, scoverete
più dettagli di quanti possiate usare in una storia sola. Questo è
bene perché le vostre annotazioni non andranno buttate via ma
potranno essere archiviate per uno sviluppo futuro in altre storie.

Se siete consapevoli di tutti i
dettagli dell’ambientazione e ne avete il controllo la sensazione che
ne trarranno i lettori sarà quella di una maggiore realismo.

E ora via libera alla vostra
immaginazione e a tutti i collegamenti che possono venirvi in mente.

Buona lettura e alla prossima.

Vi servono idee per scrivere un horror? Prima leggete qua!

 Oggi parliamo di come raccogliere le
idee per il mio genere preferito: l’horror.

Pennywise è qui per accertarsi che abbiate buone idee. 

Quando parliamo di questo genere di narrativa una cosa ci mette tutti d’accordo o la ami o la odi. Si tratta di un genere con un pubblico più vasto di quanto si pensi ma è anche un pubblico conservatore e  diffidente. Per un autore non è mai facile attirare l’attenzione e conquistare la fiducia di questi lettori, ma una volta riuscito nell’impresa, se l’opera è di buona qualità, è sicuro che il lettore tornerà a leggere le sue opere. Per questo è molto importante che le idee, che sono il cuore della storia, siano creative ed originali.

Quando abbiamo tra le mani una buona opera horror ce ne accorgiamo perché va sotto la superficie delle cose, si insinua
oltre le apparenze per mettere a nudo le debolezze umane.

Il modo migliore di mettere assieme un
buon horror è quello di togliersi la pelle, di cavarsi le ossa e
masticare le proprie cartilagini per poi vedere cosa resta in piedi. Tutto questo vi fa ridere e vi sembra assurdo? Vi sembrano cose superficiali e dolorose fini a
se stesse?

Per scrivere di questo genere l’unico modo possibile è quello di togliere la maschera della personalità e dell’identità a sé stessi e agli altri. Quando
farete questo con successo potrete raggiungere profondità narrative
che altri generi si sognano soltanto,  perché i vostri personaggi proveranno emozioni autentiche e coinvolgenti.

Nella narrativa horror le immagini e
gli eventi sono spaventosi e illuminanti allo stesso tempo.

L’horror è un ottimo genere per
imparare le abilità necessarie alla scrittura, per affrontare le
vostre emozioni e generare storie toccanti e vere. Si potrebbe dire
che tutta la narrativa ruota attorno alla verità ma l’horror è la
narrativa dell’onestà totale.

Verrà lei ad assicurarsi che abbiate messo i dettagli giusti, ci tiene…

Ci mostra come la nostra mortalità e
la nostra debolezza controllino la vita che viviamo ogni giorno, ci
fa ammettere che siamo dei vigliacchi e che abbiamo segreti che non
confesseremmo mai a nessuno, delle emozioni segrete e nascoste.

Chi scrive di horror spesso compie l’errore di sottovalutare l’importanza delle informazioni e dei dettagli che inserisce.
Qualsiasi cosa tu stia raccontando che sia uno sgozzamento
sanguinolento o un incubo folle è meglio mostrarlo con pochi dettagli
essenziali che essere troppo diretti con elementi descrittivi
abbondanti, molti principianti descrivono fiumi di sangue e ossa che
spuntano da ogni arto con dettagli iper-elaborati. Questo fa perdere
credibilità e non impressiona nessuno. Ad esempio se qualcuno tenta
di morderti al collo difficilmente riuscirai a vedere sangue a fiumi
ma è più realistico percepire il respiro sul collo.Uno dei modi migliori per creare paura
è di suggerire l’elemento pauroso piuttosto che raccontare righe e
righe di dettagli esagerati. Mostrate il personaggio spaventato
evitando i soliti cliché letterari.

C’è ancora posto nella narrativa
horror per vampiri, mummie e mostri di ogni tipo se nascono da idee
veramente originali. Molto dell’horror ha a che fare con paure
ordinarie e cose che ci spaventano quotidianamente. La chiave per
fare una buona storia è prendere la realtà e distorcerla o
dislocarla. Vedere ombre oscure muoversi appena fuori in un
parcheggio dove dovete correre per raggiungere la vostra auto può
essere più spaventoso che vedere un vampiro svolazzare giù da una
pianta. La paura ordinaria che riflette le
nostre mancanze e la nostra fallibilità come esseri umani è un buon
punto di partenza per la narrativa horror.

