Scopri i Segreti del Mio Blog Rinnovato

Il 1 settembre 2018 ho pubblicato il primo articolo di questo blog. Ed è ancora li per dare il benvenuto ai visitatori.

Oggi caro lettore dell’ignoto posso darti il bentornato. Dopo una pausa di riflessione di qualche settimana il sito riprende vita con una nuova veste, con nuovi articoli e contenuti che di sicuro ti faranno piacere. Alcuni vecchissimi articoli puramente informativi verranno rimossi, altri aggiornati e le possibilità date dal cambio di piattaforma stanno alimentando nuove interessanti idee.

Il mio obiettivo è sempre lo stesso: creare un angolo dove possiamo condividere la nostra passione per i libri e per il mistero senza essere giudicati.

Vi chiedo scusa in anticipo se doveste trovare qualche link che non funziona o qualche pagina che non ho ancora sistemato. Il mio invito, come sempre, è quello di farmi immediatamente sapere, qui o con i dm di Instagram, quello che non funziona per darmi la possibilità di aggiustare il tutto il prima possibile. Gestire un sito da sola non è semplice, in più devo imparare a gestire una nuova piattaforma quindi mi ci vorrà del tempo.

In questo momento la newsletter è in pausa per darmi il tempo di capire come gestirla nella nuova piattaforma e presto potremmo avere in uscita il terzo dei miei romanzi…ma questo è un’altra storia.

Ringrazio chi mi ha sempre supportato fino a oggi e chi si è già abbonato per seguire tutti i contenuti (in futuro ne usciranno di riservati solo per loro). Ricambierò non appena capisco come funziona…

Nel frattempo auguro a tutti voi lettori dell’ignoto una buona lettura e ci vediamo prestissimo.👋🥰

Alice Tonini

3 risposte a “Scopri i Segreti del Mio Blog Rinnovato”

  1. Avatar wwayne

    A proposito di libri, questo è senza dubbio uno dei più belli che abbia letto negli ultimi anni: https://wwayne.wordpress.com/2023/10/07/scopriro-la-verita-2/. L’hai letto anche tu?

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    1. Avatar Alice Tonini

      Holly mi manca. Al prossimo mercato dell’ usato vedrò di cercare una copia. Grazie 👍

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      1. Avatar wwayne

        Colgo l’occasione per dirti che mi sono appena iscritto al tuo blog. Grazie a te per la risposta! 🙂

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Opere letterarie classiche imponenti da leggere in lingua originale e tradotti nella migliore versione disponibile: scopriamone insieme 10

Benvenuto lettore dell’ignoto, finalmente è in arrivo l’autunno, i mesi freddi, la nebbia il fuoco nel camino e una bella copertina di lana da stendere sulle gambe mentre leggi un libro. Tutto questo ci era mancato.

 

 

 
Credo che sia proprio venuto il momento di riprendere in mano quel grande classico, che da una vita ti ripeti che devi leggere ma poi finisce sempre che tra una scusa e l’altra rimane nella polvere, e puoi finalmente iniziare a sfogliarlo. 
 
Ti faccio qui la proposta di 10 opere classiche monumentali che hanno attraversato il tempo e lo spazio per arrivare fino a noi. Provengono dall’antichità classica, un paio dall’antica Grecia e due da Roma; un paio dall’Inghilterra, una in Anglo-sassone e l’altra dall’età di mezzo, un paio sono state scritte in lingua romanza, una in italiano e una in spagnolo, una è tedesca e una è giapponese.
Come vedi le proposte le ho pescate da diverse tradizioni letterarie, tutte importanti alla stessa maniera e ugualmente meritevoli di essere lette. 
 
1. Imbarchiamoci con Ulisse e partiamo per un viaggio: ti porta a conoscere la più antica tra proposte che ti ho fatto. L’Odissea di Omero, il poema epico famoso in tutto il mondo ti porta a spasso con Ulisse e la sua ciurma. Fu composto nell’ottavo o settimo secolo a.C. e ti consiglio di cercare una versione recente.
 
