San Patrizio: Storia e Simbolismo☘️

Il 17 marzo il mondo si tinge di verde per celebrare San Patrizio 🥳, patrono d’ Irlanda. Ma questa festa apparentemente gioiosa e folkloristica nasconde un lato oscuro e misterioso, fatto di leggende millenarie, simboli esoterici e tradizioni pagane.

Quanti di voi conoscono la storia della vita di San Patrizio? Contrariamente a quanto potreste pensare San Patrizio, il cui nome alla nascita era Maewyin Succat, non era di origini irlandesi ma britanno-romane. Era membro di una famiglia nobile romana la cui esatta origine è ancora oggi sconsciuta. Della sua vita non sappiamo molto, per lo più leggende e folklore. All’età di sedici anni venne rapito e portato in Irlanda come schiavo. Dopo sei anni di prigionia riesce a fuggire e tornato dalla sua famiglia prende gli ordini sacri nel 407 d.C.. Tornerà in Irlanda come missionario, viaggerà per l’isola in lungo e in largo predicando, convertendo e aiutando i bisognosi. La leggenda racconta di lui che fu un viaggiatore instancabile: si recherà in Francia e a Roma quando spostarsi era pericoloso e faticoso. Gli storici segnano la data della sua morte il 17 marzo 461 e da allora le leggende che lo riguardano si sono moltiplicate.

Lo sapete che simbolo iconico di San Patrizio è il trifoglio? Viene spesso associato alla Trinità cristiana, la leggenda racconta che il santo si servisse di questa pianta per spiegare il concetto di Trinità divina a quanti lo ascoltavano. Un’altra leggenda racconta che il santo con un suo ordine scacciò tutti i 🐍serpenti dall’Irlanda. In realtà c’è da dire però che in Irlanda i serpenti non ci sarebbero stati neppure prima di San Patrizio ma la leggenda vorrebbe simboleggerebbe la fuga del male e dell’oscurità davanti alla luce e alla saggezza divina.

È famosa anche la leggenda che parla di un luogo chiamato il pozzo di San Patrizio dove si dice che il santo si recasse spesso a meditare e a pregare e viene considerato dalla tradizione una porta per l’ aldilà. Si dice che alcuni pellegrini vi abbiano visto dentro il purgatorio e l’inferno riflessi. Il pozzo senza fondo si trova a Luoghi Derg, un isolotto dove oggi si erge una chiesa meta di pellegrinaggi.

Durante la festa di San Patrizio che inizia il 17 marzo ma prosegue per tutto il week-end si beve birra, ci sono delle parate (ad esempio il St Patrick’ Festival a Dublino o l’ Home of St Patrick’s Festival a Armagh) con maschere, musica e balli tradizionali. Si indossa un indumento verde per auspicare buona sorte e si pranza con l’Irish Stew. Uno stufato di manzo o agnello accompagnato da verdure e sfumato con birra Guinness. Viene accompagnato da pane integrale e bruschette.

Nonostante oggi sia una festa cristiana rimane forte il simbolismo pagano. Ad esempio il colore verde rappresenta fin dall’antichità la rinascita e la fertilità, mentre il trifoglio era considerato un simbolo di buona fortuna già in epoca pre-cristiana. La croce celtica adottata dal santo per facilitare la comprensione del simbolismo religioso combinerebbe il simbolo cristiano con il sole celtico.

Esiste una espressione popolare irlandese che dice The Luck of the Irish (La fortuna degli Irlandesi) che viene utilizzata oggi per augurare buona fortuna in modo scherzoso o per descrivere una serie di eventi fortuiti accaduti a una persona che sembra avere una fortuna sfacciata. Il popolo irlandese viene tradizionalmente ritenuto molto fortunato ma in realtà non si conosce l’esatta origine della frase. The Luck of the Irish è anche una popolare filastrocca per bambini che celebra la fortuna e la magia associate al giorno di San Patrizio. Il testo che può variare in molte versioni viene recitato come augurio di pace e prosperità.

May the Road rise to meet you,
May the Wind be Always at your back,
May the sun Shine warm Upon your face,
The rains fallo soft Upon your fields,
And until we meet again,
May God hold you in the Palm of His hand.

