Natale prima del Natale: tra cene con i defunti e falò sacri

Ed eccoci lettori e lettrici agli auguri di Natale che vi faccio tutti gli anni, e come sempre vi lascio qualche curiosità per farvi un po’ di compagnia.

Quest’anno inauguriamo una nuova rubrica che riguarda i misteri legati ai viaggi e ai libri che ce ne parlano e qui vi do un piccolo assaggio.

Il Natale oggi si feteggia in ogni parte del mondo. Forse gli elfi e le renne volanti hanno origini cristiane ma molti degli elementi che fanno ormai parte delle nostre tradizioni natalizie vengono da molto più lontano, persino la data stessa del Natale.
A metà del periodo invernale molti popoli del passato avevano una loro festa: diamo un’occhiata ad alcune di queste antiche tradizioni che ancora oggi sono in uso.
Intanto è bene sapere che la data del 25 dicembre non è sempre coincisa con il Natale. Quando il calendario Giuliano è stato soppiantato da quello Gregoriano il vecchio 25 dicembre è diventato il 7 gennaio, data che oggi coincide con il Natale ortodosso.
Nella tradizione slava al Natale ci si riferisce con la parola Korocin (non chiedetemi di scrivervela in slavo perchè fino a li non ci arrivo) dal significato di “camminare in avanti” o “fare passi avanti” in riferimento alla fine dell’anno e al solstizio solare. La prima volta che viene fatto riferimento a questo termine è nelle cronache di Novgorov, una delle prime fonti di slavo scritto. Nello stesso scritto si fa riferimento alla fondazione della chiesa di San Nicolas nel 1113 d.C. il santo che noi identifichiamo con Babbo Natale o Santa Claus. Ma la lingua slava ha il proprio babbo natale tradizionale simile per certi versi alla figura di quello che conosciamo noi, chiamato Atmoros o Nonno Ghiaccio.
In questo periodo l’usanza vuole che ci si travesta con dei costumi colorati andando di porta in porta cantando e scherzando per simboleggiare il ritorno degli spiriti degli antichi defunti che dovevano portare via i demoni cattivi e riportare la pace e la salute. In Ukraina questi canti prendono il nome di kolyadky e sono molto amati, si dice che questa tradizione risalga al paganesimo, quando si venerava il dio sole chiamato appunto Kolyada. Le maschere rappresentano gli animali e il costume che non manca mai è quello della capra.
 
In Bulgaria vengono fatti dei falò, simili a quelli che anche da noi si fanno nelle campagne la sera del 6 gennaio, che hanno come scopo quello di portare fortuna e buoni auspici per l’anno nuovo. Il falò viene chiamato abudnik e il rituale prevede di bruciare un ciocco di legno di quercia la notte di Natale per portare ricchezza; le ceneri sono messe da parte fino a primavera e poi distribuite sui campi. 
I falò tradizionali del Korocin, nei territori russi, venivano fatti nei cimiteri con piccoli fuochi o candele per ricordare i familiari che non ci sono più (una sorta di Halloween per Natale). Se ci pensate una idea simile è alla baste dell’opera di Dickens Canto di Natale dove il nostro Scrooge si ritrova a conversare con i fantasmi del Natale presente, passato e futuro.
Il falò di Strona, in Italia sono molte le regioni con tradizioni simili. 
Una tradizione natalizia dei paesi slavi ancora diffusa è quella di condividere un pasto con gli spiriti dei defunti e di accendere in casa delle candele in loro onore. La tradizione vuole che il pasto sia composto da dodici piatti di origine vegetariana che possono essere lasciati a tavola, in cucina o portati all’aperto, dipende dal paese o dalla regione. 
Ci sono usanze anche per quanto riguarda la pulizia e la purificazione del corpo: durante il natale la sauna viene fatta con rami e foglie di piante che si ritiene abbiano particolari capacità curative per il corpo e per lo spirito. In Finlandia esiste la sauna di Natale da fare il 24 dicembre con tutta la famiglia per prepararsi ai festeggiamenti.
In Lituania il Natale prende il nome di Kucios e una delle tradizioni prevede un intera tavolata apparecchiata con una tovaglia bianca e fieno, e con pietanze lasciate tutta la notte per gli spiriti dei defunti che escono per mangiare quando la famiglia se ne va a dormire. Viene scelto un ceppo e trascinato fino a casa con danze e canti, vengono indossate delle maschere che accompagnate da Nonno gelo passeranno di casa in casa a portare fortuna e salute. Nonno gelo poi porterà doni ai bambini, ma solo a quelli che sono stati bravi e che si sono esibiti per lui in una canzone, con una poesia o una danza.

In alcuni paesi slavi c’è una tradizione che prende il nome di festa di Adamo ed Eva o pasto di Adamo ed Eva. Esso oggi simboleggia la caduta dell’umanità davanti a Dio; una mela viene tagliata e servita dalla moglie al marito. Questa tradizione natalizia in realtà risale al paganesimo e non al cristianesimo, per i pagani la mela simboleggia la ricchezza e la fertilità e vuole essere di buon auspicio per l’anno venturo.
Dalla notte della Vigilia, fino all’Epifania è il momento ideale di predire il futuro. Nei paesi slavi che sia nei fondi di caffè o con la cera in questo momento la tradizione vuole che le forze del male siano deboli e la verità sarà rivelata alle giovani ragazze in cerca di un marito. 
Con questa ultima curiosità dal mondo vi saluto, come al solito vi auguro buona lettura e buon Natale.
Alice Tonini 

La fantascienza e il romanticismo del 1800: tra Shelley, Verne e Wells.