2. Amore e morte con Edipo re: è ambientato un paio di secoli più tardi rispetto all’Odissea, Edipo re posso paragonarlo a un moderno poliziesco dove si intrecciano coraggio, amore, morte e dolore. Sofocle, profondo conoscitore delle tragedie che abitano l’animo umano, ti racconta una storia spietata ma profonda nel suo significato.
 
3. Partiamo in viaggio con Enea: la storia di un uomo che sacrifica la sua felicità personale per Roma. Enea fuggito dalla guerra di Troia viene incaricato dagli dei di svolgere una missione di vitale importanza.
 
4. La metamorfosi dell’amore di Ovidio: l’amore mutevole e ingannatore, l’amore scandaloso e mortale o quello della mezza età che ha accompagnato la coppia per tutta la vita. Questo ti raccontano i racconti di Ovidio composti durante gli anni del suo esilio e ancora oggi le sue storie mi commuovono. 
 
Poi ti propongo lavori che nascono con e in inglese e li consiglio in veste più moderna. 
 
5. Facciamo un viaggio per scoprire le avventure di Beowulf: un’avventura risalente all’undicesimo secolo, misteriosa e coinvolgente, in compagnia di un antico eroe guerriero senza tempo coraggioso e fiero: Beowulf.
 
6. Continuiamo il nostro viaggio verso Canterbury: direttamente ispirato ai racconti del Decameron di Boccaccio, I racconti di Canterbury non è mai stato completato dal suo autore. Ci restano comunque una serie di racconti divertenti e irrispettosi che mantengono il loro spirito nonostante i secoli.
 
I prossimi sono diversi tra loro ma affascinanti, non è stata una selezione semplice ma ho ritenuto che questi fossero i più rappresentativi.
 
7. In Giappone incontra la signora Murasaki: un classico della letteratura giapponese e una storia d’amore tragica e senza tempo. Non puoi non trovare affascinante la storia di Genji e l’ambientazione esotica.
 
8. Cavalchiamo con Don Chisciotte: dirigiti con Cervantes nelle regioni della follia su Roncinante, accompagnato da Sancho Panza. Inseguendo Don Chisciotte Immergiti in una delle prime opere di denuncia sociale, forse la più venduta di tutto il mondo.
 
9. All’inferno con Dante: l’Inferno è un opera opera che tutti conosciamo e che tutti diamo per scontata. E invece io te la propongo come lettura per passare il tempo perché fa parte della nostra cultura, perché è fantasy e perché si. 😛
 
10. La metamorfosi kafkiana: il più moderno tra i classici che ti propongo La metamorfosi è anche il più disturbante con Gregor Samsa che si risveglia trasformato in uno scarafaggio gigante.
 
Se Borges ha ragione e il paradiso è una grande libreria, forse alcuni eletti un giorno saranno in grado di leggere questi lavori in lingua originale, senza dover prima memorizzare tutti i verbi irregolari. Fino a quel giorno dovrai servirti delle traduzioni per chi come me e te è ancora intrappolato nello studio disperato delle lingue straniere e antiche.
 
Nel frattempo puoi porti come obiettivo di ricominciare, e magari stavolta finire, un altro libro classico che poi inserirò in questa lista. Magari Dalla parte di Swann di Marcel Proust, che ne dici?
 
E anche per oggi è tutto. Caro lettore dell’ignoto ti auguro una buona lettura e alla prossima.😚
 
Alice Tonini 

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Scopriamo insieme la psicologia dell'horror.

 Oggi un po’ di psicologia del macabro con un articolo che parla di romanzi e film horror e del loro successo tra il pubblico.

Che cosa ci attrae dell’horror? Perché ci piace essere spaventati da un film o da un romanzo?

Come scrittori e lettori del genere è una domanda che ci siamo fatti tutti e la risposta necessita di una riflessione sulle teorie della natura delle opere horror.

