La Magia e i Miti Europei: Un Viaggio Intrigante🚀

Lettori del mistero e dell’ignoto oggi tutto ha inizio da questa parola: Magia. Da sola evoca incantesimi affascinanti, malie e mondi fantastici immateriali pieni di seduzioni di ogni genere. Basta buttare questa parola dentro una conversazione, un articolo o un post per accorgersi che tutti credono in qualche forma di magia o cercano di non crederci aggrappandosi alla razionalità e alle evidenze scientifiche.

La definizione di magia è difficilissima. La migliore è quella meno dettagliata: magia o magie sono le forze che non rientrano nelle nostre strette categorie e definizioni. Vi basta?

Probabilmente no. Forse per trovare le vera definizione di magia bisogna saper guardare dentro sè stessi e non fuori. E non andare a caccia di certezze o di verità definitive.

Credere nella magia vuole dire accettare divinità di epoche pagane, quando l’ uomo adorava ancora la natura, i suoi simboli, le sue differenti manifestazioni. L’elemento che ha maggiormente attirato l’attenzione nei secoli è stato il sole, fonte di calore, luce, vita, la cui sconfinata energia utilizziamo anche per risolvere parecchie delle nostre necessità. Tutte le epoche, tutte le culture hanno fatto del sole un dio, adorato con molti nomi e diversi riti, tutti legati al fuoco, alle eterne battaglie tra giorno e notte e tra luce e buio.

Per gli uomini preistorici bisognava pagare un tributo a chi garantiva la loro vita. Ma c’erano anche invocazioni per ottenere risposte dalle divinità? Noi ora utilizziamo l’energia solare per i nostri scopi ma forse gli antichi con le loro invocazioni intendevano raggiungere scopi che per noi oggi sono intellegibili? Non lo sapremo mai.

Anche la luna è sempre stata adorata come dea, la versione femminile del sole e il fatto che gli uomini ci siano sbarcati decenni fa non ha cambiato nulla. La luna influenza le maree e il flusso del sangue nel corpo, ormai è assodato anche dalla scienza. Gli antichi almanacchi ricordavano anche l’importanza di scegliere le fasi giuste per seminare, piantare e fare incantesimi. E se le prime due influenze oggi sono universalmente e scientificamente riconosciute e non sono più considerate magiche, la modernità ci fa dubitare della veridicità della terza che rimane roba da “appassionati di giardinaggio” e che consideriamo parte del folklore ma chi può sapere se tra cent’anni la penseremo ancora così.

Il viaggio che vi propongo parte proprio da qui, prenderemo in mano testi che parlano di occulto e di storia e visiteremo i luoghi antichi del mito e del mistero, quelli di cui si parla nelle leggende e dove la presenza del divino era data per certa. È un viaggio avventuroso nello spazio ma anche nel tempo, limitato da quello che oggi ci resta di alcuni di questi posti, ma noi siamo degli avventurieri e partiamo ugualmente.

●Iniziamo dalle radici della nostra cultura, dalla magia dei greci che incontra quella orientale, unione che sta alla base della filosofia occidentale. Approdiamo quindi a Efeso in Turchia. Luogo in cui oggi vedremo solo una manciata di resti archeologici ma che in passato fu la culla del misticismo e della magia. Qui si trovava una della meraviglie del mondo antico, qui si trovavano studiosi e studenti delle arti magiche provenienti da ogni parte del mediterraneo, qui Giuliano l’apostata morì nel IV secolo e il cristianesimo divenne la religione di stato in una società apparentemente cristianizzata dove però le conoscenze occulte, gli antichi riti, e i miti trovarono un nascondiglio tra le pieghe della cultura popolare. Viaggiate con me a Efeso: nascita di una città misteriosa tra culti mistici, magie e leggende. #1, Viaggio nella Storia di Efeso: Dai Templi agli Scavi #2, La caduta di Efeso tra magia, misteri e tradizioni: simbologia e misticismo alla fine dell’impero romano. #3.