Questa è una delle versioni di ”The Luck of The Irish”

L’opera Finnegans Wake di James Joyce è una celebrazione complessa e sperimentale della cultura e della mitologia irlandese. Una delle figure principali del romanzo è proprio San Patrizio che compare in un sogno e che secondo Joyce dovrebbe rappresentare la complessità dell’ identità irlandese. L’ opera è davvero molto interessante e qui mi limito a citarla senza avere la pretesa di una analisi esaustiva che in poche righe è impossibile.

Se invece preferite i film forse potrete apprezzare The Quiet Man di John Ford. Si tratta di una pellicola ispirata a un racconto di Maurice Walsh, è ambientato in Irlanda e celebra la cultura e le tradizioni irlandesi, compreso il giorno di San Patrizio.

Carissimi lettori del mistero anche per oggi è tutto. Fatemi sapere se avevate mai sentito parlare di questa festività e delle tradizioni ad essa legate e se conoscete qualche libro che ne parla. Un abbraccio.

Alice Tonini

Una risposta a “San Patrizio: Storia e Simbolismo☘️”

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    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Bella e interessante questa tua ricerca sulla storia e le leggende che spiegano le nostre, e non solo, tradizioni. Brava!

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L’evoluzione dell’Horror: Dalla Letteratura al Cinema

Lettori del mistero e dell’ignoto bentrovati. Fan dell’horror siete pronti?

Oggi vi porto a fare un giro nel lato più oscuro del blog. Ricordate gli articoli sulla storia del genere che ho proposto tempo fa? Oggi li rivediamo insieme.

Siamo partiti dalle origini, abbiamo visto le prime opere significative e il passaggio fondamentale dalla letteratura al cinema. Nelle profondità della notte, dove l’inchiostro si fonde con l’oscurità e le parole sussurrano storie di terrore è nato il genere che perseguita gli incubi degli uomini da secoli e che ci fa divertire con le sue contraddizioni e le trovate macabre, grottesche ma spesso serie e rivoltanti. Le radici dell’orrore affondano in epoche remote, quando l’uomo prigioniero di paure ancestrali cercava di esorcizzare i propri demoni attraverso i racconti di spettri, mostri e creature abissali.

Il XVIII secolo segna la nascita del romanzo gotico, il genere letterario che getta le basi per l’horror moderno. Castelli tenebrosi, segreti inconfessabili, amori tormentati e presenze soprannaturali popolano le pagine di opere come Il castello di Otranto di Horace Walpole e Frankenstein di Mary Shelley. Questi romanzi intrisi di un atmosfera cupa e decadente esplorano i lati oscuri della psiche umana, mettono in scena figure tormentate dai sensi di colpa, da ossessioni e desideri proibiti.

Il passaggio dalla letteratura al cinema è stato una evoluzione naturale per il genere. Le immagini in movimento e la loro capacità di evocare emozioni intense e immediate sono lo strumento perfetto per dare vita alle creatura che popolano l’immaginario degli scrittori. I primi decenni del XX secolo hanno visto la nascita di capolavori come Nosferatu, il vampiro (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau e Il mostro della laguna nera (1954) di Jack Arnold, sono opere che hanno saputo sfruttare le potenzialità del linguaggio cinematografico pe creare atmosfere inquietanti e personaggi indimenticabili. L’horror tuttavia non si limita a spaventare. Le sue storie sono metafore di paure sociali e individuali, ci invitano a riflettere sulla nostra condizione umana, sui nostri limiti e sulle nostre fragilità. È uno specchio oscuro che ci riflette, mostrandoci le nostre ombre più profonde e svelandoci la nostra capacità di affrontare le avversità.

L’articolo di riferimento per la prima parte della storia del genere è il seguente Horror: nascita di un genere, dalla letteratura ai film.

Gli anni ’40 segnano un periodo di consolidamento per il genere horror, con gli Universal Studios che detengono una sorta di monopolio sulla produzione di film di questo tipo. La casa di produzione sforna una serie di classici che sarebbero diventati iconici, come L’uomo lupo (1941) e La mummia (1932). Questi film, caratterizzati da atmosfere cupe e gotiche, mettono in scena mostri leggendari, figure tragiche e complesse, che incarnano le paure e le angosce dell’uomo moderno.

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Mentre Hollywood si concentra sulla serializzazione dei suoi mostri, il cinema europeo, pur tra difficoltà e limitazioni, cerca di esplorare nuove strade. In Italia, ad esempio, il genere si intreccia con il cinema fantastico e con la tradizione del gotico letterario, dando vita a opere come Il mostro di Venezia (1953) di Riccardo Freda. Gli anni ’40 sono dunque un periodo di transizione per l’horror, un genere che, pur rimanendo ancorato alle sue radici gotiche, inizia a confrontarsi con nuove tematiche e a sperimentare nuove forme espressive.