Dagli accademici l’horror è definito come “paura di alcune minacce di natura esistenziale e disgusto sulle potenziali conseguenze”. Ma per tutti noi è la paura dell’ignoto.

E’ facile richiamare alla mente dozzine di film che crescono l’aspettativa del disgusto e della paura: L’enigmista (dal 2004 al 2010), Hostel (2005), Il centipede umano (2009) solo per nominarne alcuni. Questi film contengono scene grafiche di violenza, sofferenza fisica e scene alla Grand Guignol (per chi non lo sapesse era un teatro parigino specializzato in spettacoli truculenti e violenti).

Le prime scene cinematografiche del genere le abbiamo con Herschel Gordon Lewis nel 1963 con Blood Feast, dove, in modo simile a Frankenstein, uno scienziato deve raccogliere parti di cadaveri per riportare in vita una antica divinità egizia. Il film contiene scene di tortura, smembramenti, decapitazione e cannibalismo ed è considerato il primo splatter della storia. Ovviamente la censura ci andò pesante e la critica non si risparmiò. 

Perché Carrie piace? In fondo chi non la invierebbe al ballo…

Lo stesso destino lo ebbero altri film come Hostel, definito dai critici un “porno di torture” (il genere è chiamato in inglese Gorno), La casa dei mille corpi (2003) o L’enigmista hanno subito medesime critiche. Questi film sono accusati di mostrare scene estreme, sequenze di tortura, decapitazioni e mutilazioni. Ma il franchise dell’enigmista ha all’attivo più di 100 milioni di dollari di fatturato, Hostel 80 milioni di dollari di attivo. Molta dell’attrattiva moderna di questi film è aggiunta dallo sviluppo di nuove tecniche, effetti speciali e dall’alto valore produttivo della serie a cui aggiungiamo quell’effetto splatter che tanto piace al pubblico. Ma non c’è solo quello.

Vale la pena considerare l’influenza della censura sullo scrittore e sul suo lavoro. Creare una storia che è così estrema da attrarre quel tipo di critiche e censura di cui abbiamo parlato può essere buona pubblicità, ma se è fatto solo per aggiungere sesso gratuito, violenza e cattivo gusto non è horror ma sensazionalismo, e quello è un’ altra cosa. Nel mio sito l’estremo fine a sé stesso non ci interessa, a noi interessano i prodotti di qualità.

Dovrebbe essere la censura a selezionare i prodotti per distinguere quello che è più adatto al pubblico e indirizzare quelli più forti a chi ha più di diciotto anni, ma non sempre ha fatto bene il suo lavoro.

Piace perché? Noi che apprezziamo le buone compagnie…

L’esorcista (1974) fu considerato così scioccante che molti spettatori vennero presi dalla nausea, dalle convulsioni, attacchi di panico e di rabbia: uno spettatore di San Francisco si lanciò contro lo schermo con l’obiettivo di uccidere il demone. Ovviamente ci fu l’intervento di una ambulanza.

L’ultima casa sulla sinistra (1972) fu il debutto del regista Craven. La storia delle due teenagers rapite e violentate da degli evasi venne giudicato troppo realistico e il film venne censurato in molti paesi inclusa la Gran Bretagna, per 17 anni, fino al 2008.

Il centipede umano ha subito trentadue tagli e ancora oggi è uno dei film più censurati. (Ok ci avevo dato un’occhiata qualche anno fa ed era davvero tosto, considerate che non ho avuto problemi con Terrifier).

Le risposte alle domande che ci siamo posti all’inizio dipendono in gran parte da voi, da quello che cercate in un film o in un romanzo.

Stephen King ha dichiarato che secondo lui l’horror è un barometro sociale indicativo delle problematiche che agitano la società umana in un dato periodo di tempo, suggerisce anche che per uno scrittore è utile studiarsi i vecchi film per avvicinarsi ai problemi.