Ricordatevi poi che l’ambientazione è
vitale. Molti dei nuovi autori ambientano la storie in una location
riconoscibile e famosa piuttosto che in vecchi cimiteri
abbandonati o cottage isolati. L’horror con una ambientazione
classica ed essenziale, dove magari si può isolare il nostro
protagonista per aumentare la tensione è un ambientazione ancora
oggi ideale. Il buon vecchio cimitero piace anche a voi, vero?

E poi non siate superficiali con il
personaggio. Per migliorare l’efficacia dell’elemento pauroso il
personaggio non deve essere solo la vittima, in questo modo il
lettore proverà solo preoccupazione. Le vittime sono personaggi
noiosi e in un horror non c’è posto per la noia. Anche se ciò che
scriviamo riguarda le nostre più intime debolezze creare un
personaggio che si spaventa e viene ucciso è superficiale. Ricordate la classica biondona negli horror con gruppi di liceali che tentano invano di salvarsi la pelle dal maniaco macellaio? 

Di solito è la classica reginetta delle scuola perfettina e vanesia che viene fatta fuori per prima e nessuno tifa mai per lei.

Infatti voi tifate per noi, vero?

Le motivazioni interne del personaggio  o dei personaggi devono essere la parte più rilevante della storia o il vostro racconto entrerà a fare parte della narrativa scadente.

Anche se negli articoli abbiamo
parlato di tre generi: fantascienza, horror e fantasy, i consigli
valgono per tutti. A voi la scelta del genere o magari potrete
scegliere combinare tra loro i diversi elementi. Oggi è facile trovare un libro di
fantascienza che abbia elementi horror o uno con del realismo magico che
si mescola alla fantascienza. Molti autori sostengono che la
fantascienza sia più efficace se viene aggiunto alla storia qualche
elemento horrorifico. Il fantasy è più potente se l’idea di fondo è
basata su elementi fantascientifici, l’horror è più credibile se
emergono anche elementi di fantasy e fantascienza. Aumentate il
potenziale della vostra narrativa eliminando le barriere tra i
generi.

Ora che avete trovato l’idea dovete
decidere cosa scrivere: un racconto, un romanzo, un romanzo breve?

I racconti a volte sono più difficili
dei romanzi ma hanno il vantaggio di essere più veloci da scrivere.
Si possono scrivere dieci racconti brevi nel tempo che impieghereste
a mettere insieme un romanzo. Con i racconti potete sviluppare il
vostro stile e sperimentare, sviluppare idee, anche semplici. Studiate racconti e romanzi che vi sono
piaciuti e valutate come le idee sono collegate alla lunghezza del
lavoro, scrivete in accordo con esso.

Tutti i generi che abbiamo visto
funzionano come la chimica o l’alchimia se preferite. Tutti gli
aspetti della vostra storia: l’idea, il tema, l’ambiente, i personaggi , devono essere bilanciati e interagire
perfettamente senza intralciarsi gli uni con gli altri. La bellezza
di questi generi è che potete scrivere di qualsiasi cosa sia di
vostro interesse, in ogni modo che potete immaginare.

Partite dai problemi di oggi vecchi o
nuovi: l’inquinamento, la medicina, la guerra, la salute mentale,
problemi politici. C’è posto per tutto dovete solo trovare l’idea giusta.

Fatemi sapere se questa serie di articoli vi è piaciuta e magari potrei darvi ancora qualche consiglio utile.

Buona lettura e alla prossima.

Alice Tonini

Esploriamo insieme il fantasy e troviamo idee per scrivere una buona opera

 Vi piacerebbe scrivere un racconto o un
romanzo fantasy?

Gandalf vuole assicurarsi che siate degni di ricevere questi insegnamenti 

Il fantasy è uno dei generi letterari
più generici e ampi di tutti perché intende una enorme quantità di
tipi diversi di narrativa.

Nel fantasy possiamo trovare spade e
magia, elfi, stregoni e draghi, regni magici, sfide eroiche e battaglie tra
bene e male. Molti romanzi di questo genere sono pubblicati come trilogie forse
a causa di quella che viene considerata l’opera prima del genere: Il
signore degli anelli di Tolkien.

Alcuni autori non apprezzano il fantasy
perché manca di ragionamenti scientifici al contrario della
fantascienza, tra di loro ricordiamo Martin, il padre del Trono di
spade che è risaputo non amasse particolarmente il genere fantasy,
salvo poi ricredersi. Io penso che considerarlo un genere di seconda classe sia ingiusto.