Se ti incuriosisce questa fase della evoluzione che va dagli anni ’40 fino alla comparsa dei primi film di zombie trovi l’articolo qui. Gli zombie nella storia del cinema dagli anni ’40 a oggi.

Dagli anni ’70 in poi, l’horror ha subito una trasformazione significativa, pur rimanendo legato a temi classici come le case infestate e i lupi mannari. Le case infestate, luoghi di presenze oscure e memorie traumatiche, sono diventate protagoniste di film come Amityville Horror (1979) e The Conjuring (2013), mentre i lupi mannari, creature ibride tra uomo e animale, hanno continuato a popolare l’immaginario horror in pellicole come Un lupo mannaro americano a Londra (1981) e The Wolfman (2010).

L’horror moderno, tuttavia, non si limita a riproporre vecchi schemi. Il genere si arricchisce di nuove tematiche, come la violenza psicologica, il disagio sociale e le paure legate alle nuove tecnologie. I film horror contemporanei spesso mettono in scena personaggi complessi e tormentati, alle prese con i propri demoni interiori, e utilizzano effetti speciali sempre più sofisticati per creare atmosfere di terrore sempre più intense.

Se vuoi approfondire i misteri dell’ horror dei giorni nostri l’ articolo dedicato è questo: Dai lupi mannari alle case infestate: arriva l’horror moderno.

Anche per oggi è tutto, spero di avervi dato la vostra quotidiana dose di ignoto e mistero anche stavolta. Ci vediamo prestissimo con un altro inquietante articolo.

Alice Tonini

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Kos: Il Luogo di Nascita della Medicina Moderna #1🚑

Lettori del mistero e dell’ ignoto finalmente il nostro traghetto è approdato nel porto di Kos, splendida isola dal mare cristallino e dalle spiagge sabbiose. E voi mi chiederete: cosa siamo venuti qui a fare? Semplice, non tutti sanno che a Kos affonda le sua antiche radici la moderna medicina.

La natura cura tutte le malattie.” Non so se l’avete riconosciuta ma questa era la massima di Ippocrate, padre della medicina moderna che dopo un secolo praticava ancora l’arte di Pitagora e poneva le basi di una nuova filosofia che come la precedente durerà molto a lungo. Questo avveniva a Kos, a pochi chilometri dall’ isola di Samo.

Ippocrate fu il primo uomo a portare avanti lo studio completo del corpo umano come sistema, definì molte delle regole scientifiche basilari che tutt’ora governano la medicina e formulò quello che oggi è conosciuto come Giuramento di Ippocrate che ancora oggi è accettato dai medici di tutto il mondo. Diceva:

Io giuro in nome di Apollo il curatore, di Esculapio dio che risana, in nome della Salute, della Panacea e di tutti gli dei e le dee, e faccio loro miei testimoni, di quanto io farò, secondo le mie capacità e il mio giudizio. […]

Ippocrate

Kos è una delle più belle isole delle Grecia e al pari di Samo mi permette di offrirvi un ottimo calice di vino locale. A differenza di Samo dove Pitagora passa inosservato, Ippocrate a Kos è ricordato e l’Asclepieon, l’ospedale dove praticava, può ancora essere visitato; si trova in cima a una collina a meno di quattro chilometri a est dalla città. Ovviamente possiamo passeggiare solamente tra le rovine ma visto che Ippocrate sosteneva che quello che ci circonda, l’ambiente, è importante quanto la cura del corpo sono sicura che la salita verso la collina e la vista del meraviglioso paesaggio per noi saranno un vero toccasana.

Secondo la testimonianza di Pausania nell’Asclepieon era proibito morire e partorire, e il luogo è reso ancora più sacro dalla presenza di un tempio dedicato al dio Apollo, i cui resti sono datati in epoca romana. Comunque Kos possiede numerosissime rovine romane, la maggior parte situate nel bosco che circonda la città portuale e sono così belle da meritare un giorno in più di permanenza solo per visitarle. Volendo da Kos si può raggiungere anche la Turchia con i traghetti e se proprio non volete farvi mancare le comodità dell’era moderna c’è anche un aeroporto.