Oggi torniamo a parlare di letteratura fantascientifica e ci imbarchiamo in un viaggio nel tempo che ci porterà nel 1800 dove il genere inizia a costruirsi una propria identità specifica e un proprio pubblico che l’apprezza per la sua visione futuristica e romantica dell’uomo.

Il primo diciannovesimo secolo vede la convivenza
della fantascienza e lo sviluppo in europa e all’estero del principio della libertà personale,
condizione perfetta per l’apparizione di una novella che fu un avviso all’umanità contro l’abuso di entrambi. Frankenstein o il moderno prometeo, che studiosi e scrittori sostengono essere la prima vera opera di
fantascienza per come la intendiamo oggi; entrambi gli elementi
fantastici presenti nella vicenda narrata (una creatura senziente e vivente, nata da resti umani) e il ritratto dello scienziato Viktor Frankenstein (la creatura non ha nome) con il suo comportamento arrogante ci mostrano le terribili conseguenze che può avere l’affidarsi ciecamente alla scienza senza una morale.

La storia della creazione di Frankenstein è molto
vicino alla creazione della stessa novella: l’autrice fu Mary
Wollstonecraft Shelley, compagna del poeta Percy Bysse Shelley, pensò alla storia in Svizzera nell’estate del 1816 durante una
visita a Lord Byron . Il Lord sfidò i suoi ospiti a inventare delle
storie di fantasmi; Mary ebbe un sogno che divenne la base del suo libro. Aveva diciannove anni quando pensò la prima volta alla storia che
venne scritta e pubblicata nel 1819.


Il primo romanzo
fantascientifico fu scritto da una donna? Ma c’è di più, quella non fu l’unica opera del genere scritta dall’autrice che nel 1826
pubblicò L’ultimo uomo un racconto apocalittico ambientato nel ventunesimo secolo e che ispirò H.G. Wells.

Il prossimo in linea temporale è Giulio Verne il cui
debutto nel 1863 avvenne con Cinque settimane in pallone causando incredulità e meraviglia con il suo racconto di un viaggio in africa con un
pallone ad aria calda. Fu l’immaginazione che creò la fantascienza anche perchè all’epoca non si sapeva nulla delle mongolfiere e l’africa era conosciuta per somme vie. Dopo l’inizio tentennante l’altamente prolifico Verne
sfornò romanzo dopo romanzo una serie di capolavori mescolando avventura, fantascienza e ironia di grande successo anche se gli editori inizialmente lo rifiutarono perchè ritenuto troppo scientifico.


Verne è famoso per aver predetto molti eventi
scientifici in anticipo. Per esempio nel 1865 la sua novella Dalla
terra alla luna
sembra anticipare il viaggio della missione Apollo
che portò tre uomini sulla luna da una stazione di lancio in Florida,
vicino a dove il Kennedy Space Center sarebbe stato costruito. Sempre lui ipotizzò che gli astronauti sarebbero rientrati sulla terra con
un tuffo nell’oceano pacifico. Altre predizioni includono invenzioni
fantastiche come macchine somiglianti agli elicotteri, telefoni che
fanno fotografie e motori elettrici; lui è erroneamente indicato come il padre dell’idea dei sottomarini che però già esistevano al tempo di Ventimila leghe sotto i mari cioè nel 1870. Il capolavoro di Verne che fu
pubblicato per la prima volta da Hachette nel 1994 fu Parigi nel xx secolo (scoperto in una cassaforte dimenticata nel 1989 vendette in un paio di giorni centinaia di migliaia di copie) nel quale Verne immaginò Parigi con
grattacieli, automobili a gas e una rete di comunicazioni mondiale.

Verne è amato dai produttori di film non solo per la
sua ricca combinazione di avventura e fantascienza ma
anche per il fatto che da quando il suo lavoro è di pubblico dominio
non bisogna pagare per usarlo. Centinaia di film differenti e
versioni per tv dei lavori di Verne sono stati prodotti con almeno una mezza dozzina di adattamenti. Le opere più sfruttate sono Ventimila leghe sotto i mari, Viaggio
al centro della terra e L’isola misteriosa.



H.G.Wells fu un autore immensamente popolare di romanzi scientifici e venne direttamente influenzato da Verne. Wells servì da tramite
tra la prima era della letteratura fantascientifica e l’evoluzione del genere nel ventesimo secolo. La
sua opera più famosa fu Anticipation of the Reaction of Mechanical and Scientific Progress Upon Human Life and Thought (1901) che immagina come le
automobili possano portare alla nascita delle periferie e aumentare
l’uguaglianza sessuale tra uomini e donne. Pìù tardi nel 1936 con La forma delle cose che verranno, Wells predice l’inizio della seconda guerra
mondiale sbagliandosi solo di un anno, fortunatamente era in errore
quando disse che sarebbe durata per decenni.


Ma insieme con le sue visioni del futuro (e con la sua agenda
sociale che divenne sempre più importante man mano che invecchiava)
pose le fondamenta della scienza moderna con La guerra dei mondi, il
nonno di tutti i romanzi e i film sulle invasioni aliene, una manna dal cielo insomma; arrivò poi l’introduzione di giganti animali (non menziona
uomini) modificati dalla scienza e della macchina del tempo, genesi delle
storie sui viaggi nel tempo.