Un buon fantasy deve essere logico e
completo come la migliore fantascienza. La differenza è che le idee
e le leggi che regolano l’universo del romanzo devono essere
totalmente inventate e non derivare dalla scienza e dalle sue teorie. In realtà come vedremo nella trama di un buon fantasy ci deve essere almeno un elemento (può essere sociologico, psicologico o legato al sistema magico) con una forte connotazione scientifica su cui basare il what if fantastico per dotare il libro di un sottofondo di realismo che lo rende più interessante.

Spesso le critiche più severe sono
dirette agli autori del fantasy che possiamo definire povero, nel
quale i problemi sono risolti da un nuovo incantesimo inventato al
momento, dalla scoperta di una spada incantata che dona super poteri o dalla mano del destino che interviene al momento giusto e non dall’azione dei
personaggi. Questo tipo di narrativa è da considerarsi insoddisfacente perché in
una buona opera devono essere i personaggi a dover evolvere per sviluppare
l’abilità di affrontare il pericolo.

Per evitare questo problema di sviluppo
del personaggio bisogna trattare gli elementi magici come un insieme
di leggi fisiche/scientifiche. La magia offre un potere ma deve avere
effetti collaterali e limiti. Sono queste restrizioni che mettono il
personaggio in situazioni che richiedono azioni per risolvere i
problemi e rendono tutta la storia più dinamica e interessante.

Se volete scrivere fantasy di magia e
spada valgono le tecniche e i suggerimenti che già vi ho dato quando
ho parlato della fantascienza. Anche se le idee del fantasy non si
basano completamente su assunti scientifici devono comunque essere logiche e la
loro applicazione deve essere accurata.

Fantasy si riferisce anche ad un genere
di narrativa vicino al mainstream chiamato “realismo magico”. E’
un tipo di narrativa che si preoccupa dello stato psicologico
piuttosto che delle leggi scientifiche o del mondo immaginario.

E’ un tipo di fantasy che ha a che fare
con il mondo dei sogni, con le illusioni, con le droghe psicoattive e
a volte si mescola con la magia. E’ di solito ambientato nel mondo
ordinario moderno con elementi fantastici che emergono nella vita
reale. Se qualcuno di voi ricorda la serie televisiva Twin Peaks è
un esempio perfetto, un background magico e una detective story che
si intrecciano. Un mistery che maschera il realismo magico. Potrei
citare altre opere come Blind needle di Trevor Hoyle o Counterparts
di Gonzalo Lira dove sogni visioni ed eventi immaginati creano un
effetto incredibile.

Questo tipo di narrativa secondo me è
il più emozionante perché la magia ricorre in un mondo quotidiano
riconoscibile al lettore, aggiunge quindi realismo.

In queste opere l’occhio dell’autore è
rivolto alle emozioni e come queste affliggono la realtà e vice
versa. Gli eventi possono essere illogici e e dettati da
credenze e paure del personaggio piuttosto che dalla realtà
assoluta.

Questa libertà dalla scienza può
portare confusione nel lettore, gli stati alterati della realtà vanno utilizzati
attentamente. Tutti gli eventi devono avere una spiegazione che abbia
un senso razionale. Gli stati alterati della mente devono riflettere
l’idea, il tema della storia e la natura del personaggio, altrimenti meglio evitarli del tutto.

Bene e per il fantasy è tutto, se non
avete ancora letto il precedente post dedicato alle idee per la
fantascienza vi invito a farlo.

Alla prossima e buona lettura

Alice Tonini

Come trovare le idee per scrivere di fantascienza, horror o fantasy in cinque minuti

Scrivere di horror, di fantascienza e
fantasy cosa vuol dire?

Yoda è pronto a elargire importanti perle di saggezza a tutti gli aspiranti scrittori.

Vi piacerebbe provare a scrivere un
racconto o un romanzo che parli di fantascienza, fantasy o horror?

Dedichiamo qualche articolo alla
scrittura, più precisamente alla fantascienza, all’horror e al
fantasy che non sono mai stati tanto popolari come in questi decenni,
trainati da serie televisive e film come Star Trek, Highlander,
X-files, il Signore degli Anelli, Harry Potter
o i racconti di Ian
Banks e Kim Stanley Robinson che sono la dimostrazione che anche con
la fantascienza si possono fare parecchi soldi.

Ma come trovare le idee giuste e come
ragionarle per costruire correttamente un mondo in cui si possano
muovere in modo credibile i nostri personaggi?