●Proseguiamo il nostro viaggio tra le isole dell’ Egeo alla ricerca di fatti e notizie tra le leggende che riguardano Pitagora, Ippocrate, Platone e Atlantide, terra del mito per eccellenza. Ci siamo quindi fermati sull’isola di Samo, la partia dei numeri e della musica dove nacque e visse una parte della sua vita il maestro Pitagora. Con lui abbiamo approfondito le influenze della matematica e della musica sul misticismo, abbiamo visto come veniva utilizzata la magia della musica per curare le malattie e costruire le città. La Magia dei Numeri: Pitagora e Samo #1, Pitagora: Misticismo e Creatività a Samo #2 🏛️.

●La nostra barca ha proseguito il viaggio verso l’isola di Kos, patria di Ippocrate e luogo dove la tradizione vuole che sia stato fondato uno dei primi ospedali. Il corpo e l’anima erano considerati una cosa sola e la medicina era considerata una forma di magia. Ci siamo quindi aggirati per l’isola alla ricerca delle tracce di questa antica sapienza. Kos: Il Luogo di Nascita della Medicina Moderna #1🚑, La Magia della Medicina Antica a Kos #2. Lascio giudicare a voi quello che abbiamo trovato, io mi sento solo di aggiungere che si tratta di un luogo davvero stupendo.

●Ci siamo persi, la navigazione è stata particolarmente difficile e siamo finiti sulle spiagge di Atlantide. Isola perduta tra le nebbie del tempo abbiamo provato a capire dove si trovasse e chi fossero gli abitanti. Purtroppo trovare una risposta è stato difficile, abbiamo potuto fare solo ipotesi ma siamo ripartiti con la sensazione di aver toccato, anche solo per un minuto, la magia delle leggende. Riscoprire Atlantide: Tra Mito e Verità #1, Civiltà Scomparse: Il Fascino di Atlantide #2

Il viaggio continua…⛵

3 risposte a “La Magia e i Miti Europei: Un Viaggio Intrigante🚀”

  1. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Bel modo per aiutarmi a ricordare i precedenti argomenti. Brava!

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  2. Avatar Incantesimi e Testi: La Magia nell’Antichità | Alice Tonini

    […] Per trovare le prove di questa “magia bassa” dobbiamo cercare documenti proibiti: i Papiri Magici Greci (PGM). Scoperti in Egitto (che è stato un crocevia culturale perenne), questi papiri sono ricettari veri e propri, pieni di istruzioni dettagliate per: • Creare filtri d’amore (spesso macabri). • Invocare demoni per consultare gli oracoli. • Lanciare maledizioni (i defixiones). La Magia e i Miti Europei: Un Viaggio Intrigante🚀 […]

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  3. Avatar sottoilcielo

    le foto sono meravigliose mi fa invidia. complimenti davvero

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L’Amore e il Sogno Americano nel Grande Gatsby 🍾

Lettori del mistero e dell’ignoto oggi vi presento un opera che parla di feste, di eccessi e di amori e sicuramente ne avrete sentito parlare: Il grande Gatsby di Scott Fitzgerald.

Alla fine del 1920 Fitzgerald diede alla decade 1910-1920 il soprannome di The Jazz Age; egli scrisse un trattato dove definisce quel decennio l’orgia più costosa della storia.

La storia di cui parliamo oggi fu scritta a metà del decennio quando ogni bottiglia di Champagne era fuorilegge (il proibizionismo dura dal 1919 al 1933) e l’autore cattura nell’opera quel senso di eccesso facile e di esibizionismo nascosto che erano diffusi nell’alta società statunitense. Nessuna celebrazione di edonismo, la storia esplora le fortune e le pene di un americano Jay Gatsby, battezzato alla nascita James Gatza proveniente da un famiglia contadina del Midwest.