Ma facciamo un passo indietro. Prima di Ippocrate, nato a Kos nel 460 a.C., anno dell’ottantesima Olimpiade, la pratica della medicina era un misto di tentativi, azzardi, superstizioni e preghiere. Quando fortunatamente si riusciva a guarire, secondo le credenze popolari il medico aveva operato una magia; dopo Ippocrate agli incantesimi si aggiunsero formule codificate ed esperienza documentata. A ciò si deve la sua fama: pratica medica e scrupolosa documentazione di lavoro ed esperimenti. Tutti i più grandi autori dell’ antica Grecia Sofocle, Euripide, Platone, Aristotele e lo stesso Socrate hanno omaggiato la sua opera in quanto lo ritenevano loro pari.

Come Pitagora, per dodici anni viaggiò per il mondo e visitò Europa, Asia e Africa incontrando chiunque fosse in grado di accrescere la sua conoscenza dell’ arte medica. A Mileto discusse con il filosofo Anassagora (500-428 a.C.) di sostanza e infinito e riuscì a correlare i cicli della salute dell’ uomo con l’ambiente naturale che lo circondava. Tramite lo studio dei papiri lasciati da Eraclito nel VI secolo a.C., impara che:

Nulla in questo mondo resta uguale a sè stesso, nemmeno per un attimo.
Tutto si modifica, tutto si dissolve, si mescola con altri elementi, per assumere un aspetto, diverso dal precedente.

Ippocrate

Ma fu durante il suo viaggio a Samo che ebbe la conferma della sua teoria più profonda: non è possibile ignorare la condizione psichica di un paziente quando si cura il corpo, perché il corpo e l’anima sono una cosa sola e come tali vanno curati. Prima dell’avvento di Ippocrate, la pratica della medicina era per la maggiore una primitiva forma di magia, una combinazione di parole e incantesimi per esorcizzare gli spiriti maligni che si pensava causassero la malattia. Alcuni disturbi erano considerati sacri e Ippocrate commentò : non credo che la Malattia Sacra sia più sacra, o più divina di altre malattie. Al contrario ha una causa precisa e caratteristiche specifiche.

https://youtu.be/TxohVBPvt9c (Qui trovate il porto di Kos in diretta live, fatemi sapere nei commenti se la Webcam non dovesse essere più in funzione)

Anche in quei tempi esistevano medici con lo scopo di estorcere soldi ai pazienti, in un trattato del periodo post aristotelico si suggerisce ai dottori di non parlare di compensi con i malati perché ciò avrebbe causato ansia e peggiorato la condizione. Forse è per questo motivo che oggi l’ansia è tanto diffusa…

Nel 430 a.C. Ippocrate arriva ad Atene nel bel mezzo di una carestia e di una epidemia causate dalla guerra nel Peloponneso contro gli spartiani iniziata l’anno precedente. Qui studia gli effetti dell’affollamento urbano che affliggono la città e che facilitano l’espandersi delle malattie: i corpi infettati lasciati senza cura e l’ acqua inquinata bevuta da tutti. Riuscì a debellare l’ epidemia con misure severe come la segregazione degli ammalati, i corpi dei morti bruciati su pire, acqua bollita prima di essere bevuta. Non riuscì purtroppo a salvare Pericle, il grande statista ateniese che lo aveva chiamato in aiuto.

Poi tornò a Kos per occuparsi del suo centro medico, l’Asclepieon che diventò uno dei migliori ospedali dell’ epoca e alle cure mistiche si aggiunsero misure più pratiche.

Caro lettore dell’ignoto per ora ti devo salutare, ti lascio continuare la passeggiata per Kos da solo ma ci rivedremo molto presto. Alla prossima e buona lettura.

Alice Tonini

3 risposte a “Kos: Il Luogo di Nascita della Medicina Moderna #1🚑”

  1. Avatar sillydeliciouslyf76523c1d3
    sillydeliciouslyf76523c1d3

    Bello! Bello! Bello! Grazie!

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  2. Avatar luisa zambrotta

    Grazie per questo post affascinante!