Per motivi di lunghezza ho diviso
l’articolo in tre parti, in questa prima parte parlerò in modo più
specifico delle idee per la fantascienza, ma come vedrete, alcuni
principi saranno gli stessi sia per l’horror che per il fantasy che
sono pubblicati come generi letterari separati ma tendono quasi
sempre a rimescolarsi tra loro.

A differenza di altre forme di
narrativa la fantascienza guarda a come il mondo sarebbe se le cose
fossero diverse. Cosa ne sarebbe di noi se qualcosa di fondamentale
cambiasse per sempre. Per esempio cosa accadrebbe se fossimo immortali o se potessimo
viaggiare tra le stelle? Chiedersi questo e cercare di trovare le risposte possibili è compito della fantascienza che ci ricorda in
ogni opera cosa vuol dire essere umani oggi.

Se volete cimentarvi nella scrittura di
un testo fantascientifico dovete considerare che la fantascienza è
speculazione, è immaginazione e inventiva in modo molto maggiore
rispetto ad ogni altro tipo di narrativa. Se volete mantenervi al
passo con la fantascienza e sapere cosa bolle in pentola dovete
leggere molti racconti e romanzi del genere. I film e la televisione
generalmente sono indietro una decina di anni in termini di idee.

L’elemento più importante nella
fantascienza è l’originalità. Lo stile e la tecnica per alcuni
autori sono elementi secondari. L’importante è che seguiate le
vostre idee e non copiate a man bassa opere come il Signore degli
anelli, Hellraiser o Star wars che sono meravigliose ma con una forte
identità riconoscibile a qualunque lettore.

La fantascienza riguarda il cambiamento
e contiene sempre elementi futuristici, che nel presente non
esistono. Tratta argomenti come: le nano tecnologie, i contatti
alieni, i viaggi nel tempo, realtà virtuali, intelligenze
artificiali e altro. Per emozionare un lettore di fantascienza
bisogna sforzarsi di trovare la propria originale versione del futuro
e rielaborare in modo personale argomenti che sicuramente sono già
stati trattati da altri prima di noi. Potete partire da piccole idee
come nuovi tipi di telefoni e attraversare grandi temi come le
implicazioni dei viaggi intrastellari. Potete raccontare di poche ore
di vita o di trillioni di storia futura, magari in un futuro vicino,
un presente alternativo o migliaia di anni avanti su di un’altro
pianeta.

Non dimenticate che i lettori sono
molto interessati alle persone che abitano i vostri racconti, anche
quando scrivete di alieni e computer le emozioni del protagonista
devono essere riconoscibili. Un protagonista troppo “alieno”
rischia di non creare empatia nel lettore che non riuscirebbe a
capire fino in fondo le sue scelte e a tifare per lui.

Film come ET o Incontri ravvicinati del
terzo tipo
non hanno come protagonisti gli alieni ma persone che
hanno bisogno di avere un contatto con loro. Incontri ravvicinati del
terzo tipo
parla della responsabilità e della forza necessaria per
credere, mentre ET riguarda l’adolescenza e ci parla di amicizia e di
come questa possa aiutare la crescita dei ragazzi. Queste storie
funzionano perchè parlano di emozioni che possiamo capire e di cui
abbiamo tutti esperienza al di la degli elementi fantascientifici.

Le migliori storie funzionano quando
illuminano la nostra comprensione della vita presente. Un esempio può
essere Il rosso di marte di Kim Stanley Robinson ambientato nel 2026
tra i primi umani che vogliono terraformare marte. Vedremo questo
gruppo di umani affrontare problemi sociali, etici e ingegneristici
in una riflessione sulla vita presente qui sulla terra, per chiederci
chi siamo e dove stiamo andando.

Ogni volta che scrivete una storia di
fantascienza dovete creare un intero mondo nuovo perchè ogni idea,
ogni elemento ha effetto sull’universo di cui stiamo scrivendo, ad
esempio il teletrasporto che non avrà conseguenze solo sul turismo
futuro. Interi paesi potrebbero scomparire, le guerre si potrebbero
combattere in modi totalmente diversi, le persone potrebbero
relazionarsi tra loro in modi totalmente inaspettati. Valutate ogni
idea e l’impatto della stessa sull’intero universo della vostra
storia.

Una volta trovata l’idea principale
stabilite come influenza il livello generale di tecnologia, il
sistema politico, i modelli di trasporto, l’impiego di risorse e il
lavoro, il cibo, i gruppi sociali e etnici, le relazioni personali,
le religioni, l’ambiente e i paesaggi, le case e l’intrattenimento.