Adattamenti cinematografici delle storie di Wells
esistono sin dalla nascita del cinema fantascientifico. Nel 1902 La
voyage dans la lune
fu parzialmente ispirato alla novella di Wells
del 1901 The first men on the moon. E come con Verne, i lavori di
Wells sono oggi di pubblico dominio negli Stati Uniti, ma non in Europa. Le sue prime novelle sono molto famose tra i produttori
cinematografici in particolare La macchina del tempo, L’isola del dr
Moreau
e La guerra dei mondi.

In aggiunta ad essere storie avventurose, Wells punta a temi socialmente rilevanti (era un convinto socialista). La
macchina del tempo
per esempio vide la frammentazione futura della
razza umana in due frazioni come risultato del capitalismo; La guerra dei
mondi
è visto come critica verso il colonialismo europeo in africa e in asia. Non c’è
bisogno di aggiungere che questi temi furono minimizzati o addirittura eliminati dai produttori cinematografici ecezion fatta per Things to come del 1936 in cui
Wells venne direttamente coinvolto.

Ok, non prendetevela ma a parlare di viaggi nel tempo non potevo tralasciare il Tardis.


Gli interessi dell’autore nei temi sociali diventano
più prominenti nei lavori più tardi che esulano dai temi
fantascientifici su cui aveva lavorato nei primi anni della sua carriera letteraria. Questi fattori forse spiegano il perchè le opere filmiche che si ispirano
alle ultime opere sono poche e lontane tra loro.

Così non solo il lavoro di Wells creò il ponte tra diciannovesimo e ventesimo secolo per la letteratura fantascientifica ma colegò anche la
letteratura e il cinema. E’ a questo punto che il genere inizierà a seguire la
propria strada.

Altre icone della fiction scientifica:

Edgar allan Poe

Il poeta americato e scrittore di romanzi brevi
pubblicò L’incomparabile avventura di un certo Hans Pfaal (1835), uno dei primi esempi di volo spaziale immaginario e uno dei primi viaggi
nel tempo con Una storia dalle Ragged Mountains, ma sono solo alcune tra le  molte altre storie con elementi di fiction
scientifica.

Robert Louis Stevenson

Pubblicò Lo strano caso del dottor Jekill e di Mr
Hyde
nel 1886, che fu ovviamente alla base di un gran numero di
addamenti cinematografici diretti e indiretti (ma di quello abbiamo già parlato in un articolo precedente).

Edward Bellamy

Giornalista americano che con le sue novelle
utopistiche Looking Backwards o Guardando  indietro fu pubblicato nel 1888. Le sue storie ambientate
negli anni 2000 predissero i centri commerciali, le carte di credito,
la luce elettrica e molto altro.

Ok, dovremmo avere finito qui per oggi ma è quasi natale
e mi va di condividere qualche altra curiosità.


La
fantascienza è famosa perché spesso immagina invenzioni o ha idee che poi sono diventate
realtà nei decenni successivi, ma ne I viaggi di Gulliver di Jonathan
Swift la speculazione scientifica arriva a fantasticare sulla
descrizione delle allora neppure scoperte lune di Marte con dettagli
accuratissimi. Nel racconto Swift descrive due lune di Marte che sono
in orbita a 13.600 km e 27.000km di distanza dal pianeta e orbitano
attorno al pianeta ogni 10 ore la prima e ogni 21.5 ore l’altra. E oggi sappiamo che Marte ha davvero due
lune scoperte 150 anni dopo la pubblicazione del libro di Verne dall’astronomo americano Asaph Hall. Le lune (Deimos e Phobos) orbitano a 6000 km e 21.000 km e fanno il giro attorno al pianeta
ogni 7.7 ore e 30.30 ore rispettivamente. Vi starete chiedendo come
poteva Swift sapere delle lune? Non lo sapeva ma gli è stato
suggerito dalle ipotesi di Galileo che ci lasciò una nota
anagrammata riguardo gli anelli di Saturno che l’astronomo Keplero
tradusse male credendo che trattasse invece delle lune di Marte. Swift non
fu l’unico a credere nell’esistenza di altre lune: Arthur C.Clarke
immaginò Plutone con una luna nel 1973 in Rendevouz with Rama:
cinque anni più tardi la luna di Plutone venne scoperta.

E con questa curiosità vi saluto. Vi auguro una buona lettura e al prossimo articolo. 

Alice Tonini

Il cinque di cuori: un ritratto intimo di Henry Adams e dei suoi amici dal 1880 al 1918

Questo fine settimana niente mercato dei libri ma essendo dicembre non può mancare un invito alla lettura. Sapete che leggere è importante e ancora di più lo è in questo periodo di festività: regalate o regalatevi un libro.

Come già vi ho anticipato siamo agli ultimi appuntamenti con le biografie e autobiografie più vendute al mondo, dopo questo articolo ne restano ancora un paio prima di passare a un altro argomento. 

Oggi parliamo di una biografia ambientata in uno dei miei periodi storici preferiti: il 1800. Siamo negli Stati Uniti e l’autrice ci racconta le vicissitudini di un gruppetto di amici. L’opera è disponibile solo in lingua originale sul mercato dell’usato. 
Henry Adams 

Due coppie sposate e uno scapolo che vivono nel mondo di fine ‘800 dei privilegiati e che percepiscono la loro amicizia come un legame così forte e importante da dargli un nome: il cinque di cuori. A volte amano metterla in
mostra al punto da indossare spille smaltate fatte fare apposta per celebrarla o osano utilizzare carte da
lettera con una carta da gioco rappresentata oppure scolpiscono
l’immagine della carta su di una roccia sulle Rockie Mountains durante una escursione. Questa
è la descrizone in poche righe della relazione tra Henry e Clover Adams, John e
Clara Hay e Clarence King.