Carrie (1976) può essere un esempio. Negli anni ’70 la paura del femminismo era un problema reale e negli stati uniti era in corso una seconda ondata di proteste. Il film inizia con la visione quasi pornografica di un gruppo di adolescenti sotto le docce della scuola. L’orrore inizia con Carrie che entra nella maturità sessuale e apprende di avere poteri demoniaci. La paura sociale verso le giovani donne che imparano a esprimersi e come sfruttare il loro intelletto e la loro emotività negli anni ’70 era considerato un argomento tabù.

Più di recente abbiamo The Mist (2007) che racconta la paura di una invasione aliena e investiga sulle capacità della scienza di sviluppare nuove armi. Riporta ai vecchi film di mostri anni ’50 e alla paura dello straniero, dell’entità invisibile che può calare su di noi da un momento all’altro. Il film o il racconto di King ci invitano a concentrarci su quanto accade in un piccolo supermercato dove un particolare personaggio con credenze religiose “fondamentaliste” prende il controllo di un piccolo gruppo di persone e le spinge a comportarsi nel peggiore dei modi. Ancora oggi la società statunitense è percorsa da ondate di fondamentalismo cristiano che hanno avuto conseguenze anche dal punto di vista legislativo, vedi l’abolizione del diritto all’aborto.

La catarsi, l’immedesimazione del pubblico nel film e nel romanzo permette l’immersione in emozioni negative in un ambiente sicuro. Entro i confini di un cinema, o della propria casa ci si sente più sereni quando il libro finisce o il film giunge all’ultima scena. Ricerche hanno dimostrato che l’horror è una valvola di sfogo sicura e non una incitazione ad una aggressione giustificata. La teoria è conosciuta come “transfer dell’eccitazione” secondo la quale per il pubblico è una esperienza con effetti estremamente positivi arrivare alla risoluzione finale di un’opera. C’è un grande rischio nel lasciare il finale in sospeso, per farlo dovete essere scrittori di grande esperienza.

Jung e Freud ci hanno lasciato teorie su catarsi e dramma. Per Freud l’horror è la manifestazione di pensieri e sentimenti ricorrenti che sono stati repressi dall’ego ma che sono familiari per l’individuo. Per Jung l’horror è connesso ed ha una relazione stretta con importanti archetipi, in particolare con quello delle ombre come ad esempio la madre ombra. Ci son film come Mum & Dad (2008) che sovvertono i ruoli genitoriali tradizionali in una parodia inversa che trasforma le relazioni genitoriali in un incubo. L’archetipo delle ombre lo troviamo in Shining (1980) dove il protagonista diventa un padre ombra.

Perché questi film funzionino il pubblico deve sospendere le proprie credenze. Questa sospensione ha le proprie radici nelle forze sovrannaturali e nella abnormalità dello splatter. Per tutta la durata del film e del romanzo dobbiamo credere che queste cose siano possibili. Persino film come Lo squalo (1975) per funzionare ha bisogno che crediamo in uno squalo grande come un camion si mangi la gente in spiaggia.

Anche per oggi è tutto, come al solito vi do appuntamento alla prossima. Vi invito, se non l’avete ancora fatto, ad iscrivervi alla newsletter (come al solito se non ricevete subito la mail cercate nella spam).

Buona lettura e buona visione a tutti.

Alice Tonini

Cerchiamo insieme idee e spunti per la vostra scrittura

Oggi torna la rubrica Inchiostro per stampante e ci occupiamo ancora una volta di scrittura.

Il principio su cui si deve basare qualsiasi romanzo che non voglia essere scartato dai lettori ed etichettato come spazzatura è quello del realismo. Questo non vuol dire che bisogna per forza scrivere solo libri ambientati nella realtà di tutti i giorni, demoni nani e alieni sono e saranno sempre protagonisti delle nostre storie preferite. 

Vuol dire semplicemente che quando raccontiamo una storia questa si deve basare su un ambientazione il più possibile realistica. Se decidiamo di basare la nostra ambientazione in un universo alternativo basato su delle leggi della fisica diverse da quelle terrestri dobbiamo assicurarci di aver progettato tutto affinché ogni elemento risuoni il più realistico possibile. 