Attraverso una combinazione di sogni, fortune e personalità mescolata a un pizzico di non comune capacità di prendere per il naso la legge, il nostro protagonista acquisisce una grande casa, una bella macchina e una leggendaria collezione di camice. La trama è semplicemente detta. Il giovane ufficiale dell’ esercito Gatsby si innamora di Daisy Fay, una giovane donna proveniente dalla classe privilegiata. La sua passione è corrisposta ma Daisy, il cui punto di forza non è la pazienza, sposa Tom Buchanan mentre Gatsby attende di potere rientrare in patria dalla grande guerra. Questo Tom non è certo un lavoratore da medaglia al merito, ma la sua fortuna gli permette di poter acquistare praticamente qualsiasi cosa e passa le sue giornate a ricordare i bei vecchi tempi quando era giocatore di football alla Yale. Il nostro Gatsby torna, riesce a farsi una piccola fortuna e pianifica di riunirsi con la sua Daisy. Il piano funziona ma purtroppo per poco tempo.

La trama presenta dei colpi di scena interessanti, ma la nostra attenzione alla storia deve andare più in profondità. L’impressione principale riguarda il paradosso rappresentato da Gatsby stesso: è veramente così grande e importante o vuole solo fare credere di esserlo?

In una singola pagina il narratore descrive Gatsby con due sole frasi: “lui rappresentava ogni cosa per la quale io provavo rabbia”, “lui divenne giusto, alla fine”. Molto del fascino di questo libro sta nel modo in cui Fitzgerald racconta la storia attraverso gli occhi filtranti del narratore Nick Carraway. Nick diventa un agente del destino essendo sia il vicino di Gatsby sia un cugino lontano di Daisy. Nick passa meno di un anno nell’East quando decide di tornare nel Midwest, lo stesso Fitzgerald crebbe a St.Paul nel Minnesota, in quella che lui descrive come la peggior casa della migliore parte della città, un buono sfondo per un uomo che sviluppa un tale senso di distinzione sociale.

Il racconto è marcato dalla pregnanza della ricchezza di Gatsby, denaro, amore, rinnovamento; la vita del personaggio è caratterizzata dall’eccesso. Una frase di un tardo Fitzgerald divenuta famosa dice: non ci sono seconde possibilità nella vita americana. Alla fine di questo romanzo comunque l’america diventa teatro di una seconda possibilità per la cultura europea, un seno tutto nuovo per il nuovo mondo. Fitzgerald una volta terminato il romanzo pensò di chiamarlo Under the Red, White and Blue ed è vero che alcuni vedono Gatsby come l’incarnazione del sogno americano, una rappresentazione di quella terra dell’idealismo profondo e dell’ ottimismo non richiesto che oggi si sta sbriciolando nel nazionalismo ortodosso.

L’ultima frase della novella ci riporta anche anche le parole che furono incise sulla tomba di Fitzgerald: So we beat on, boats against the current, borne back ceaselessly into the past.

E con quest’ultima scena per oggi vi saluto.  Vi auguro buona lettura e alla prossima.

Alice Tonini

2 risposte a “L’Amore e il Sogno Americano nel Grande Gatsby 🍾”

  1. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Buona recensione, come sempre, brava! Possiedo questo libro da un sacco di tempo ma non ho mai avuto il “coraggio” di leggerlo ne di guardare il film. Forse coraggio non è il termine corretto ma è quello che più si avvicina.

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  2. Avatar Giganti della Letteratura: Dialoghi tra Sogni ed Illusioni | Alice Tonini

    […] La risposta, come avrete letto nei post, è arrivata attraverso le figure femminili: Estella, Sue, Sondra e Daisy. Ognuna è stata la musa, il trofeo o la rovina. Uno solo, alla fine, è emerso con un sorriso amaro, dimostrando che l’inganno di sé stessi è a volte la forma di successo più duratura. Chi è stato? Per rivivere la feroce discussione tra sogni infranti e auto-invenzione, clicca qui: Charles Dickens: l’inghilterra del 1800 con le sue grandi speranze e disperate illusioni, Pessimismo e Desiderio in Jude l’Oscuro, Clyde Griffiths: sogni e delitti in ‘Una tragedia americana’, L’Amore e il Sogno Americano nel Grande Gatsby 🍾. […]

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Giorni della Merla: Tradizioni e Folklore Italiano 🐦‍⬛

Lettori e lettrici dell’ ignoto e del mistero bentrovati. Oggi vi racconto di una tradizione tutta italiana, quella dei Giorni della Merla.