La signora Adams 

Tra i maschi, Henry Adams fu bis nipote del secondo presidente
degli Stati Uniti John Adams che fu esso stesso un autore di successo anche se
spesso restava anonimo. John Hay era segretario di Abramo Lincoln e
segretario di stato di Theodore Roosvelt. Clarence King, geologo,
posseditore di Miniere, collezionista d’arte, divenne il primo capo
del dipartimento di Sorveglianza geologica degli Stati Uniti. Le
donne, in accordo con i tempi vivevano vite più riservate, ma
entrambe provenivano da famiglie molto benestanti. Clover, che teneva
feste da tè leggendarie a Washington pensava di sé stessa come ad
una fotografa amatoriale, di Clara sappiamo meno.

Quelli di noi che idealizzano l’amicizia, quella relazione che deriva da una scelta piuttosto che da una imposizione, vorrebbero questa biografia molto più
allegra e spensierata ma purtroppo per loro resteranno delusi. L’autrice Patricia O’Toole, scrittrice talentuosa, non intendeva descrivere una
fotografia di gruppo durante una scampagnata, ma questa è un’opera che sottolinea la negatività della natura umana. 

La narrazione viene terminata con una lode verso i protagonisti e ne sottolinea gli sforzi che furono necessari per
chiudere “la grande breccia nella natura”, il gap tra una mente e
l’altra che l’amicizia può arrivare a esasperare. 

L’autrice è anche una abile ricercatrice ed è stata in grado di riportare alla luce documenti storici rilevanti per portarci un ritratto realistico. Qui alcuni dei fatti
mostrati. Clover Adams – molto intelligente, senza figli e non
religiosa, e Clara Hay – placida madre di quattro bambini e
convenzionalmente una pia donna– non avevano alcuna affinità tra loro.
Clover Adams si uccise nel 1885 tramite ingestione di potassio
cianide, una sostanza chimica che utilizzava nella fotografia. John
Hay ebbe una lunga storia con Anna Lodge, moglie di Henry Cabot
Lodge. Henry Adams iniziò ad approfondire la sua conoscenza di
Lizzie Cameron, moglie di un senatore della Pennsylvania, ancora
prima della morte della moglie. Clarence King, preoccupato per la sua
relazione con Ada Coeland, una afro-americana più giovane di
vent’anni che divenne la madre dei suoi cinque figli, passò la vita
a raccontarle bugie facendole credere di essere un ferroviere di nome James Todd e facendo la parte dello sposo in una cerimonia molto poco
religiosa.

John Hay

Un recensore disse a Patricia O’Toole che il suo libro è poco più di un racconto banale, e un altro lo definì “seducente”. Non è così. La definizione “ritratto intimo” presente nei
sottotitoli è accurata nel denotare gli elementi cui l’autrice ha posto la sua attenzione ma un
libro ambientato a Washington avrà per forza a che fare con le
elezioni politiche, gli appuntamenti formali e il gusto tutto americano per
l’imperialismo.

I personaggi non sono particolarmente amabili, ma sono
affascinanti. E’ divertente seguire la figura centrale di Adams ricoprire le sue cariche pubbliche a ogni età con grande dignità, egli classifica sé stesso (soprannominandosi con il nomignolo Hay) come un “rettile del paleozoico non necessario”. Similarmente quelli che conoscono la
statua di Saint Gaudens commissionata da Adams per la tomba della
moglie sono deliziati di sapere e vedere rappresentato un lavoro meno
noto del famoso scultore Done, su commissione di Hay, un
medaglione di bronzo con una caricatura di Herny Adams in parte
angelo e in parte porcospino. Forse questa creatura ibrida è una
immagine più adatta rispetto a quella della carta da gioco per
rappresentare l’unione di questi cinque strani personaggi.

La tomba di Clover Adams 

E per oggi è tutto. 

Buona lettura, ci sentiamo prestississimo con un articolo dedicato alla letteratura fantascientifica e alcuni dei nomi più famosi del passato.

Alice Tonini

Film e paranormale: fantasmi, poltergeist e apparizioni

Abbiamo visto chi erano i primi medium, abbiamo parlato dei moderni ghost hunters ma i temi trattati nel mio ultimo romanzo non si esauriscono qui. Parleremo di Aleister Crowley in un post futuro ma oggi a interessarci sono i film horror con i fantasmi.

I fantasmi non esistono, o forse si, a voi la scelta. Ma nonostante ciò la loro popolarità
nella letteratura ma anche nei film horror è lunga e duratura. Fanno parte dell’immaginario collettivo, sono facilmente adattabili alla commedia, al romance, ai fumetti e a un film Disney in eguale misura. Dai lenzuoli bianchi dei fantasmi di Scooby Doo alla donna con i lunghi capelli bagnati dell’horror giapponese
rimangono e rimarranno protagonisti del genere ancora a lungo.

Un fantasma, una apparizione, uno spettro o uno spavento non possono fisicamente fare del male, sono l’anima degli spiriti dei morti. Possono però scioccarci talmente tanto che potremmo soffrire di un attacco di cuore o sobbalzare sulla sedia. Sono esseri eterei che si percepiscono più di quanto si vedano, spesso udibili con lamenti, graffi o porte scricchiolanti. Se visti essi sono rappresentati come apparizioni, una nebbia, un’ombra oscura o un riflesso. Lo scrittore delle storie di fantasmi deve modulare disagio e paura attraverso la parte principale della storia portando l’orrore come risultato crudo delle azioni del protagonista.