Sia chiaro che lo stesso principio si applica ad ogni genere, rosa compreso. Possiamo ambientare una splendida storia d’amore tra un vampiro e uno zombie in un college negli Stati Uniti contemporanei, l’unica accortezza che dobbiamo avere è quella di informarci su come funzionano nella realtà i college americani onde non inserire castronerie assurde (e ce ne sono a decine credetemi…).

L’unico modo per ovviare il problema è quello di informarsi, documentarsi e fare ricerca.

Come abbiamo già visto nei precedenti articoli a tema scrittura non dovete essere scienziati per poter avere buone idee da sviluppare in un libro ma dovete essere curiosi.

Troppa ricerca?

Bisogna armarsi di pazienza e tanta intraprendenza. Ci troviamo in un epoca fortunata, abbiamo tutte le informazioni che ci servono a portata di mano o di click, allo stesso tempo siamo sfortunati perché dobbiamo fare una impegnativa opera di selezione.

Le conoscenze e l’ispirazione necessaria possono facilmente essere acquisite dalle opere fantascientifiche già sul mercato e dalle riviste e pubblicazioni del settore che vi interessa approfondire. Immergetevi nelle idee degli altri e interrogatevi con il famoso “what if” letterario e troverete decine di spunti utili per iniziare a muovere i primi passi nella progettazione della vostra opera.

E’ importante leggere molto del genere che vi interessa così che possiate discriminare tra le idee già molto sfruttate e quelle che invece sono ancora utilizzabili per costruire storie interessanti. Anche capire come una idea è stata rielaborata in una ambientazione e in che modo è stata sviluppata all’interno delle dinamiche del mondo reale o immaginato può esservi immensamente di aiuto per il lavoro preliminare.

Quando non si trova l’informazione.

 Se per la vostra ricerca preferite utilizzare le fonti in formato cartaceo le biblioteche e le librerie, così come i mercatini dell’usato sono i luoghi ideali da dove iniziare.

Estremamente utili sono anche gli articoli dei giornali. Ad esempio se vi interessa scrivere un thriller o un romanzo rosa, sui quotidiani e nelle riviste patinate potete trovare decine di spunti. Dalla cronaca nera alle love story da gossip, c’è sempre qualcosa di interessante.

Se siete patiti dell’informatica o semplicemente preferite utilizzare la tecnologia per cercare le informazioni che vi servono le fonti sono centinaia. C’è la possibilità di utilizzate tablet, kindle e telefoni per leggere libri e giornali on line, ci sono decine di siti e di archivi storici che mettono a disposizione fonti gratuite come Archive.org. Potete vedere anche filmati e documentari, seguire dibattiti e interviste sugli argomenti che vi appassionano.

La scelta è personale, alcuni scrittori con cui ho parlato preferiscono utilizzare principalmente fonti cartacee, altri si muovono solo in digitale e poi c’è chi come me adotta un approccio misto. Cioè ci piacerebbe avere i cartacei ma visto che i metri quadri di casa sono limitati è da preferire la versione digitale.

A Edward le vostre storie d’amore hanno stancato…

Comunque appurato che possiamo utilizzare entrambe le modalità quello che vi raccomando io è mantenetevi sul pezzo. Aggiornatevi costantemente. Per fare ciò sono fondamentali le riviste di divulgazione storica, scientifica e geografica.

In italia abbiamo Focus, National Geographic Magazine e Tuttoscienze solo per citarvene alcune. Per la divulgazione storica possiamo rivolgerci ad istituzioni come il Giornale di storia o Didattica della storia e poi fino a poco tempo fa si potevano trovare anche riviste sul paranormale (oggi io le ho trovate solo in inglese, in italiano non si pubblicano più) come Fortean Times, Skeptical Inquirer e Nexus.

Questi sono solo alcuni esempi da cui trarre spunto per iniziare. Lasciatevi guidare dai vostri interessi e dalle vostre passioni. Se a volte vi dovesse capitare di trovare queste letture pesanti o impegnative ricordate che leggere ogni giorno sarà una inesauribile fonte di ispirazione e con il tempo stratificherà in voi la conoscenza necessaria a progettare storie sempre più avvincenti.