La leggenda vuole che gli ultimi tre giorni di gennaio siano quelli più freddi dell’anno e prendono il nome di Giorni della Merla perché si racconta che una merla bianca per sfuggire al freddo si sia rifugiata in un camino. Quando ne uscì il fumo l’aveva annerita e da allora la tradizione vuole che tutti i merli abbiano le piume nere.

Oggi è una storia che si racconta ai bambini e serve a spiegare loro in modo fantasioso il motivo per il quale i giorni a cavallo tra gennaio e febbraio sarebbero i più freddi dell’anno. Si tratta di una usanza tipicamente italiana, legata al folklore e alle tradizioni del nostro paese e non esiste un corrispettivo diretto in altre culture. Possiamo trovare analogie e tradizioni simili che celebrano l’ inverno e il passaggio verso la primavera.

Perchè questa unicità?

Uno dei motivi è legato al clima tipico delle nostre regioni più fredde. L’ Italia è attraversata da diverse fasce climatiche e nel corso dei secoli ha sperimentato inverni particolarmente rigidi, condizione questa che ha favorito la nascita di leggende e tradizioni legate al freddo.

Le radici dei Giorni della Merla affondano nel mondo contadino, dove l’ osservazione della natura e dei suoi cicli era fondamentale per la sopravvivenza. La credenza che proprio quei giorni fossero i più freddi dell’anno era un modo di spiegare un fenomeno naturale e allo stesso tempo trasmettere la speranza di un imminente miglioramento delle condizioni climatiche.

Ovviamente ho trovato diverse varianti regionali, per esempio in alcune zone la Merla si rifugia in un forno e non in un camino, mentre in altre si parla di più merli e non uno solo. Nelle zone del Po si racconta che alcuni soldati attesero i giorni più freddi dell’ anno per fare passare un cannone da una sponda all’ altra del fiume, il cannone si chiamava Merla.

Come ho già detto non esiste un diretto corrispettivo in altre culture al di fuori del nostro paese ma possiamo trovare celebrazioni e riti legati al solstizio d’inverno e al successivo allungamento delle giornate che simboleggiano la speranza e la rinascita. Per esempio nei paesi nordici si accendono grandi falò per la festa di Yule, i celti festeggiavano la dea Bigid associata al fuoco e alla purificazione attorno al due di febbraio, il capodanno cinese che cade circa tra la fine di gennaio e i primi di febbraio è una celebrazione ricca di simbolismi legati al rinnovamento e alla rinascita.

Ogni cultura ha sviluppato nel tempo le proprie tradizioni legate al contesto culturale, geografico e religioso. Le leggende e i riti popolari sono frutto di una evoluzione complessa influenzata da innumerevoli fattori. I Giorni della Merla sono un patrimonio culturale unico del nostro Paese, legato alla storia e alle nostre tradizioni. Sebbene non esistono corrispettivi identici possiamo trovare comunque interessanti parallelismi.

In alcune regioni si organizzano feste e mercatini, in altre si trovano semplici usanze familiari. Ad esempio a Cremona e lungo le rive dell’Adda si organizzano falò e si intonano canti tradizionali, simili usanze le troviamo anche a Lodi mentre nel passato tra i contadini della mia zona (provincie di Brescia, Mantova e Verona) si eseguivano riti propiziatori per assicurarsi un buon raccolto e proteggere gli animali. Le tradizioni legate alle celebrazioni di questi giorni sono semplici e legate al folklore locale, ma non mancano iniziative culturali come rappresentazioni teatrali o concerti di canti popolari.

Nonostante quello che racconta la leggenda le statistiche meteo dimostrano che i giorni della merla non sono necessariamente i più freddi dell’anno. Tuttavia questa credenza popolare riflette l’osservazione che dopo la prima decade di gennaio le temperature tendono ad aumentare gradualmente.

Cari lettori del mistero anche per oggi è tutto. Vi auguro una buona lettura e alla prossima.