Determinate se la tecnologia è
proprietà di un individuo, di una corporazione, di un governo
mondiale o qualsiasi altra cosa vi venga in mente. Che effetti ha tutto ciò
sul vostro protagonista?

Avrete bisogno di sapere come le
persone operano nel mondo immaginato per creare realismo. Se ad
esempio state scrivendo di Londra tra due secoli dovete considerare
quali edifici saranno ancora in piedi, dove e perchè. Ci saranno teatri, cinema o caffè? Cosa mangeranno le persone e dove? Di cosa
parleranno?

Tenete alcuni elementi ma altri
andranno cambiati.

Anche la cultura andrà ripensata, se
noi umani saremo rimpiazzati dalle macchine come saremo felici o
annoiati? Quale sarà il nostro stile di vita? Come passeremo il
tempo libero?

Senza queste considerazioni
preliminari potete stare certi che farete errori grossolani nella
costruzione dell’ambientazione e di conseguenza la vostra
storia potrebbe non stare in piedi. Tutta la società dovrà essere
influenzata dagli elementi fantascientifici del vostro progetto.

Quanto tempo ci impiegherete dipende da
voi. Si tratta di un lavoro che potete fare in pochi minuti, con un’idea che si
trascina appresso tutte le altre, o ci possono volere ore di
annotazioni, ricerca e preparazione, tutto dipenderà dalla complessità e dal messaggio che vorrete dare. Ricordiamoci inoltre che stiamo scrivendo
una storia e non facendo giornalismo su un possibile futuro, dobbiamo
cercare di essere logici e consistenti.

Costruire un mondo narrativo è un
processo creativo di risposta a domande e di ragionamento sulle
implicazioni. In questo modo i personaggi e il tema della narrazione sarà molto più facile da gestire.

Spok vi da appuntamento al prossimo post.

Per le fantascienza è tutto, vi
aspetto il prossimo post sulla scrittura per parlare di fantasy e di
come costruire un mondo fantasy solido e credibile.

Buona lettura e alla prossima.

Alice Tonini

Il mistero di Gutenberg

   Dopo la pausa di qualche settimana
finalmente possiamo ripartire alla grande anche in questo 2021.

   I progetti e gli argomenti di cui
parlare sono tantissimi, in questi mesi ho approfondito temi,
tecniche e conosciuto persone cui devo tanto e ovviamente abbiamo
materiale per parlare di libri, letteratura e mistero in abbondanza.

Spoiler: contenuti interessanti non
mancherannno. Stay tuned!👍

Per festeggiare virtualmente questa
ripartenza oggi parliamo di alcuni punti oscuri nella nascita della
stampa in Europa e della vita del suo inventore.

Un personaggio tra i più importanti e
misteriosi della storia della nostra cultura occidentale la cui opera
ha cambiato completamente il mondo medievale: Johannes Gutenberg
l’inventore della stampa a caratteri mobili in metallo.

Una copia della Bibbia di Gutenberg

La stampa a caratteri mobili era già
diffusa in Europa dal 1300 soprattutto nel tessile e dal 1400 veniva
usava per riprodurre disegni e testi in copia unica le cui matrici
erano particolarmente costose. La tecnologia dell’epoca non
permetteva ancora la riproduzione veloce in serie di più copie dello
stesso testo, i libri erano copiati a mano. I caratteri in terracotta
utilizzati in oriente erano fragili e deperivano in breve tempo, non
potevano essere utilizzati a lungo. Fino al 1400 i libri erano pochi
e molto cari, destinati principalmente ad un pubblico d’elite.

Per questo motivo l’arte della stampa
introdotta da Gutenberg è rivoluzionaria, porta alla nostra civiltà
europea i caratteri mobili in metallo che permettono la stampa in
serie di un maggior numero di copie più velocemente e abbatte i
costi di produzione.

Sappiamo che Johannes Gutenberg è nato
a Magonza ma non quando. Di lui non ci sono firme, lettere, ritratti
contemporanei e non c’è certezza nemmeno sul fatto che possa davvero
aver creato qualcosa anche se tutte le prove storiche riguardo
l’invenzione della stampa moderna ci portano a lui. Come data
simbolica per la nascita dell’inventore è stato preso il 1400.

Sappiamo che apparteneva al ceto medio
borghese, la sua famiglia era dedita alla lavorazione del metallo e
delle monete ma non abbiamo certezze riguardo la sua educazione. Nel
1429 viene esiliato da Magonza per motivi politici e svanisce nel
nulla per anni.