Lui per cercare casa ha usato il telefono e voi?

Ho già parlato in un articolo precedente dell’importanza di annotare le vostre idee. Tenete sempre a portata di mano un notebook o assicuratevi di prendere nota subito delle intuizioni che vi vengono per non dimenticarle. Sottolineate, prendete appunti e segnalate le connessioni.

Fare una ricerca approfondita prima di iniziare a progettare vi permetterà di non commettere errori grossolani nelle scene. Ricordatevi sempre che se un lettore arriverà a notare un vostro errore nei contenuti perderete la sua stima e difficilmente tornerà a leggere una vostra opera.

Fatemi sapere se conoscete riviste, giornali o siti specializzati che possono venire utili per fare ricerche.

Buona lettura e alla prossima.

ps. Non dimenticatevi di iscrivervi alla Newsletter per ricevere anticipazioni e contenuti esclusivi. Se siete già iscritti e notate che non vi arrivano mail vi chiedo di controllare nella cartella Spam. Grazie mille!!

Dalla sabbia di Arrakis all'elio3 sulla luna: esploriamo le miniere della fantascienza

 Ecco che ritorna la rubrica dello sci-fy Inchiostro verde fluorescente per occuparsi di temi della fantascienza. Stavolta strapazziamo qualche autore che ha deciso di inserire nella sua opera la mineralogia e il lavoro nelle miniere a volte in modo credibile altre molto meno e vediamo come saperne di più divertendoci per valutare la qualità di quello che stiamo leggendo. Perché c’è romanzo e romanzo e noi vogliamo leggere storie sensate.

Quest’anno mi è capitato tra le mani il libro La quinta stagione di N.K Jemisin che tratta di fantascienza-fantasy e ipotizza che in un futuro lontano l’umanità svilupperà la capacità di controllare “la terra” e che andremo verso l’apocalisse, per farvela breve. Il tema trattato nel libro è un mix mineralogico tra gemmologia, geologia, vulcanologia e roba totalmente inventata. Le conoscenze mineralogiche che l’autrice ci mostra non sono nemmeno medie da film. Da semplice appassionata di mineralogia posso sostenere di saperne molto più di lei. Alcuni mi risponderanno che l’autrice voleva parlare di problemi sociali e non di mineralogia, e io rispondo che allora avrebbe fatto bene ad evitare di dare così tanta rilevanza a un tema di cui non aveva conoscenze o forse le aveva ma non ha saputo creare un mondo coerente per la sua storia. E allora mi si risponderà che non si tratta proprio di sci-fy ma è più un fantasy, e io rispondo che non conta il genere ma noi vogliamo leggere opere credibili e il fantasy non fa eccezione. Anche La figlia del drago di ferro parla di minerali e di sostanze alchemiche ed è credibile. Vediamo anche i prossimi esempi. 

Una fotografia fatta da me all’interno del museo della miniera di Pezzase (BS).

Trattiamo di un’opera di cui ho già parlato nel sito: Luna Nuova di Ian McDonald che crea un intero impero economico basato sull’estrazione mineraria sulla luna. Un ambientazione credibile, basata su conoscenze di economia e mineralogia. Un futuro probabilistico ma molto realistico, la storia e i personaggi possono piacervi o meno ma il mondo è costruito con particolare attenzione proprio a partire dall’estrazione mineraria dell’elio3 sulla luna che arricchisce un gruppo ristretto di persone, che non ha intenzione di lasciare ad altri la propria fetta. Vengono mostrati i macchinari utilizzati per l’estrazione, vengono mostrate le problematiche tecniche legate al lavoro in un ambiente con una gravità diversa da quella terrestre e la divisione del lavoro tra tecnici specialisti e miseri operai. L’autore ha ipotizzato un mondo di cui affronta anche i possibili problemi sociali legati ad un modello economico totalmente liberista dove si paga anche l’aria da respirare e chi non ha i soldi può morire intossicato dalla propria anidride carbonica e beve la propria urina riciclata nelle tute spaziali. Potrebbe succedere? Sappiamo benissimo che c’è gente che non aspetta altro che farci fare quella fine. E ora il prossimo.