I maestri di questo sottogenere furono Edgar Allan Poe, H.P. Lovecraft, M.R. James, Sheridan LeFanu e Henry James – la tradizione gotica è la faccia accettabile dell’horror, quella più popolare e conosciuta che può fare meno paura. Un fantasma cercherà di guidarvi fuori dai vostri schemi mentali e il risultato di molte di queste storie di fantasmi è la pazzia, un esempio particolarmente superbo è M.R. James
con Oh Whistle e I’ll come to you, my Lady. In queste opere i fantasmi portano al suicidio e invitano il protagonista a unirsi a loro.

Una versione per giovanissimi de Il fantasma di Canterville

I poteri dei fantasmi sono vari e spaziano dalla caccia all’umano di turno alla maledizione senza scampo. Compaiono dove meno te lo aspetti: specchi, acqua, giardini o dietro la tua schiena. Un fantasma si muove contro la legge naturale delle cose perchè può galleggiare, camminare attraverso le pareti e cambiare forma. Come gatti, loro hanno un territorio, o sono legati alla persona che perseguitano o al posto in cui sono morti e tormentano le anime che risiedono a casa loro. Essi desiderano essere rilasciati (The Changeling, Medak, 1980) o tornare nella luce. Nei film ci sono due visioni differenti che co-esistono. Ci sono state storie horror e film nei quali lo spirirto infesta un posto – per esempio The Innocents, Suspense (Clayton, 1961), The Canterville Ghost- Il fantasma di Canterville (Jules Dassin and Norman Z.McLeod 1944) The house on Haunted Hill-La casa dei fantasmi (Castle,1959) The Amityville Horror (Stuart Rosenberg 1979; Andrew Douglas 2005) e Poltergeist ( Hooper 1982) ci sono anche molte streghe in questi film, più o meno quante sono le persone perseguitate.

I fantasmi nei film prima del 1940 hanno le stesse funzioni del demonio: illuminare la vita delle persone per redimerle dal loro stato di imperfezione. Il primo film serio che arrivò dagli Stati Uniti fu The Uninvited-La casa sulla scogliera (Guard and Guard, 1944) nel quale fratello (Ray Milland) e sorella (Gail Russel) comprano una casa sinistra in cornovaglia salvo poi scoprire che è infestata dai fantasmi. E’ tutto molto inglese, anche i fantasmi, in fondo l’inghilterra vanta una lunga tradizione di antiche case spaventose e torri insanguinate. Se ci avete badato i film americani tendono a utilizzare case gotiche tipiche degli stati del sud e costruite prima della grande guerra, gli stati più gettonati a quanto pare sono il New England e il Massachusetts. Probabilmente i fantasmi della California o del Nevada sono più problematici da filmare e allora non li usano, chi lo sa.

In The Haunting (Wise, 1963) Eleanor Lance è una zitellona incallita in fuga dalla sua claustrofobica famiglia e tormentata da poteri telecinetici. Come con Carrie (De Palma, 1976) e The Shining (Kubric, 1980), la vera questione è il protagonista è davvero perseguitato o è lui stesso la sorgente del malessere? Quelle che si vedono nella casa sono forse creazioni di Eleanor? Dalla trama appare chiaro che la casa la vuole per assorbirla nella sua entità demoniaca vivente ma sarà proprio così? Il film ha molti angoli in soggettiva che ci danno la sensazione di essere nel punto di vista della casa che avvolge la protagonista in una spirale malvagia. La visione dello spazio nelle ambientazioni è disturbata da specchi posizionati in modo strategico, riflessi argentati, porte che cigolano e colpi senza una spiegazione apparente. Il dr. Markway, il soave investigatore psichico incaricato di trovare una spiegazione agli acadimenti ci dice che tutti gli angoli sono sbagliati: le porte non vogliono chiudersi o si chiudono da sole, l’ambiente è disorientante con spazi stretti pieni di cianfrusaglie edwardiane. Tutto è a pezzi come la mente di Eleanor.
Gli specchi sembrano dire alla protagonista “guardati, non ti vedi?”. La cosa più spaventosa per Eleonor è Eleonor. L’unica pecca purtroppo riguarda la costruzione dell’empatia, durante il film è difficile identificarsi con lei perché è una nevrotica isterica ma il l’utilizzo della voce fuori campo direttamente ispirata da Psycho (Hitchcock, 1960) è una ottima trovata.

I fantasmi possono diventare manifestazioni di affari irrisolti. Noi non possiamo vederli perchè sono parte del doppio processo dell’horror. Non è un caso che molti avvistamenti di fantasmi nei film abbiano per protagoniste giovani donne e adolescenti, la psicologia afferma che i giovani siano più allineati con la propria psiche e quindi più recettivi al paranormale. Non c’è nulla di più spaventoso di un bambino che vede quello che noi non riusciamo a vedere. A differenza di molti horror moderni che riescono anche a essere nichilistici e selvaggi, i fantasmi promuovono l’idea che c’è qualcosa olte il velo della morte, un mondo più grande del nostro che contiene conoscenze a disposizione di tutti e poteri che vanno oltre il tempo e lo spazio, il prezzo per l’accesso è la nostra sanità mentale o la nostra salute fisica. In un senso c’è una redenzione per i protagonisti di queste storie. I fantasmi possono essere visti come offerta di speranza proprio come le promesse delle religioni.