Lo ritroviamo a Strasburgo nel 1434
impegnato in una attività di produzione di reliquie per pellegrini.

Nel 1439 Gutenberg trova finanziatori
per una sua impresa in cui tutte le parti coinvolte sono tenute al
massimo riserbo. Altro mistero. Nessuno sa a cosa sta lavorando e
come. Da alcuni documenti processuali sappiamo che è coinvolta una
pressa “diversa” e dei caratteri tipografici.

Si tratta di una stamperia componibile
avanzata?

Purtroppo non esistono documenti che lo
certificano. Ad oggi non è stato ritrovato neppure un pezzo di carta
stampato da Gutenberg nella città di Strasburgo.

Questo fa morire il falso storico della
città di Strasburgo che sostiene di essere la città natale della
stampa moderna.

L’inventore scompare di nuovo. Se ne va
da Strasburgo alla fine del processo per ricomparire nel 1448 a
Magonza con la sua prima stamperia finanziata da Johannes Fust.

Tra il 1450 e il 1454 finalmente
abbiamo le prime stampe del suo laboratorio, si tratta di Donati o Donatus (libri di grammatica latina) di cui restano solo pochi frammenti che
oggi hanno un valore inestimabile.

La sua stampa più conosciuta è la
bibbia di Gutenberg chiamata b42 o bibbia a 42 linee, viene considerata il primo
libro stampato in Europa con la tecnica dei caratteri mobili. Si
ipotizza che vennero stampate 180 copie della bibbia di Gutenberg e la lavorazione durò 3
anni -si ipotizzano 232.000 passaggi sotto la pressa-. La qualità della stampa era altissima e l’opera all’epoca ha
avuto un successo enorme. Oggi il valore di un esemplare completo si
aggira attorno ai 10 milioni di dollari.

Gutenberg non ha lasciato alcuno
scritto dove spiega i dettagli della sua arte. Conosciamo la forma e
la grandezza dei caratteri mobili grazie a degli errori di stampa dai
quali possiamo desumere come lavorasse e con quale attrezzatura.

Nel 1461 le sue pubblicazioni
scompaiono; probabilmente a causa dell’età avanzata si dedica solo
all’insegnamento. Non sappiamo nulla di come abbia trascorso gli
ultimi anni della sua vita.

Li ha passati in miseria o è riuscito
a godersi la gloria della sua invenzione?

Molto probabile non se la passò particolarmente bene.

Le ultime notizie certe che abbiamo di lui ci dicono che visse in un ostello per poveri e il vescovo di Magonza gli assegna una piccola pensione. Nel 1468 muore, il cimitero dove fu sepolto oggi non
esiste più perché andato distrutto secoli fa a causa della costruzione di una chiesa.

Era questo l’aspetto di Gutenberg?

Un uomo intelligente, un inventore
preparato, un buon amministratore sfortunato e soprattutto un
personaggio storico di cui non sappiamo quasi nulla ma che ha cambiato
il mondo. Da solo ha inventato un intero processo
industriale.

Di lui ha scritto un romanzo Blake
Morrison.

Poeta, giornalista oltre che scrittore
Morrison nasce nel 1950 in Inghilterra e per la Longanesi pubblica La
confessione di Gutenberg nel 2000.

L’opera scritta sotto forma di
memoriale ripercorre le tappe più importanti della vita
dell’inventore raccontate da lui in prima persona. Un’opera in
generale scorrevole e interessante soprattutto nei passaggi più
tecnici dove viene mostrato l’impegno e la dedizione di Gutenberg per
la sua arte. L’inventore che emerge dall’opera è una figura
complessa e contraddittoria ma proprio per questo molto reale. A mio
parere punto debole è il finto linguaggio arcaico ispirato all’epoca
che appesantisce alcuni passaggi e abbassa l’attenzione del lettore. Il romanzo sarebbe risultato
ugualmente credibile anche senza l’uso di quell’espediente, anzi
probabilmente ne avrebbe guadagnato in scorrevolezza.  

Con le parole che Blake Morrison fa dire a Gutenberg concludiamo il post di oggi.

“Ho capelli sulla testa che si
diradano, ma niente barba. Ho la pelle bianca come pergamena ma meno
dura. Ho superato la sessantina, uno dei pochi da queste parti, a
essere vissuto tanto a lungo. Ho la vista debole e sto peggiorando.
Non ho paura della morte. Ciò di cui ho paura è che la morte
cancelli quello che ho fatto.”

Alice Tonini