Altro libro che parla delle conseguenze a lungo termine dell’estrazione mineraria intensiva ed esclusiva, anche se in questo caso non è un vero e proprio minerale ma una droga è Dune di Frank Herbert. Anche qui ci sarebbe moltissimo da dire ma quello che interessa in questo momento è che il sistema economico di un impero è totalmente basato sull’estrazione e sul commercio universale di Melange, ed è realistico. Vengono utilizzate macchine per estrarre la droga dal deserto e risentono delle condizioni ambientali, i lavoratori sono sfruttati e sottopagati. Certo, il Melange non esiste e neppure le BeneGesserit che praticano la selezione genetica ma nulla vieta in futuro che qualcosa del genere non venga scoperto in un qualche lontano pianeta. Molta rilevanza viene data ai problemi sociali del popolo di Arrakis costretto a nascondersi nel deserto fino al momento della ribellione, guidata dal protagonista. 

A questo punto il mio invito a voi come lettori appassionati del genere o scrittori è quello di fare sempre attenzione ai dettagli che trovate nelle storie. Ci vuole poco per capire se il libro che stiamo leggendo è credibile oppure se è i contenuti non stanno in piedi e sono frutto di una fantasia non ragionata.

Se non sapete niente di minerali e miniere basta leggervi dei buoni articoli  o un buon libro a tema per trovare qualche dettaglio utile, ma di questo parleremo nel prossimo articolo sulla scrittura. Se siete appassionati di viaggi, senza andare nel deserto o sulla luna c’è la possibilità di farvi una gita fuori porta di una mezza giornata e visitare una miniera. Si chiama turismo minerario ed è presente in tutta Italia. Io ovviamente per comodità faccio riferimento alla Lombardia anche perché quelle che ho visitato si trovano in questa regione.

L’interno della galleria principale dove non si vede nulla e la luce moderna basta appena.

In Lombardia ci sono diversi siti minerari dismessi che sono stati resi visitabili a fini conoscitivi e turistici. Ci sono percorsi all’interno delle miniere e musei da visitare che permettono di valorizzare il territorio con tutte le sue risorse e salvaguardare un patrimonio e una memoria storica che appartengono a tutti noi. Ad oggi si contano in tutta la regione otto siti aperti.

Io personalmente posso consigliarvi la visita ai siti che si trovano lungo la Via del ferro e delle miniere della Valtrompia. Fate un salto a Pezzase a vedere la miniera Marzioli e a Collio per visitare la miniera di S.Aloisio Tassara, entrambe in provincia di Brescia visitabili a pagamento. 

Le gallerie sono anguste e qui la temperatura è di 10° circa tutto l’anno

Vi parlo di questo per farvi vedere quanto poco ci voglia per raccogliere informazioni e curiosità e può anche essere divertente, mentre gli autori pigri a cui piace stare sul divano a fantasticare sono molto meno divertenti.

La miniera Marzioli di Pezzase fu aperta nel 1886 per estrarre siderite, barite ma anche fluorite, venne chiusa nel 1978 a causa della scarsa produttività e di una frana nella galleria principale. Visitare uno di questi luoghi fa entrare in un mondo diverso, sotterraneo, buio e segreto dove possiamo trovare la vita e gli oggetti di uso quotidiano di chi ci ha trascorso tutta la vita ed è poi stato dimenticato dalla storia ufficiale ma ha ancora tanto da raccontare.