Il modo per essere in contatto con uno spirito, se non siete già stati contattati, è quello di condurre una seduta con una tavola Oujia, nei film ce ne sono di efficacissime, o di affidarvi ad una buona medium, di solito una vecchia megera. Entrambe sono l’equivalente horror di un vaso di pandora che viene aperto, e nei film viene mostrato come sia estremamente stupido rivolgersi ad entrambe, vedasi 13 Ghosts-I tredici spettri (Castle,1960), Witchboard-Spiritika (Tenney, 1986), What Lies Beneath-Le verità nascoste (Zemeckis, 2000), Long time Dead (Adams, 2002) e Paranormal Activity (Pell, 2007). La tavola oujia fu commercializzata da un uomo d’affari Elijah Bond nel 1890 e fu pubblicizzata come gioco di società innocente prima che la spiritualista Pearl Currain la utilizzasse per le sue divinazioni durante il periodo dela prima guerra mondiale che abbiamo visto in un post precedente fu particolarmente florido per gli spiritisi. Oggi la tavola è conosciuta dal grande pubblico come uno strumento del demonio.

Le sedute con un medium sono un modo di ricevere informazioni nascoste che poi si riveleranno fondamentali per la trama, ma a volte questi personaggi prendono in giro il protagonista. Ma a chi importa, queste sedute sono un,momento di tensione e possono creare scene spaventose, specialmente se spiriti irrequieti e indesiderati vengono liberati o se vengono fatti rituali magici spaventosi come in The Devil Rides Out (Fisher, 1968) o La nona porta (Polanski, 1999) o Insidious (Wan, 2010).

I poltergeist sono fantasmi arrabbiati (la parola significa “fantasmi rumorosi”), muovono i vasi sulle mensole, fanno cadere i vostri oggetti, vi strappano le chiavi dalla mano disordinando la cucina. Questi spiriti fastidiosi tendono a perseguitare una persona piuttosto che un luogo specifico.

Una Hannya

La cultura giapponesse e i film orientali traboccano di spiriti senza riposo deceduti in modo violento senza la cerimonia che avrebbe potuto riunirli con i loro antenati. Dai racconti folkloristici, dal Kabuki e dal teatro Noh, il più popolare essere spiritico è la femmina fantasma, la mitica Hannya (demone femmina geloso), che noi vediamo in Ringu (Hideo Nakata, 1998), Ju-on (Shimizu, 2000), The Grudge (Shimizu, 2004) e Dark Water (Nakata, 2002).

Gli Obake sono esseri pretenaturali somiglianti ai fantasmi ma con una forma  non umana come volpi, cani o gatti; gli Yokai che sono spiriti malefici e inquietanti; Yurei sono invece spiriti incapaci di lasciare il nostro mondo, e gli Oni sono demoni. Spesso queste figure compaiono nei film horror di provenienza orientale.

Carissimi Lettori del mistero anche per oggi è tutto.

Spero che l’articolo di oggi vi sia piaciuto e che abbiate trovato o ri-trovato qualche bel film visto magari anni fa di cui non ricordavate più nemmeno l’esistenza.

Buona lettura e alla prossima.

Alice Tonini

Ghost hunters e scienza: quale verità si nasconde dietro la ricerca sul paranormale?

 

Oggi dedichiamo un’altro post agli argomenti trattati nel mio ultimo romanzo Il Richiamo e parliamo dei ghost hunters o i moderni acchiappafantasmi. Si tratta di un argomento spinoso i cui confini sono indefiniti e indefinibili e, come già abbiamo detto altre volte, questo articolo ha carattere divulgativo, ogni persona è libera di credere a quello che ritiene più opportuno.

Ombre misteriose che appaiono in una fotografia, sospiri registrati, campi magnetici alterati, variazioni inspiegabili della temperatura ambientale. I moderni ghost hunters sostengono che è possibile individuare, con le moderne tecnologie a disposizione, i fantasmi e mettere a disposizione il materiale per programmi televisivi e su canali social.
C’è anche il gioco da tavolo.

Ma fin dove arriva l’intrattenimento e dove inizia la ricerca scientifica?
Nel film che ha reso famoso il lavoro di ghost hunters i fantasmi vengono catturati e tenuti rinchiusi nelle trappole per sempre; Ghostbusters (Reitman,1984) trasportava nella finzione cinematografica credenze vecchie di secoli e ci racconta che grazie a sofisticati strumenti tecnologici si può liberare il mondo dalle presenze demoniache. Si tratta di una delle migliori commedie degli anni ’80 ma rimane pur sempre una commedia per ridere.
 
Principalmente dagli anni 2000 in poi sono nati in giro per il mondo gruppi di persone e associazioni che hanno fatto della caccia ai fantasmi un lavoro serio, un business organizzato con la promessa di portare al mondo scientifico prove inoppugnabili dell’esistenza di fantasmi, demoni o qualsiasi altra creatura paranormale che possa venirvi in mente.