Alice Tonini

Una risposta a “Giorni della Merla: Tradizioni e Folklore Italiano 🐦‍⬛”

  1. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    piacevole lettura. Grazie!

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Raccolta Horror 2030: Futuri Distopici da Scoprire

Bentrovati lettori dell’ ignoto e del mistero, spero che questo 2025 sia iniziato per voi nel migliore dei modi. Oggi ci ritroviamo perché vi devo annunciare una super novità.

Su Amazon potrete presto scaricare gratuitamente (per ora) la mia nuova raccolta di racconti fantascientifici horror: Horror 2030. Incubi da un futuro prossimo. Non si tratta della fatica del 2024, quella è nelle ultime fasi di lavorazione e Ve ne potrò parlare tra un po’, ma comunque si tratta di un insieme di racconti scritti da me che ci mostrano cosa potrebbe presto succedere se le nostre condizioni attuali non subiranno modifiche sostanziali.

Breve storia triste, sappiamo benissimo già oggi che le previsioni sono pessimiste. Questi racconti nascono dal desiderio di riflettere insieme sulle conseguenze che hanno queste problematiche sulla nostra società e sui probabili futuri che ci aspettano. Quello che emerge, a parer mio, non avrebbe bisogno di elementi horror per delineare possibili futuri da incubo.

La raccolta in questo momento, come già vi ho anticipato, è in versione ebook e gratuita; lo rimarrà fino a dopo la metà della pubblicazione dei racconti. La copertina e l’impaginazione in questo momento sono provvisori, subiranno delle modifiche e verranno aggiunti in modo definitivo solamente quando i racconti saranno pubblicati tutti e verrà creata una versione cartacea.

Mano a mano verranno inseriti i racconti verrete avvisati qui sul blog da un articolo riservato solamente agli abbonati con una anteprima del racconto. In questo momento abbonarsi è gratuito quindi vi invito caldamente a farlo anche perche questo non sarà l’unico progetto che prevedo di proporre solo a chi si abbona al mio blog e non sarà gratuito in eterno. ABBONATEVI

Anche per oggi vi saluto e vi aspetto al prossimo articolo. Buona lettura e alla prossima.

Alice Tonini

2 risposte a “Raccolta Horror 2030: Futuri Distopici da Scoprire”

  1. Avatar wwayne

    Avvisami quando esce il cartaceo, lo comprerò subito.

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  2. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Non vvedo l’ora di leggerli.

    Piace a 1 persona

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Razzismo e identità in L’uomo invisibile 📚

Lettore del mistero e dell’ignoto bentrovato. Oggi con questo articolo ti porto il nostro solito, inusuale, invito alla lettura dove ti consiglio libri famosi ma solitamente poco conosciuti o dai risvolti curiosi.

Oggi ti parlo de “L’uomo invisibile” di Ralph Ellison, da non confondere con l’opera del 1897 con un titolo simile “L’uomo invisibile” scritto da H.G.Wells dove il personaggio Griffin diventa letteralmente invisibile. Storia interessante ma oggi non è questo il tema.

Il protagonista dell’affascinante racconto che ti presento oggi diventa invisibile in senso metaforico, diventa anonimo. Anche quando ad un certo punto il protagonista si darà un nome il lettore sarà portato ad ignorarlo e non se ne accorgerà nemmeno. Per comodità quindi chiameremo il protagonista solo Narratore. Il protagonista, come il suo creatore, è un afro-americano. La storia mentre si indirizza verso le problematiche del pregiudizio e dell’identità razziale trascende i limiti della categorizzazione per diventare una storia sulle difficoltà a diventare un individuo. Non ci sorprende che Ralph Waldo Ellison, nato in Oklaoma, prese il nome dal filosofo Ralph Waldo Emerson, probabilmente aveva bisogno di un po’ di fiducia in sé stesso nel trattare uno dei temi più importanti di Emerson che lo ha fatto entrare nella storia della filosofia.