Un giro in questi posti oltre che essere divertente vi darà una idea di come funzionava il sistema legato all’estrazione dei mineraria, gli attrezzi che usavano e com’era la vita dei minatori: uomini “minadur” che lavoravano nelle gallerie strette e umide al buio, ragazzi e bambini “galecc” che a partire dagli 11 anni si dovevano guadagnare da vivere e donne “taissine” che selezionavano a mano il minerale estratto e separavano quello buono dallo scarto, ma poi dovevano occuparsi anche dei lavori domestici e agricoli. 

Per privacy ho coperto il volto della guida per mostrarvi l’abbigliamento moderno di chi lavora in questi luoghi. 

Tutti i lavoratori abitavano nei paesi dei dintorni ed erano particolarmente esposti a disturbi e malattie legati al lavoro che facevano. Nei primi anni di vita della miniera di Pezzase i metodi di gestione del lavoro erano manuali rendendo il tutto pericoloso ed estremamente faticoso, solo negli anni precedenti la chiusura si sono adottate macchine che hanno semplificato l’estrazione, maschere per non respirare polveri, caschi per proteggere la testa e tappi per le orecchie. Nei primi tempi il casco era un cappello imbottito dal lavoratore con stracci e niente filtrava l’aria che veniva respirata nelle gallerie o proteggeva dai rumori.

Ogni oggetto, ogni capo di vestiario e ogni attrezzo aveva un nome specifico in dialetto bresciano locale. Mi scuso se non ho scritto le parole nel modo corretto ma non ho idea di come si scrivano gli accenti in dialetto.

Qui potete vedere il canale che attraversa tutta la miniera, nei livelli più alti l’acqua era pulita e la usavano per bere mentre dove l’acqua non era potabile la usavano per fare i bisogni.

Le squadre di uomini, consapevoli dei rischi che correvano, si inerpicavano tra i vari livelli che costituivano il sistema delle gallerie estrattive con scale traballanti e la sicurezza sul lavoro era l’ultimo dei problemi visto che venivano pagati in base a quanto materiale buono riuscivano ad estrarre. I pericoli principali riguardavano la caduta nel fornello (un camino dove veniva rovesciato il materiale raccolto in livelli superiori per conservarlo nei carrelli fino al momento di portarlo fuori), il crollo delle volte, gli allagamenti, le esplosioni (per creare nuove gallerie) e l’investimento da parte dei vagoni che trasportavano il minerale.

Il rumore assordante dei martelli ad aria compressa usati per scavare nuove gallerie rendeva impossibile parlarsi e con il tempo danneggiava l’udito. L’illuminazione con le lampade ad acetilene o “centelena” era scarsa. Gli ambienti erano bui, stretti, umidi e saturi di polveri per questo gli uomini si ammalavano di silicosi che rendeva i polmoni rigidi e incapaci di funzionare. 

Questi erano gli attrezzi da lavoro, non venivano forniti dal padrone ma ogni lavoratore aveva la sua cassetta personale.

Certo stiamo parlando di un secolo fa ma non dobbiamo dimenticare che in molte parti del mondo, come africa o asia, le condizioni di lavoro non hanno fatto grandi passi avanti. 

Se volete visitare le miniere date un’occhiata al sito internet (non vi riporto il link perché i siti sono più d’uno e cambiano) dove potrete vedere i periodi di apertura e gli orari e prenotare la vostra visita.

Campioni di roccia estratta dalle miniere ed esposti al museo.

Per potervi raccontare queste poche curiosità mi è bastata la gita fuori porta di una mattina. Se uno scrittore è interessato a inserire in un romanzo una ambientazione ispirata alle miniere e alla mineralogia ma non si informa, non visita questi luoghi, è pigro. E il risultato sarà che noi lettori avremo tra le mani un’ opera mediocre. Vi sembra forse che io abbia nominato ampie grotte sotterranee illuminate a giorno da geodi e  gemme alte metri e metri su cui si reggono interi continenti? Filoni di minerale lunghi chilometri e chilometri che collegano intere nazioni? Ok basta, non ce la posso fare.

Il mio invito quindi, che voi siate autori o lettori è quello di non essere pigri e pretendere che le opere che avete tra le mani siano credibili.

Buona lettura e alla prossima!