Questi gruppi promuovono la loro attività paragonandola a quella degli scienziati con la missione di scovare le prove dell’esistenza del paranormale. Negli anni 2000, con l’avvento di internet la caccia ai fantasmi guadagna nuova linfa e si reinventa in un mondo in continua evoluzione dove ogni nuova tecnologia porta sorprendenti risultati. 
La ricerca paranormale e spiritica è sempre esistita ed è necessaria e doverosa in virtù delle molteplici domande anche di carattere filosofico che l’uomo si pone da sempre. Le persone che dedicano il proprio tempo e le proprie energie in modo serio in questo genere di attività sono da elogiare e sono da considerarsi veri e propri ricercatori. 
Purtroppo, come abbiamo già visto nello scorso articolo dedicato alla nascita dello spiritismo e alle sorelle Fox, troviamo anche dei truffatori che approfittandosi dell’ingenuità delle persone colgono l’occasione per lucrare. 
Da una parte abbiamo chi porta avanti con metodo e mentalità razionale la ricerca delle prove dell’esistenza del paranormale, dall’altra parte abbiamo chi costruisce a tavolino improbabili avventure horror in case abbandonate e foreste misteriose per solo scopo di intrattenimento e per fare business, peccato solo che pochissimi gruppi mettono in chiaro fin da subito fin dove arriva la parte scientifica e inizia l’intrattenimento del pubblico.
Allora potremmo affidarci alla Mistery Inc.
I pericoli in simili attività sono reali, durante le missioni i gruppi visitano luoghi pericolosi e fatiscenti, frequentati da senza tetto, vandali e vagabondi. Per non parlare della possibilità di incorrere in crimini come la violazione di proprietà privata e di essere fermati dalle forze dell’ordine. 
La metodologia scientifica ci dice che le prove che questi gruppi devono portare, perchè sia dimostrabile la validità del fenomeno devono essere scientificamente verificabili e replicabili. Un ghost hunter che si mette a saltare per la stanza o che si mette a correre lungo un corridoio perchè sostiene di essere stato toccato da una entità invisibile equivale a una diceria che ha la stessa valenza scientifica di una leggenda metropolitana. Non è in discussione la buona fede di chi compie il gesto perchè realmente ha avuto l’impressione di essere toccato, magari per suggestione, chi lo può sapere, ma questo non cambia la realtà dei fatti: non si può dimostrare nulla in questo modo.
Nel 1936 è stato pubblicato Confessions of a Ghost Hunter di Harry Price, in quegli anni il fenomeno aveva già assunto contorni moderni con le scoperte scientifiche che hanno caratterizzato l’inizio del secolo e la guerra alle porte. L’autore, noto parapsicologo britannico, ci racconta di cosa ha trovato reale e cosa no durante le sue investigazioni sui fenomeni paranormali, considerate che era anche un esperto amatoriale di sortilegi e magia intesa come prestidigitazione, quindi riuscì a smascherare alcuni truffatori con abilità. 
La ricerca spiritica nel periodo post bellico prende nuovo vigore a causa dello stretto contatto delle persone con il lutto e la perdita, questi portano la necessità di comunicare con chi è morto per avere la certezza che stia bene e che sia ancora accanto alle persone che amava quando era in vita. 
Negli anni duemila, come già detto prima, c’è un forte ritorno del fenomeno con le nuove tecnologie che danno la possibilità di esplorare l’argomento della ricerca sul paranormale in modo moderno e diverso. 
Un recente studio attribuisce l’aumento delle credenze di fenomeni paranormali al trovato”declino del legame religioso e alla pandemia”. Una recente indagine condotta dalla Vivint, società di sicurezza domestica nello Utah, ha rilevato che su mille proprietari di case la metà era convinto che la casa fosse infestata dai fantasmi. Alcuni degli intervistati ritengono che il paranormale sia “un modo per connettersi al passato che elettrizza la vita di tutti i giorni.” Nel sondaggio il 65% dei Gen Z che ha risposto pensava che la loro casa fosse infestata mentre solo il 35% dei baby boomer pensava lo stesso. Con questo non vogliamo trarre conclusioni affrettate sulla valenza dei dati ma emerge l’importanza della casa e dell’età dell’intervistato come elementi fondamentali.

Nel 2004 sono arrivati i Taps (The Atlantic Paranormal Society) gruppo fondato a metà degli anni ’90 da due idraulici Jason Hawes e Grant Wilson che intraprendono la carriera televisiva con lo show Ghost Hunters, un reality show paranormale trasmesso per anni che li vede in giro per il mondo a mettere in scena drammi, storie personali, casi di cronaca ed esperienze paranormali. Lo show ha più di 200 episodi con ore di investigazioni senza alcuna prova valida raccolta.
La rivista e sito internet Skeptical Inquirer è una buona fonte di articoli e interviste sul tema della ricerca nel campo del paranormale, si può trovare materiale interessante e riflessioni attuali. 
Joe Nikell, famoso scettico e investigatore del paranormale ha dichiarato che durante le sue ricerche si è spesso incrociato con il gruppo Taps, egli in molti casi arriva a conclusioni opposte a quelle mostrate nello spettacolo televisivo e smentisce il lavoro di indagine del gruppo grazie a un po’ di ricerca storica e a una attenta visita sul posto. Persiane allentate, tetti danneggiati, assi del pavimento sconnesse e personaggi storici inventati; spesso questi gruppi utilizzano la dinamica dell’argomentum ad ignorantiam: non sanno cosa abbia causato il fenomeno e quindi lo attribuiscono al paranormale. Si trae una conclusione perchè non ci sono altre spiegazioni anche se ovviamente questo non ha nessuna valenza razionale.
E chi chiamerai?