    Piace a 1 persona

  3. Avatar La Magia e i Miti Europei: Un Viaggio Intrigante🚀 | Alice Tonini

    […] Ci siamo quindi aggirati per l’isola alla ricerca delle tracce di questa antica sapienza. Kos: Il Luogo di Nascita della Medicina Moderna #1🚑, La Magia della Medicina Antica a Kos #2. Lascio giudicare a voi quello che abbiamo trovato, io mi […]

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Riti della Candelora: Dalla Luce al Rinnovamento 🕯️

Bentrovati lettori del mistero e dell’ignoto, febbraio è arrivato e siamo qui a parlare di cosa ci aspetta nelle prossime settimane. Questo mese c’è il Carnevale, San Valentino, ma voi l’avete mai festeggiata la Candelora? O magari conoscete qualche tradizione legata all’arrivo della primavera? Fatemi sapere 🥰

Sapevate che la posizione delle candele durante la messa della Candelora può prevedere il tempo meteorologico dei prossimi mesi? In pratica si dice che se la candela più alta pende verso destra l’estate sarà calda e soleggiata. Se la candela pende verso sinistra l’estate sarà piovosa e fresca, e se la candela rimane dritta sarà equilibrata con alternarsi di sole e pioggia.

La Candelora è una ricorrenza ricca di tradizioni e rituali che si sono tramandati nei secoli, molti dei quali sono arrivati fino a noi.

Viene celebrata il 2 di febbraio e introduce un momento fondamentale di passaggio nell’anno. Dal punto di vista religioso si commemora la presentazione di Gesù al Tempio, ma a livello popolare è legata a una serie di usanze e credenze che riguardano il clima, l’agricoltura e la vita quotidiana. Segna il passaggio dall’inverno alla primavera.

Il rito centrale della festività è la benedizione delle candele. Esse vengono benedette in chiesa e poi portate a casa per portare la luce e la protezione dal male. In alcune regioni italiane si accendono falò per scacciare il freddo e il buio dell’inverno, simboleggiando rinnovamento e rinascita.

In passato era legata a riti propiziatori per garantire un buon raccolto e si facevano benedire gli attrezzi agricoli e gli animali, anche domestici. C’erano poi dei rituali scaramantici per proteggere i campi.

Un detto interessante è ” Se la Candelora non piange l’inverno si allunga” che presagiva la fine o meno della stagione fredda. Sebbene la tradizione della Candelora sia tipicamente italiana possiamo trovare feste simili in altre culture, spesso con rituali e significati differenti. Ma da dove ha origine questa ricorrenza?

Le origini della Candelora sono affascinanti e intrecciano elementi religiosi, culturali e popolari. Come ho già anticipato le radici cristiane le possiamo fare risalire alla Presentazione del Signore. Secondo il Vangelo di Luca, 40 giorni dopo la nascita di Gesù, Maria e Giuseppe portarono il bambino al Tempio di Gerusalemme per la sua presentazione al Signore, come prescriveva la Legge ebraica. In questo momento, il vecchio Simeone riconobbe in Gesù il Messia tanto atteso.

La celebrazione della Candelora è strettamente legata al tema della luce. Gesù, infatti, viene definito da Simeone “luce per illuminare le genti”. Da qui l’usanza di benedire le candele, simbolo della luce divina che illumina le tenebre. Indubbie però sono le radici pagane, è molto probabile infatti che questa festa abbia assorbito elementi di culti pagani preesistenti. In particolare, si pensa che possa essere legata a feste romane legate al culto della fertilità e alla purificazione, come i Lupercalia. Questi culti si diffusero rapidamente in tutto l’Impero Romano e, nel corso dei secoli, si arricchirono di significati e usanze locali. Assorbiti dalla tradizione cristiana Inizialmente venne chiamata Ipapante (incontro in greco) e indicava proprio l’incontro tra la Sacra Famiglia e Simeone. Il termine “Candelora” si diffuse in seguito, proprio per sottolineare l’importanza delle candele nella celebrazione.

Ma perché proprio il 2 febbraio? La data è legata al computo dei 40 giorni successivi alla nascita di Gesù. Questo periodo di 40 giorni ha un grande valore simbolico in molte religioni, e rappresenta un tempo di purificazione e preparazione spirituale.

In sintesi la Candelora è una festa ricca di significati e simbolismi, che affondano le proprie radici nella tradizione cristiana e in culti pagani più antichi. La luce, la purificazione e il rinnovamento sono i temi centrali di questa celebrazione, che continua a essere viva e sentita in molte parti del mondo.

Anche per oggi è tutto, caro lettore del mistero per ora ti devo salutare. Alla prossima e buona lettura.

Alice Tonini

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