La struttura della novella è ciclica. Si apre con il Narratore in un nascondiglio segreto ad Harlem (chiaramente un riferimento all’eroe di Dostoyevsky senza nome di Note dal sottosuolo non può essere evitato, egli venne rifiutato dalla società nei limiti del razionalismo e arrivò a chiamare sè stesso spiacevole e malvagio.) La caverna del nostro Narratore, che è di natura buona, ha un chiusino all’imboccatura e più di mille lampadine fissate al soffitto che illuminano l’ambiente. Non è sepolto li dentro e ci rassicura che nella stagione appropriata farà la sua comparsa in superficie. Si tratta di un letargo, come quello di certi animali orsini che abitano le caverne in inverno. Il Narratore vede se stesso come ibernato. Mentre si ripromette di uscire e ascolta le registrazioni di Louis Armstrong, canzoni come What Did I Do to be so Black and Blue e riflette sulla catena degli eventi che lo hanno portato fino a li.

Il viaggio del Narratore va da sud a nord, dall’innocenza all’ esperienza. Dalla fiducia nelle immagini, negli esempi e nelle assunzioni degli altri a una visione chiara di quelli che sono i suoi bisogni. Spolverate tra i dettagli della trama queste differenti fasi della vita del Narratore ci danno un senso di surreale, uno humor nero guidato da una consapevolezza selvaggia che da vita a momenti parodistici. I tentativi del protagonista di compiacere gli amministratori bianchi in visita al college, il corrotto presidente nero della scuola che ha fame solo di potere, gli amministratori del nord presso i quali il Narratore cerca lavoro, i suoi impiegati presso la compagnia Liberty Pain, gli uomini bianchi della Fratellanza che vogliono sfruttare la sua pelle nera e le sue capacità oratorie scoraggiandolo a pensare in modo autonomo. Lui si rifiuta anche di cadere sotto l’incantesimo di Ras il distruttore, un nazionalista nero violento che attraversa Harlem a dorso di cavallo vestito da guerriero etiope.

Se non vi sentite pronti per il libro intero che conta circa 440 pagine, leggete il capitolo uno, stampato separatamente nel 1947 sul giornale Horizon per introdurvi al potere di Ellison con le parole. O scegliete le vignette serie, ma anche comiche, nel capitolo tredici dove il Narratore liberato dalla propria immagine di studente del college viene colto nell’atto impulsivo di mangiare una patata dolce comprata dal carretto per le vie di Harlem. In quel momento è libero di fare al venditore una dichiarazione esistenziale che permea tutta l’opera: I am what I am.

Il tema dell’opera è quanto mai attuale. Siamo immersi in una cultura consumistica che ci promette ogni giorno di toglierci dall’anonimato grazie ai nostri acquisti, grazie ai nostri post sui social, grazie ai like che collezioniamo sotto alle nostre fotografie. La nostra identità viene fondata sui beni materiali e sull’apparire ma purtroppo con il tempo ci accorgiamo che il prezzo da pagare è alto, soprattutto in termini di salute mentale, quindi mi chiedo e vi chiedo: siete disposti a perdere voi stessi pur di aderire a una identità decisa da altri fatta di beni materiali e apparenza o forse è meglio l’anonimato?

Cari lettori dell’ ignoto queste sono le riflessioni che il nostro Narratore mi ha ispirato e spero che le ispirerà anche a voi. Vi auguro una buona lettura e ci risentiamo presto.

Alice Tonini

2 risposte a “Razzismo e identità in L’uomo invisibile 📚”

  1. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Bella! Bella presentazione di un libro importante, singolare e non semplice. Libro che personalmente non leggerò mai ma che spero i tuoi lettori leggano e commentino, mi piacerebbe sapere il loro parere. Ciao, alla prossima!

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  2. Avatar Giganti della Letteratura: Dialoghi tra Sogni ed Illusioni | Alice Tonini

    […] surreale tensione. Per leggere il resoconto completo della loro indagine esistenziale, clicca qui: Razzismo e identità in L’uomo invisibile 📚, Riflessioni su Walden: Un Viaggio di Crescita Personale, La Montagna Incantata: Viaggio tra […]

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