Alcuni fenomeni portati come prove, sono facilmente creabili involontariamente anche dalle persone stesse grazie al mal funzionamento degli strumenti utilizzati. Come sostiene Massimo Polidoro nel suo programma Youtube: attribuire un mistero ad una spiegazione misteriosa non è una prova dell’esistenza del paranormale.
I fenomeni attribuiti ai fantasmi sono tantissimi ma di cosa sia un fantasma non esiste una definizione condivisa. Un incontro spettrale, una immagine stereotipata, un’ombra in lontananza sono esperienze personali che non equivalgono all’evidenza. Benjamin Redfort scrive su Life Science, una rivista scientifica tipo Focus, che non esiste una definizione universale di cosa sia un fantasma. Spiriti dei morti? Entità telepatiche? Poltergeist? Spiriti intelligenti o residui di energia cosmica? E c osa possono fare? Attraversare i muri?Apparire ai vivi? Comunicare con loro? Sbattere le porte e lanciare oggetti? E poi perchè sono vestiti se sono morti? I treni le auto e le carrozze fantasma dove si collocano? Perchè esistono omicidi irrisolti se un qualsiasi medium è in grado di comunicare con il mondo dell’aldilà? Le domande sono tantissime e non per tutte esiste una possibile risposta. 
In questo momento non ci sono prove scientifiche che esista una apparecchiatura in grado di rilevare un fantasma. Spesso questi apparecchi che si vedono nei video sono inventati dagli stessi hunters e che però non forniscono spiegazioni approfondite di come siano stati costruiti e del funzionamento. Contatori geiger, telecamere a infrarossi, rilevatori di campo elettromagnetico,rilevatori di ioni, ghost box, kinect da videogiochi e nessuno di questi è mai stato dimostrato che rilevi qualcosa di paranormale.
Alcuni sostengono che manchi la tecnologia per scovare gli spiriti. Spector e Redfort su Life Science sostengono che se i fantasmi esistono e possono essere rilevati, in tempi moderni dovremmo essere in grado di farlo mentre se non possiamo rilevarli scientificamente tutto il materiale dichiarato come prova è falso. Secondo loro i cacciatori di fantasmi sono migliaia ma non una prova sola è mai stata raccolta.

Il KII o Safe Meter Emf prodotto dalla KII enterprise di New York è un dispositivo che rileva i campi elettromagnetici e percepisce le radiazioni elettromagnetiche potenzialmente pericolose emesse da elettrodomestici e linee elettriche. Questo è uno degli strumenti preferiti dei ghost hunters. Purtroppo si tratta di uno strumento che a detta degli esperti è relativamente inaffidabile: non è schermato,funziona su una asse orizzontale,va agitato per ottenere il funzionamento. Può essere attivato da ogni dispositivo elettronico. Kenni Biddle, fotografo statunitense sostiene di poterlo attivare con un mouse o una batteria da fotocamera. Facilmente manipolabile, luminoso, appariscente e fallibile, la sua validità è scarsa se consideriamo che gli effetti possono essere anche casuali.

Entità disincarnate che producono suoni percepibili solo tramite un registratore e che parlano tramite frasi brevi, confuse e sconnesse. Gli Evp o le inquietanti registrazioni di voci dall’aldilà sono altrettanto manipolabili. Michael Nees ha condotto un esperimento per testare quanto le aspettative del soggetto e la comprensione di quanto registrato dai microfoni influiscano sulle interpretazioni che vengono date, utilizzando le registrazioni tratte dal programma Ghost Adventures del simpatico Zak Bagans. I risultati hanno dimostrato che si tratta di esempi uditivi di Paredolia, in soldoni si trova un significato in qualcosa che non ce l’ha. Chi crede nel paranormale crede in eventi casuali. I campioni di audio suonano come voci, interferenze elettriche e ambientali ma qualsiasi suono può diventare una voce se elaborato al computer o registrato in un contesto paranormale. 
Come potete aver visto fino a qui non stò sostenendo che il paranormale non esiste ma che qualunque stranezza può essere associata al paranormale, e che le prove per l’esistenza dei fantasmi sono poche e di qualità pessima.
In tutto il mondo esistono centinai di gruppi e anche qui in italia abbiamo i nostri che grazie ad una abile strategia di marketing riescono a catturare l’attenzione e a divertire il pubblico. Sui loro canali potete trovare finti rituali, appartamenti indemoniati, oggetti posseduti, case maledette , boschi con ombre spaventose. Sagome di cartone, tagli video fatti ad arte, fili trasparenti che tirano oggetti, sceneggiature esagerate e recitazione pessima completano un quadro a volte davvero desolante. 
Roberto Truzzoli, psicologo, sostiene che l’horror è d’aiuto ai giovani perchè crea un mondo dove metaforicamente si possono trasferire i propri problemi esistenziali. Dà un elemento oggettivo di paura, eccitante e sviluppa la comunanza e la solidarietà tra pari.
Il successo di alcuni gruppi di ghost hunters porta con sé il forte pericolo dell’emulazione oltre che a quello delle truffe. Giovani ragazzi influenzabili dai media che si azzardano a visitare luoghi pericolosi per provare il brivido dell’avventura, fan sempre pronti ad accanirsi gli uni contro gli altri per i soliti problemi di credibilità di un video.

Oggi il ghost hunting viene definito dagli addetti ai lavori storicamente impoverito Giuseppe Di Stadio della Vow sostiene che il ghost hunter dovrebbe essere il primo a smascherare le falsità nascoste nel genere, e invece spesso cade vittima del vampirismo mediatico, della necessità di produrre a tutti i costi contenuti spettacolarizzanti per garantire un flusso di utenza sempre crescente alle piattaforme e finisce per produrre prodotti artefatti.
Senza bisogno di essere tutti scienziati, ricercatori o scettici, lo spirito critico quando si affronta il delicato tema del paranormale dovrebbe essere doveroso. Si può tranquillamente credere nel paranormale e ai fantasmi evitando però di farsi prendere in giro da personaggi discutibili pronti ad approfittare delle credenze delle persone per denaro. 
C’è sempre tempo per leggere un buon horror e magari uno dei miei romanzi. 
Buona lettura e vi aspetto alla prossima occasione. 
Alice Tonini